Gerry Cavallo punta il dito contro il Pisa per la mancata organizzazione della partita del cuore. L’ex calciatore del Pisa in un video facebook si sfoga rendendo nota la sua verità, fatta secondo lui di pretesti e cavilli per non giocare. Il Comune e il Pisa però lo smentiscono. Ecco il botta e risposta. In chiusura anche un intervento dei responsabili del progetto “Insieme per Christian” Giacomo Di Sacco e Fabio Grasci Puccini.

Era iniziato come semplice video di diretta Facebook il 31 dicembre per augurare il buon anno a tutti i suoi contatti, poi lentamente Gerry Cavallo si è sfogato in un monologo di 10 minuti attaccando i vertici della società neroazzurra per non avergli permesso, a suo dire, di organizzare l’evento. Ecco le dichiarazioni di Cavallo:

CAVALLO – Queste le parole di Cavallo nel suo video facebook: “Il Pisa, dopo tre mesi che era stata pianificata questa cosa ed era tutto pronto, al 28 dicembre mi ha chiesto che tutti i calciatori dovessero essere in possesso del certificato per idoneità agonistica. Non c’è bisogno di idoneità perché di agonismo non c’è nulla.” Prosegue Cavallo: “A qualcuno questa cosa ha dato fastidio e il cavillo era quello del certificato medico di cui non c’è bisogno perché si tratta di una partita tra amici. Ringrazio tutte le società di Pisa e provincia per questo evento. Avrei portato allo stadio tantissimi bambini. Voglio invece ringraziare Raffaele Latrofa e il Sindaco Conti che mi avevano dato la possibilità di fare la manifestazione mettendo tutto in regola per giocare questa partita. A un certo punto qualcuno ha deciso che questa partita non dovesse essere disputata.”  Sempre riguardo ai certificati, Cavallo fa sapere di aver parlato col Livorno: “Ho parlato di quanto accaduto anche con Igor Protti e l’addetto stampa del Livorno che mi hanno confermato che quando giocammo la partita a Livorno firmammo una liberatoria dove ognuno si prendeva personalmente la responsabilità di giocare e scendere in campo. Quindi non c’era nessun motivo di non far giocare una partita per un discorso che non esiste.” A questo punto un attacco feroce verso la società: “Dal Pisa mi hanno ricordato che Giovanni Corrado si era sentito male durante la partita dello scorso anno. Ma Giovanni Corrado, oltre a essersi preso la responsabilità con la liberatoria, a quella partita non doveva nemmeno esserci, ma hanno voluto che giocasse per forza a questo evento tra vecchie glorie del Pisa e del Livorno. Poi che si sia sentito male lo dice lui. Sentirsi male a una partita del genere vuol dire non essere all’altezza di un evento del genere ed è qualcosa di allucinante. La gente deve sapere che c’era bisogno di aiutare un bambino. Volevo fare questo video dopo che ieri ho visto un video del padre di Christian che sta raccontato a tutta Italia della sua situazione. Non esiste che noi non abbiamo fatto una partita per una cosa del genere.” Cavallo conclude il suo sfogo con alcune frasi shock: “Mi è stato anche detto “questa partita la farete più avanti”. Ecco io dico no, questa partita la farò io più avanti e non la farò certo con il Pisa. Per me il Pisa dal 28 dicembre non esiste più se ci sono queste persone a Pisa. Mi prendo la responsabilità: Visto che si parla di anime nere e io non sono un’anima nera, ma dico le cose come stanno. Queste persone mi hanno impedito di fare una partita per scopi benefici e di aiutare persone che stanno passando un periodo difficile e passato un Natale di merda”. Infine i saluti e l’augurio per il nuovo anno: “Questo 2018 si è chiuso nel peggiore dei modi. Sono deluso e affranto, cercherò in futuro il prima possibile di organizzare questa manifestazione altrove perché queste persone hanno bisogno di aiuto e spero che le istituzioni si mettano ancora a disposizione come avevano fatto in precedenza.”

Cavallo e Protti all’ultima partita del Cuore

LA REPLICA DEL PISA – Abbiamo contattato anche il Pisa per capire quale fosse la versione della società neroazzurra dopo queste gravi dichiarazioni ed ecco cosa è emerso: “Prendiamo atto dello sfogo di Gerry Cavallo che era stato informato delle difficoltà organizzative. Lo stadio è comunale e noi non possiamo impedire certamente che non venga fatto un evento del genere. Purtroppo esistono delle leggi abbastanza restrittive riguardo le certificazioni mediche e al momento di occuparsi della copertura assicurativa si è posto il problema dei certificati. Cavallo sostiene che non si possa giocare con la liberatoria? Purtroppo legalmente questo non ci risulta, ma se trovasse qualcuno in grado di assumersi queste responsabilità, è liberissimo di andare avanti senza alcuna opposizione da parte del Pisa. Come società avevamo offerto la massima collaborazione con lettere ufficiali a enti e amministrazioni, preallertando i Vigili del Fuoco, la questura e anche i servizi di assistenza per l’organizzazione della partita. La nostra parte l’abbiamo fatta ed avevamo anche predisposto una conferenza stampa che poi è saltata. Col Comune di Pisa abbiamo anche diviso 50 e 50 le spese per non gravare sul ricavato.” A riprova di quanto detto dal Pisa la conferma che le leggi in questo senso si sono inasprite negli ultimi anni per le certificazioni mediche e le cose vanno fatte per bene e non si possono improvvisare.

LATROFA E IL COMUNE – Anche dal Comune nei giorni scorsi era intervenuto l’assessore Raffaele Latrofa, che in un intervento aveva dichiarato di essere stato messo al corrente di questo impedimento, ma “pur considerando la finalità benefica di questa iniziatva ritengo giusto e doveroso anteporre la tutela della saluta di chi dovrà scendere in campo.” L’amministrazione comunale ha dato fin da subito infatti il sostegno alll’iniziativa con la disponibilità al rilascio del patrocinio e la concessione dell’utilizzo dell’Arena, facendosi anche carico degli aspetti legati alla logistica. Anche per il futuro massima disponibilità: “ci rendiamo disponibili fin da subito a confermare anche per il futuro il nostro impegno quando saranno espletati tutte le pratiche burocratiche del caso”.

INSIEME PER CHRISTIAN – In chiusura un intervento di Giacomo Di Sacco a nome suo e di Fabio Grasci Puccini: “Io e Fabio Grasci Puccini, come responsabili del progetto Insieme Per Christian, ci teniamo a precisare, visto che siamo stati tirati in causa, che la partita benefica organizzata per il 7 gennaio all’Arena Garibaldi, sarebbe stata di aiuto alla causa dei Monti Pisani e non per Christian. Gli organizzatori avrebbero voluto fare una donazione a fine evento in privato anche in base a come sarebbe evoluta la serata. Non entriamo in merito a diatribe personali di altre persone ma ci tenevamo a spiegare e a distaccarci da questa situazione e continuiamo per la nostra strada come abbiamo sempre fatto.”

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva per la stagione 2016/2017. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018