Morgex tra pioggia, radioline e strategie di mercato: il racconto di un pomeriggio particolare tra i dirigenti nerazzurri
A Morgex il tempo è imprevedibile. Inizia a piovere forte pochi minuti prima della partita, con la tribuna stampa di fortuna che si trasforma in un problema per chi ha con sé dispositivi elettronici. Ma bastano pochi istanti e il cielo si apre, quasi fosse un altro giorno. È la particolarità di questa località incastonata tra le montagne della Valdigne: qui si può passare in un attimo dall’estate all’inverno, con sole, vento e pioggia che si alternano come niente fosse.
Proprio mentre il meteo cambia volto, fanno il loro ingresso Alexander Knaster, Giuseppe Corrado, Giovanni Corrado, Davide Vaira e Daniele Freggia. È Beatrice Gaiotto (Event Marketing Specialist nerazzurra) a rompere l’equilibrio della piccola tribuna: “Signori, potreste far posto a Knaster e Corrado?”. E così, tra ombrelli ancora gocciolanti e radiocronache di Punto Radio e Radio Bruno in sottofondo, lo stato maggiore del Pisa si mischia con i cronisti. Nessuna distanza, nessuna barriera.
Prima del fischio d’inizio, Giuseppe Corrado trova anche il tempo per un momento personale, raccontando qualche aneddoto dei suoi trascorsi da calciatore nelle categorie minori. Una pausa prima che tutti tornino ad osservare il campo.
Knaster guarda tutto con attenzione. Quando in campo entrano Denoon e Akinsanmiro, si gira verso Vaira e chiede lumi sui calciatori. Il diesse risponde “Sono forti”. Il proprietario studia i nuovi, osserva i movimenti, scambia impressioni con il presidente. La panchina, nel frattempo, lavora. I cellulari del direttore sportivo e del direttore generale si illuminano spesso. Chiamate, messaggi, contatti. Non è difficile immaginare che in quei momenti si stia parlando anche di calciomercato.
Qualche tifoso, accalcato poco dietro, prova a origliare. C’è chi tenta di capire dai sussurri se stanno arrivando nuovi acquisti, chi prova a leggere un nome sullo schermo, magari un indizio. Ma tutto resta nel silenzio delle occhiate e dei cenni.
È un Pisa che si muove sottotraccia, che ascolta e valuta. Gli sguardi dei dirigenti sono seri, attenti. Studiano la squadra, valutano chi c’è e chi manca. Perché la vera partita, quella per completare la rosa, si gioca adesso. E a Morgex, tra le montagne e le nuvole, si è cominciato a capirlo molto chiaramente