Sfida di grande fascino all’Arena Garibaldi. Il Pisa riceve l’Inter in un pomeriggio da tutto esaurito, con la città che si ferma per una di quelle partite che sono destinate a rimanere scolpite nella memoria. La squadra di Gilardino arriva con l’ennesima emergenza, ma con una striscia positiva lunga sei giornate Davanti ci sarà l’Inter di Chivu, reduce da due sconfitte di fila tra campionato e Champions, ma ancora tra le prime della classe e con ambizioni da titolo intatte.


PISA CORTO MA SENZA ALIBI – Gilardino lo ha detto senza girarci intorno: il Pisa è corto, ma non cerca scuse. In questi giorni il lavoro al centro sportivo è stato intenso, con la partita di Reggio Emilia passata ai raggi X per capire dove crescere ancora. Il tecnico è soddisfatto dell’atteggiamento e del modo in cui la squadra sta interpretando le gare, soprattutto per spirito e corsa. Le cattive notizie arrivano però dall’infermeria. Oltre ai soliti lungodegenti (Stengs, Esteves, Lusuardi, Cuadrado, Akinsanmiro), si sono aggiunti Denoon e Vural, entrambi ko in allenamento: distorsione alla caviglia per il difensore, problema tendineo al ginocchio per il centrocampista. In difesa l’assenza dello svizzero pesa meno, vista l’abbondanza nel reparto. A centrocampo invece l’emergenza è piena. Da qui nasce il principale bivio tattico. Andare a specchio con un 3-5-2, accettando l’idea di finire corti di energie e cambi nella ripresa, oppure passare al 4-4-2 per avere più copertura sugli esterni e una gestione più semplice delle rotazioni a gara in corso.

L’INTER, LA “BELVA FERITA” – L’Inter arriva all’Arena dopo due ko di fila, quello in campionato nel derby con il Milan e quello in Champions contro l’Atletico Madrid dell’ex Simeone. Due partite dispendiose sul piano fisico e mentale, che hanno lasciato qualche scoria e aperto interrogativi sul momento della squadra. Parlare di Inter “in crisi”, però, è una forzatura. La qualità della rosa resta altissima, così come l’abitudine a gestire le partite pesanti. Da Pisa lo sanno bene: di fronte c’è una “belva ferita”, per usare l’immagine definita da Gilardino in conferenza, e proprio per questo ancora più pericolosa. Per i nerazzurri di Milano il margine di errore è minimo: un passo falso all’Arena aprirebbe una vera tempesta, mentre una vittoria rimetterebbe in carreggiata la corsa Scudetto.

LA FORZA DELL’ARENA E I NUMERI – Se l’Inter si presenta con la pressione del risultato, il Pisa può contare sulla spinta dell’Arena. I biglietti sono spariti in un quarto d’ora, il divieto di trasferta ha concentrato tutte le energie in città e gli spalti saranno pieni in ogni ordine di posto. Sul campo parlano i numeri. Sei risultati utili consecutivi, una vittoria e cinque pareggi, quattro gare di fila senza subire gol in casa e oltre 400 minuti di imbattibilità interna. Nelle ultime tre giornate il Pisa è sempre andato a segno, segnando in tre partite gli stessi gol realizzati nelle prime nove. La squadra è ancora immersa nella lotta salvezza, ma ha trovato compattezza, autorevolezza e consapevolezza. Davanti all’Inter non ha nulla da difendere, solo un sogno da inseguire: ogni punto sarebbe oro. Il prepartita avrà anche un momento speciale. Prima del fischio d’inizio la società consegnerà a Simone Canestrelli una maglia celebrativa e una targa per le sue 100 presenze in nerazzurro

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.