Il Pisa arriva a Udine nel momento più complicato della stagione. L’emergenza numerica è evidente, le scelte sono ridotte al minimo e Alberto Gilardino è costretto a lavorare con una rosa decimata, senza alibi ma con la necessità di stringersi ancora di più allo zoccolo duro della squadra dello scorso campionato. In un contesto così difficile, l’unico messaggio possibile è uno: unità di intenti, dentro e fuori dal campo.


LA ROSA DECIMATA – I nerazzurri si presentano al Bluenergy Stadium con una lista di assenti lunghissima che azzera ogni ballottaggio. Durosinmi non è utilizzabile per il mancato transfer, atteso solo nei prossimi giorni. Nzola è stato messo fuori rosa dopo le tensioni seguite alla gara con il Como. Akinsanmiro è impegnato in Coppa d’Africa, oggi in campo nei quarti di finale contro l’Algeria. A questi si aggiungono gli infortunati di lungo corso: Stengs, Cuadrado, Albiol e Lusuardi. Vural non ha recuperato, Denoon è rimasto fuori all’ultimo momento. In totale sono nove gli indisponibili.

UNA PARTITA AL LIMITE – Il quadro è quello di una squadra che affronta una trasferta durissima senza mezza rosa a disposizione. È inutile girarci intorno: servirà un’impresa. L’Udinese arriva più solida, con meno problemi e con qualità fisica e strutturale superiori. In questo scenario il Pisa può aggrapparsi solo a ciò che ha sempre mostrato nei momenti difficili: compattezza, sacrificio, spirito di gruppo.

TRA COLPE E PROBLEMI – Il Pisa è questo, oggi. È una squadra in emergenza che prova comunque a restare aggrappata al campionato. Serve unità di intenti, perché solo così si può provare a superare un momento che, numeri alla mano, è il più duro dell’anno. A Udine non ci sono scorciatoie: servirà testa, coraggio e la capacità di restare squadra, qualunque cosa accada.

L’EMERGENZA E IL MERCATO – Il mercato estivo, oggi, è stato sbugiardato dal campo. È un dato di fatto. Avrebbe aiutato certamente avere qualche uomo in più dal calciomercato, ma siamo alla terza gara di gennaio senza nuovi giocatori.  Le critiche alla società sono legittime e doverose. Ma fermarsi solo a quello sarebbe miope. Questa è la stessa struttura che ha riportato Pisa in Serie A, che sta costruendo il centro sportivo e che porterà avanti il progetto stadio. Si può e si deve criticare, senza però spaccare tutto. Il rischio vero, adesso, è la divisione continua: pro o contro, prima o dopo, nostalgie inutili, processi quotidiani. Non serve. Non aiuta. Non porta punti. In questo momento il Pisa ha bisogno di compattezza, di una linea comune, di un sostegno critico ma responsabile.

AGGRAPPATI A PICCININI – In mezzo a tutto questo, il volto giusto è quello di Gabriele Piccinini, la cui ultima conferenza stampa ha infiammato i cuori. Non sarà il giocatore più talentuoso della rosa, ma incarna quello che serve adesso: attaccamento, rabbia, voglia di non mollare. Le sue parole dopo Pisa-Como non sono state uno sfogo sterile, ma una richiesta, quella di crederci, fino in fondo. Questo Pisa ha bisogno di più Piccinini e meno Nzola.

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.