Con nove indisponibili e Caracciolo squalificato, il “toto formazione” del Pisa contro l’Atalanta è più una questione di scelte obbligate. Gilardino ha poche alternative reali e deve anche gestire due diffidati pesanti come Calabresi e Aebischer, che rischiano poi di saltare un altro scontro diretto. I nuovi acquisti Durosinmi e Bozhinov partiranno dalla panchina.
PORTA E DIFESA – Tra i pali la sensazione è che Scuffet sia avanti su Semper per la seconda gara di fila. A Udine ha dato solidità e soprattutto ha gestito bene anche coi piedi, cosa utile se l’Atalanta porta pressione alta. In difesa senza Caracciolo e con Albiol fuori, la linea è praticamente obbligata. Il terzetto più credibile è Calabresi–Coppola–Canestrelli. Calabresi a destra dà esperienza e letture, ma da diffidato dovrà stare attento nei duelli in campo aperto. Coppola è il “jolly” più naturale per prendere il posto del capitano: non avrà la stessa leadership, però può reggere fisicamente e non si spaventa, eventualmente messo come braccetto con Canestrelli centrale. Proprio Canestrelli è quello che dà più equilibrio, soprattutto sulle palle alte e nelle chiusure preventive. Il passaggio alla difesa a quattro resta un’ipotesi di emergenza dentro la partita, ma dall’inizio è difficile: significherebbe chiedere a Calabresi e Angori un lavoro lungo e rischioso contro esterni e mezze punte che ti attaccano con continuità.

CENTROCAMPO E ATTACCO – Qui si decide l’identità del Pisa. Con questa Atalanta, che spinge e ti costringe a difendere largo, Gilardino sembra orientato a confermare la struttura “da Udine”, quindi un assetto che protegga l’area e lasci spazio per ripartire. A destra Touré è una soluzione quasi naturale: gamba, copertura, capacità di portare metri quando serve respirare. A sinistra Angori è lo sbocco più pulito, perché ha cross e coraggio, e in un 3-4-2-1 può partire più alto senza restare schiacciato. In mezzo, le certezze restano Marin e Aebischer. Marin è quello che “sporca” e fa da schermo, Aebischer è quello che collega e dà ordine. Il tema è la gestione della diffida dello svizzero: contro l’Atalanta ti arrivano addosso, i falli tattici sono quasi inevitabili. Il vero bivio riguarda la scelta tra un 3-5-2 più coperto e il 3-4-2-1, che a Udine ha dato segnali migliori nella produzione offensiva. La partita col Friuli ha detto che con due uomini dietro la punta, Tramoni diventa più libero e Moreo riesce a lavorare tra le linee, non solo di sacrificio. Per questo la soluzione più logica oggi è proprio quella: Tramoni e Moreo a supporto di Meister. Se Gilardino conferma quanto visto a Udine, il Pisa può partire così nel 3-4-2-1: Scuffet; Calabresi, Coppola, Canestrelli; Touré, Marin, Aebischer, Angori; Moreo, Tramoni; Meister. E i nuovi acquisti Bozhinov e Durosinmi? partiranno dalla panchina.



