Ieri sera, nel corso della puntata numero 62 di Finestra sull’Arena, è stato nostro ospite telefonico l’ex calciatore del Pisa Edgar Cani, protagonista di due anni in nerazzurro e della promozione in B del 2015/2016 sotto il comando di Gennaro Gattuso e oggi giocatore della Vibonese. Insieme a lui si è parlato del passato e del presente del Pisa, ma anche degli imminenti playoff. Rivedi la puntata e rileggi le parole di Cani.

Si ringrazia l’ufficio stampa della Vibonese per la disponibilità concessa

Ciao Edgar, come va con la Vibonese? Avete appena centrato la salvezza. Si può definire un buon risultato senza dubbio.

Attualmente gioco per la Vibonese, abbiamo centrato una salvezza tranquilla anche se magari si sperava in qualcosa in più … abbiamo ancora da giocare due partite, ci proveremo fino alla fine a centrare l’ultimo posto utile per disputare i play off.

Domenica avete giocato proprio contro la Juve Stabia. C’era Petroni a esultare sugli spalti, cosa hai pensato?

Domenica scorsa siamo stati spettatori della festa promozione della Juve Stabia, alla quale faccio i miei complimenti per la vittoria del campionato; per fortuna non ho incrociato Fabio Petroni o Vincenzo Taverniti, non posso dimenticare il danno che ci hanno fatto a Pisa quando hanno praticamente compromesso il nostro campionato di serie B.

Tornando invece ai momenti belli del passato, come non dimenticare Pisa-Foggia che ti ha visto assoluto protagonista?

Impossibile non ricordare quel Pisa – Foggia, una partita estremamente tesa preparata oltretutto in maniera completamente diversa rispetto a tutte le altre gare che avevamo giocato nel corso di quella stagione: riconoscemmo infatti la loro superiorità sotto il punto di vista del palleggio e decidemmo di non andare a prenderli alti, anzi, di andare sempre a coprire le loro ripartenze perché in questo fondamentale erano davvero letali. Rimasi praticamente da solo a fare la guerra là davanti, esaltandomi nel non mollare mai e nel lottare su ogni pallone, ed alla fine quella tattica pagò; anche grazie ad un pizzico di buona sorte, visto che riuscimmo a concretizzare praticamente tutte le palle goal che riuscimmo a creare.

Com’era Gattuso in panchina?

Con mister Gattuso in panchina era impossibile rilassarsi, anche solo per pochi secondi; quel pomeriggio aspettai con pazienza il pallone buono, ed alla fine realizzai un goal con un tiro che durante il campionato non aveva mai centrato il bersaglio grosso. Con il mister ci sentiamo spesso tuttora e per me è un grande piacere perché è un fenomeno dal punto di vista dell’umiltà, lavorare insieme a lui mi ha permesso di trovare quei valori che ho sempre cercato nel mondo del calcio ma che prima di venire a Pisa non ero mai riuscito ad incontrare. Sono stati due anni splendidi, c’è poco da aggiungere.

Venendo al presente, tra poco ci sono i playoff. Cosa cambia rispetto al campionato?

Quando vai a giocare i play off la testa del giocatore cambia radicalmente: quando giochi gare di campionato sai che alle brutte c’è sempre la partita successiva per poterti rifare, ma quando vai a giocare le gare finali di spareggio sai che dovrai sbagliare il meno possibile, che dovrai sempre tenere la giusta concentrazione e che dovrai metterci gli attributi per poter far bene. Ogni momento lo vivi in maniera diversa rispetto a quanto accaduto durante tutto il resto della stagione.

Quale fu la ricetta vincente del tuo Pisa che i playoff li vinse?

Noi vincemmo quei play off per tutta una serie di fattori che andarono per il verso giusto, ci fu una miscela di ingredienti che si andarono a mischiare nella maniera migliore possibile : la qualità degli elementi migliori, la grinta di tutto il gruppo, il temperamento dei calciatori di maggiore esperienza, l’essere arrivati tutti all’appuntamento clou al top della condizione psicofisica. Mi piace poi sottolineare quanto furono importanti in quelle settimane quelli che giocavano meno, i primi ad incoraggiare chi scendeva in campo, i primi ad esultare quando le cose andavano per il meglio. Ripeto : eravamo un grande gruppo composto da calciatori che erano tutti allo stesso livello.

Il tuo peggior momento e il tuo miglior momento in maglia nerazzurra?

Il mio peggior momento in maglia neroazzurra ? Quando ad ottobre della prima stagione mi feci male alla schiena : mi arrivarono molte critiche, molti tifosi dicevano che ero arrivato a Pisa già rotto, e poi ci furono un sacco di visite da tanti dottori diversi che mi dicevano che forse non avrei più potuto giocare a calcio … insomma, un momento davvero difficile che superai mettendoci tanta forza di volontà, appellandomi al mio carattere per gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il momento più bello ? E’ facile, le due gare contro il Foggia e l’apoteosi finale per la vittoria e per la conquista della serie B; arrivato a quel punto, con tutto quel carico di emozioni sulle spalle, non potevamo davvero perdere.

Da chi si dovrà guardare il Pisa ai playoff tra le squadre del girone C?

Se c’è una squadra del girone C che il Pisa deve temere ai play off ? Io le ho incontrate tutte e dico il Catanzaro, vuoi per un ambiente assai caldo dove non è affatto facile giocare, vuoi perché a mio avviso si tratta di una compagine davvero completa e che sa esprimere un bel calcio. Il Trapani ha individualità importanti per la categoria ma spesso non gioca bene, mentre il Catania ha dimostrato per tutta la stagione di avere un rendimento troppo altalenante per competere a livelli altissimi.

In collaborazione con Il Pisa Siamo Noi

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva per la stagione 2016/2017. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018