Per il quarto compleanno il Museo Radico del Lavoro, dell’Intelligenza e della Civiltà Contadina inaugura un nuovo e più ricco allestimento. Oltre alle collezioni di oggetti regalate dai contadini e dai pescatori del territorio, in mostra c’è un’esposizione, unica, di grani antichi facenti parte del germoplasma toscano, organizzata in collaborazione con le Università di Pisa e Firenze e l’azienda agricola della Regione Toscana CESA.

L’inaugurazione è avvenuta il 30 novembre scorso con un pomeriggio di discussione sui temi della cura del “PAT” – la triade Paesaggio-Ambiente-Territorio, così come l’ha formulata Salvatore Settis, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica, oggi incentrata sull’Intelligenza Artificiale, al servizio del lavoro agricolo.

I grani, l’ulivo

La presentazione della nuova collezione di grani toscani è stata accompagnata da una discussione sul tema del recupero dei grani antichi. Il grano antico è ricco di qualità nutritive perse nel grano moderno. Lisetta Ghiselli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari dell’Università di Firenze, è la responsabile del germoplasma dei grani toscani.

La Banca Regionale del Germoplasma della Toscana è volta a garantire la tutela delle risorse genetiche autoctone regionali. Concepita come un sistema di banche del germoplasma, svolge tutte le operazioni dirette a salvaguardare il materiale genetico che conserva.

Il Vocal Bot, la macchina parlante

Giuliano Meini, direttore del Museo, illustrerà il nuovo vocal bot progettato e realizzato per il Museo. Si tratta di uno Speaking Assistant for Museum (S.A.M.), ovvero un monitor parlante che capisce le domande che gli vengono poste, e sfruttando le moderne tecnologie di Machine Learning, risponde mostrando foto e filmati congruenti. Un’applicazione sperimentale che punta ad avvicinare i “tecnolike” al formato educativo tipico di un Museo e ad ampliare ed approfondire l’offerta informativa rivolta ai visitatori.

 

Le collezioni

L’esposizione del Museo Radico si articola in sezioni. Lavorare la terra, con la collezione di attrezzi che occorrono per semina, raccolta, conservazione, pesatura, trasporto. In Pescatori di fiume sono in mostra le reti, i bettibelli, le nasse, il giacchio, insieme alle piante autoctone del Serchio. La vite ed il vino è la sezione che raccoglie tutte le attrezzature che raccontano la storia dell’uva, della vite e del vino del nostro territorio, mentre agli animali da lavoro è dedicata la parte Tori e muli. Il Museo riserva uno spazio anche alle Piante spontanee del Serchio, ed è in preparazione una sezione che sarà dedicata alla coltivazione della canapa. Un’ulteriore sezione è dedicata ai Cappelli di Paglia, la cui produzione ha costituito una grande innovazione nell’agricoltura toscana dell’800. In mostra la storia del cappello di paglia nel pisano e nel fiorentino. Grano antico toscano è infine la collezione di spighe e di granella che ora raccoglie tutto il germoplasma del grano toscano.

Museo Radico

 

Indirizzo: via A. De Gasperi 3, Rigoli – San Giuliano Terme (PI) –

Come raggiungerci: https://goo.gl/maps/xWGkpBP8iRS2

Giorni ed orari di apertura: Comitive, gruppi, scolaresche: sempre su prenotazione. Dal giovedì al sabato, dalle 11:00 alle 18:00

Ingresso: gratuito per il giorno del 30 novembre e per chi si prenota dal sito 

 

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Direttore responsabile di Sestaporta.news. Giornalista pubblicista ha lavorato dieci anni a PuntoRadio come redattrice e speaker. Collaboratrice per il quotidiano La Nazione, ha inoltre diretto l’ufficio stampa dei Comitati territoriale e regionale dell’ente di promozione sportiva Uisp.