Questa sera all’Arena Garibaldi si gioca Pisa-Atalanta. Sulla carta è una partita durissima. L’Atalanta arriva nel suo momento migliore della stagione, con certezze, ritmo e fiducia. Il Pisa no, o almeno non nel modo più semplice possibile. Una cosa però è certa, società, allenatore e gruppo squadra stanno dimostrando, a partire dal mercato fino agli allenamenti, di non lasciare niente di intentato per cercare la salvezza. Al netto dei problemi emersi nelle ultime ore.

L’EMERGENZA – I nerazzurri ci arrivano in piena emergenza. Dieci tra infortunati e indisponibili. Un numero pesante, che condiziona scelte e gestione della gara. Anche i due nuovi acquisti non sono ancora pronti per reggere novanta minuti, difficile pensare che possano partire entrambi dall’inizio. È una squadra corta, obbligata a stringere i denti.

QUALCOSA E’ CAMBIATO, LA SOCIETA’ RILANCIA – Eppure, dentro questa difficoltà, qualcosa sta cambiando. Il Pisa si sta compattando. Sta diventando più solido, più consapevole della situazione. E soprattutto la società sta mandando un segnale alla piazza: non si molla. Anzi, si rilancia. In poche settimane sono già stati messi sul tavolo oltre 20 milioni di euro, quando il mercato di Gennaio è appena a metà sessione. Una cifra enorme per la storia e le dimensioni del club se combinata con il mercato estivo, per un totale di quasi 40 milioni. C’è chi storce il naso e si chiede se abbia senso spendere così tanto ora. La risposta è semplice: serve per salvare la categoria. E il Pisa sta dimostrando di volerci provare in ogni modo, con operazioni pratiche ma anche pensate per il futuro. Certo, le difficoltà non mancano come accaduto ieri con Joao Pedro, sul fotofinish.

DAL MERCATO ESTIVO A QUELLO DI GENNAIO – È vero, il mercato estivo è stato un fallimento. Su questo non ci sono scuse. Nessuno però ha alzato bandiera bianca. Gli errori sono stati fatti, anche pesanti, ma la stagione non è finita. Tra sfortuna, inesperienza e rendimento sotto le attese di alcuni giocatori, i punti raccolti sono stati meno di quelli meritati. Alcuni innesti non hanno reso, altri si sono fermati, troppo, per infortunio, altri ancora non avevano la testa giusta. L’idea iniziale probabilmente era diversa. Costruire una squadra che potesse galleggiare fino al giro di boa e poi intervenire con pochi innesti mirati. Ma la realtà ha presentato il conto. Infortuni, problemi fisici noti e altri emersi strada facendo, giocatori fragili o mai davvero entrati nel progetto. Succede, a tutti, anche ai grandi club.

REMARE DALLA STESSA PARTE – Ora però non serve cercare colpe. Serve remare tutti dalla stessa parte. La domanda resta: sono stati sottovalutati i rischi o la sfortuna ha inciso più del previsto? Forse entrambe le cose. Operazioni rischiose come Stengs, Cuadrado e Vural o Albiol, scommettere sulla testa di Nzola, Lorran rivelatosi un oggetto del mistero finora. Adesso però il tempo delle analisi è finito. I se e i ma sono solo esercizi di stile da antipatico “io l’avevo detto”. Conta solo il presente, il qui e ora. Si confida nei nuovi, si stringe il gruppo e si prova a fare qualcosa che oggi sembra difficile, ma non impossibile. Un’impresa, magari. Una salvezza da battaglia, come quella del Crotone di Nicola che abbiamo analizzato sulle pagine di Sestaporta. Il Pisa ha deciso di percorrere  questa strada fino in fondo. Facciamolo tutti insieme.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.