Etica, imprese, finanza: un trinomio possibile per l’economia del futuro?

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Venerdì 29 giugno a Pisa il convegno promosso da Cross-Think-LAB con Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna

“Etica, imprese e finanza: un trinomio possibile?” è il titolo del convegno che si tiene venerdì 29 giugno, con inizio alle ore 9.00, alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. La giornata di studio è organizzata da CrossThink-LAB in collaborazione con Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna e si propone come occasione per riflettere in modo scientifico sulla possibilità di ripensare un sistema economico del quale la crisi ha mostrato i limiti e le cui possibilità di evoluzione sono sfide per il futuro: sostenibilità ambientale, diritti umani, dignità della persona e del lavoro sono intesi come strumenti per ripensare un’economia più vicina all’uomo, eppure non meno competitivase tiene fede a questi riferimenti.

CrossThink-LAB e la Scuola Superiore Sant’Anna intendono dare il loro contributo allo sviluppo di un dibattito e di una nuova visione sulle sfide contemporanee e sul futuro, attraverso il dialogo tra rappresentanti dei modi dell’impresa, dell’accademia e della finanza e con relatori di primo piano come Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana;Riccardo De Bonis, vice Capo del Servizio analisi statistiche della Banca d’ItaliaNicoletta Dentico, componente del Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare EticaMichele Rocco, capo della struttura di monitoraggio e sviluppo Corporate Social Responsability di Intesa Sanpaolo.

“Questo convegno su etica, imprese e finanza – spiega Anna Loretoni, docente di filosofia politica e una delle organizzatrici e relatrici – è un’occasione importante per continuare la riflessione che CrossThink-LAB ha avviato da tempo sul rapporto tra valori e impresa, fra etica ed economia. Dalla riflessione sull’economia civile con cui il convegno si avvia ci attendiamo spunti interessanti in merito a nuovi scenari capaci di offrire una risposta alla centralità del solo mercato e prospettive di uscita dalla crisi che da dieci anni – conlude – attanaglia la nostra Europa.”

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