TESTACODA D’ALTA CLASSE – È il classico testa-coda che accende sempre qualcosa. L’Inter arriva da capolista, il Pisa si presenta da ultimo ma con la sensazione di poter reggere meglio l’urto rispetto a qualche settimana fa. A San Siro non basta chiudersi: servirà una partita lucida, con coraggio nei momenti giusti e attenzione totale quando l’Inter alza il ritmo. C’è anche un dettaglio che pesa: il Pisa torna a Milano a pochi mesi dal 2-2 col Milan. Allora fu una serata “sporca” e viva, con la squadra capace di soffrire e colpire. Stavolta il livello si alza ancora, ma l’idea è la stessa: restare dentro la gara, non farsi schiacciare, e provare a portarla sul filo. Sperando che le fatiche di Champions dell’Inter con l’Arsenal si facciano, almeno in minima parte, sentire.
I 4631 TIFOSI PISANI (IN REALTA’ OLTRE 5000) A SAN SIRO – Il numero ufficiale dei biglietti nel settore ospiti è 4.631, esaurito da tempo. Ma i pisani a San Siro saranno di più: tanti arriveranno anche in altri settori, sparsi nello stadio, come succede spesso nelle trasferte “grandi”. E’ il cerchio che si chiude dopo che venne vietato a tanti tifosi, già in possesso del biglietto, di recarsi a San siro per vedere la gara col Milan. Venerdì sarà una delle trasferte più attese dell’anno. Il colpo d’occhio conta, ma conta ancora di più la spinta continua di un pubblico che non ha mai mollato e non ha intenzione di farlo adesso.
LA PARTITA DI SCUFFET – Inter-Pisa può diventare la partita di Scuffet, anche per quello che si porta dietro. Gilardino lo ha promosso titolare e ora il portiere friulano cerca una notte “alla vecchia maniera”, come quando era all’Udinese: il 27 Marzo 2014, al Meazza, giocò una gara perfetta contro l’Inter e finì 0-0, una di quelle prove che ti fanno parlare addosso per settimane. Venerdì torna nello stesso stadio e contro lo stesso avversario, con un Pisa che ha bisogno di punti e di un numero uno capace di tenere la squadra dentro la partita fino all’ultimo pallone.
NEL SEGNO DELLA VITTORIA DEL 1982-83 – Il precedente più pesante resta quello del 1982-83, quando il Pisa passò a San Siro con un 1-0 diventato storico. Era il 6 Marzo 1983 e la partita arrivava in un momento delicato, con i nerazzurri in zona bassa ma ancora dentro una classifica corta. L’Inter, reduce dalla fatica europea col Real Madrid, non trovò ritmo e il Pisa, ben messo in campo da Vinicio, non si limitò a difendere. La svolta al 72’: Casale calciò a botta sicura, la deviazione di Marini finì in rete e allora venne registrata come autorete, anche se l’azione nacque tutta dalla pressione pisana. Nel finale il Pisa sfiorò pure il raddoppio e al triplice fischio arrivarono perfino gli applausi del pubblico milanese, per una vittoria che a fine stagione pesò tantissimo nella corsa salvezza.
GLI ULTIMI COLPI DEL CALCIOMERCATO – Con l’arrivo di Bozhinov, Durosinmi e Loyola, la cui ufficialità arriverà nelle prossime ore, adesso la priorità sembra l’esterno. Serve un profilo che regga tutta la fascia, dia gamba e copertura, e allo stesso tempo porti qualcosa in avanti: cross, strappo, uno contro uno. Il Pisa vuole chiudere quella casella per completare la squadra e non restare corto proprio dove si consumano più energie. Poi c’è la punta, e qui entra il nome di Lorenzo Lucca. Il grande ex garantirebbe presenza in area, gioco aereo, sponde, e una fisicità che può cambiare la partita anche quando non segna. Fino all’ultimo questa idea rimarrà valida, aspettando una risposta definitiva dal giocatore.



