Dopo la pesante sconfitta dell’Arena col Cittadella, il tecnico Luca D’Angelo, a quasi due ore dalla fine della partita, parla in conferenza stampa per analizzare quanto visto in campo. Nessun calciatore invece ha rilasciato dichiarazioni.

Ecco le lunghe dichiarazioni del tecnico nerazzurro: “Un risultato pesante, dobbiamo guardare bene a quello che è stato fatto, perché sicuramente di positivo c’è poco oggi. Ne abbiamo presi tre su calcio piazzato, più il primo gol sul fallo laterale. Evidentemente dobbiamo cercare di avere più rabbia in certe situazioni. È vero anche che al 14’ siamo rimasti in dieci e mentalmente non era facile, ma siccome eravamo riusciti di rimanere in partita fino al 70’ dovevamo trovare un gol che ci potesse rimettere in carreggiata, invece dopo il terzo gol subito la situazione era irrecuperabile. Non siamo stati fortunati per espulsioni e infortuni, ma il calcio è molto particolare. Abbiamo avuto la prima palla gol noi su calcio d’angolo, dopo c’è stata l’espulsione ed è diventata dura per noi. La stavamo tenendo la partita, si poteva recuperare, un episodio avrebbe potuto riaprirla, invece alcune disattenzioni sugli angoli ci hanno condannato. Quando si perde in una maniera così netta l’allenatore non si può tirare indietro dall’avere colpe. Dobbiamo, io per primo, capire le cose da migliorare, perché i risultati che stiamo ottenendo non sono buoni. Avevamo deciso di mettere due mezzali come Gucher e Siega e le tre punte, cercando di metterli in difficoltà nella pressione, ma rimanendo in dieci il meccanismo è saltato. Grande delusione perché non è tanto il discorso di aver perso, ma sicuramente aver terminato la partita in questa maniera così deludente non è positivo da parte nostra, dobbiamo cambiare idea di come affrontare determinate negatività. Il Cittadella è una squadra forte e oggi li abbiamo avvantaggiati. Ha meritato di vincere ed è indiscutibile. In noi deve rimanere l’idea che dobbiamo capire che non stiamo facendo per bene tutto quello che va fatto, questo è innegabile. Abbiamo fatto 8 partite e subito 20 gol, ma oggi prendere sul 2-0 altri due gol su calcio piazzato, significa che la squadra ad un certo punto ha sentito troppo il peso del risultato negativo, invece vanno giocate sempre fino alla fine e non si sa mai quello che può succedere. I ragazzi erano particolarmente abbattuti, ma lo sport è una metafora della vita e bisogna guardare avanti per migliorare e non lasciarsi allo scoramento totale che è sbagliato. Non dobbiamo pensare che di colpo siamo diventati una squadra colabrodo. I numeri dicono questo, però le situazioni che ci troviamo davanti possono essere risolte solo con un grande impegno e una consapevolezza dei mezzi che abbiamo. Abbiamo la forza di risollevarci, ne sono convinto. In questo momento giocare in casa o fuori casa conta poco, perciò dobbiamo cercare di fare i tre punti a Ferrara e a Pisa, a prescindere da dove si giochi. Dobbiamo compattarci bene tra di noi, se arriveranno critiche dobbiamo accettarle, non stiamo rendendo per quello che valiamo. Ho visto i ragazzi molto abbattuti e da lunedì dobbiamo lavorare per mettere a posto questa situazione non bella”.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018