Stadio soldout, Pisa in striscia utile e senza paura, Inter che ha tutto da perdere: all’Arena torna una sfida che nella storia ha spesso cambiato il destino delle due squadre. Ecco i cinque motivi per non perdere questa partita.

L’ARENDA SOLD-OUT – Non serviva molto per scaldare l’attesa, ma Pisa-Inter l’ha fatto in un attimo. I biglietti sono finiti in circa un quarto d’ora, con il tutto esaurito annunciato già nel primo giorno di vendita. Il divieto di trasferta che sta penalizzando i tifosi nerazzurri da settimane ha spostato tutte le energie dentro le mura di casa. Questa volta l’Arena sarà piena in ogni settore, senza posti liberi, con la Curva Nord pronta a trasformare la partita in un evento cittadino più che in una semplice gara di calendario.

IL PISA NON HA NIENTE DA PERDERE – Il secondo motivo riguarda lo stato di forma del Pisa. I nerazzurri di Gilardino arrivano alla partita da una striscia positiva che dura da sei giornate, con una vittoria e cinque pareggi, e soprattutto con una tenuta difensiva che all’Arena ha riportato numeri importanti: quattro partite di fila senza subire gol, oltre 400 minuti di imbattibilità interna. Nelle ultime tre giornate la squadra è sempre andata a segno, segnando gli stessi gol realizzati nelle prime nove, e ha anche sfruttato bene i rigori concessi. In classifica il Pisa è ancora nel gruppo che lotta per la salvezza, ma rispetto all’inizio del torneo ha trovato equilibrio e convinzione. Davanti all’Inter non ha praticamente nulla da perdere: ogni punto sarebbe un premio, non un obbligo.

L’INTER HA TUTTO DA PERDERE – Sul fronte opposto c’è invece una formazione che arriva con qualche scoria. È il terzo motivo per cui questa sfida pesa. L’Inter viene da un periodo complicato fra campionato e coppe: il ko nel derby con il Milan, la sconfitta per mano dell’Atletico Madrid del grande ex Simeone, le difficoltà nel trasformare il gioco in risultati. I numeri restano quelli di una grande squadra, ma in questo momento sono i nerazzurri di Milano ad avere tutto da perdere: un passo falso all’Arena aprirebbe una vera crisi, mentre una vittoria del Pisa avrebbe il sapore dell’impresa.

I DOPPI EX – Il quarto motivo è la lunga lista di incroci personali. I colori nerazzurri del Pisa nascono proprio guardando all’Inter, scelta fatta sotto la Torre nel 1910 quando i milanesi avevano appena vinto il loro primo scudetto. Da allora sono tanti i giocatori passati da entrambe le sponde. Marco Tardelli ha iniziato la sua scalata da Pisa prima di arrivare all’Inter; Diego Pablo Simeone è sbarcato in Europa proprio qui e poi ha vestito la maglia interista; in epoche diverse ci sono stati anche Gionatha Spinesi, Francesco Forte, Gaby Mudingayi, Rey Manaj, Roberto Bergamaschi, Giovanni Passiglia. Nella memoria recente pesano due nomi su tutti: Christian Vieri, che esplose sotto la Torre prima di diventare simbolo dell’Inter di fine anni Novanta, e Leonardo Bonucci, che a Pisa si è rilanciato dopo avere mosso i primi passi proprio nel club milanese. Fino agli attuali Cuadrado e Akinsanmiro, legati all’Inter da scudetti e cartellini e oggi parte del progetto nerazzurro pisano. Una trama di storie che rende la partita ancora più intrecciata.

PISA BESTIA NERA DELL’INTER – Pisa-Inter è una sfida che raramente è stata banale. All’Arena il bilancio parla di quattro vittorie pisane, tre affermazioni dell’Inter e quattro pareggi in campionato. Nel 1921 arrivò il clamoroso 7-2, una delle sconfitte più pesanti della storia interista, con lo Sporting Club capace di travolgere una delle grandi del Nord. Pochi anni dopo, nel 1924-25, un 3-1 nerazzurro pisano interruppe la lunga serie di risultati utili dei milanesi. Nel 1968 il Pisa bloccò l’Inter di Facchetti, Mazzola e Corso sull’1-1. Negli anni di Romeo Anconetani sono arrivate pagine ancora più note: l’1-1 del 1982-83 firmato da Berggreen, lo 0-0 dell’anno successivo, il gol di Baldieri che nel 1985-86 regalò un 1-0 entrato nelle sigle televisive, la “bomba” di Dunga nel 2-1 del 1987-88 con Zenga inchiodato all’incrocio. Poi le ultime sfide, lo 0-3 del 1989 con doppietta di Serena e lo 0-1 del 1991 deciso da Berti, fino agli incroci di Coppa Italia e all’amichevole recente tra i fratelli Inzaghi, chiusa 1-1 con il Pisa avanti fino al recupero.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.