Oggi vi porto alla scoperta di una nuova figura professionale nell’ambito del calcio nerazzurro. Forse l’avrete visto nei video in cui i giocatori arrivano in città, sbucando fuori da un furgone nero. Altre volte invece è al seguito della squadra prima e dopo le partite, o a San Piero a Grado per gli allenamenti. In altre occasioni accompagna direttamente i giocatori. Chi è e di cosa si occupa?
TRABUCCHI – Da questa stagione il Pisa Sporting Club ha inserito una figura nuova nel suo staff: il player care manager. È Emanuele Trabucchi. Il suo lavoro non riguarda il campo, né la parte medica. È il riferimento per tutto ciò che succede “fuori” dal rettangolo di gioco, ma che può pesare sulla testa e sulla quotidianità di un calciatore.
COSA FA IL PLAYER CARE MANAGER – In pratica si occupa di benessere a 360 gradi. Fisico, psicologico e sociale. Aiuta a prevenire situazioni di stress prolungato. Tiene d’occhio i periodi più pesanti della stagione, i cambi di città, i ritmi serrati. E prova a evitare che piccoli problemi diventino grandi, fino a toccare rendimento e umore. L’obiettivo è far trovare ai giocatori un contesto ordinato, stabile, sano. Anche nei dettagli.
UNA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE – Dentro il mondo del calcio è una nuova figura professionale, di solito utilizzata dai grandi club, con declinazioni più o meno simili tra loro. C’è chi lavora più sul “wellbeing”, quindi su equilibrio mentale, gestione del carico emotivo, ambiente familiare e qualità del riposo. E c’è chi entra più nella parte pratica, tipo il lifestyle manager, che spesso aiuta su casa, spostamenti, tempo libero, relazioni e organizzazione della vita in una nuova città. Sono figure diverse, ma la logica è la stessa: togliere pensieri inutili e aiutare l’atleta a concentrarsi.
TRA LUSSO E INVESTIMENTO – Nel concreto, il player care manager può dare una mano su tanti fronti. Logistica quotidiana e trasferte. Supporto nei trasferimenti e nell’inserimento in città. Coordinamento con chi segue alimentazione e recupero, quando serve incastrare abitudini e necessità. Orientamento per i più giovani, con regole, routine, e competenze base fuori dal calcio. E poi il lato “ponte”: essere un collegamento costante tra giocatore, staff tecnico, dirigenza e, quando serve, famiglia. Un lusso? Semmai un investimento organizzativo. Perché un calciatore sereno, riposato e seguito bene rende di più. E perché, soprattutto in un gruppo pieno di ragazzi che arrivano da fuori, la velocità con cui ti ambienti può fare la differenza.
LASCIARE I PROBLEMI FUORI DALLA PORTA – Di fatto il player care manager si occupa di tutto ciò che influisce su un giocatore e non è calcio o medicina e l’obiettivo è rimuovere lo stress della vita per concentrarsi sul calcio. Il player care serve a far sì che i giocatori lascino i problemi fuori dalla porta e arrivino al campo con la testa libera.



