Con Carmen di Georges Bizet, terzo titolo della stagione lirica 2025/26 firmata dal direttore artistico Marco Tutino, venerdì 23 (ore 20.30) e domenica 25 (ore 15.30) – anteprima per le scuole mercoledì 21 – il Teatro Verdi riporta in scena il ‘brivido luminoso del sud’, in una nuova ambiziosa coproduzione con i teatri di Rovigo, Padova, Treviso e Fondazione Rete Lirica delle Marche.

Assente da dodici anni da questo palco (2014), dove fu rappresentata per la prima volta 140 anni fa (1886), Carmen ritorna ora in un allestimento che il regista Filippo Tonon (sua la firma anche delle scene e dei costumi, questi assieme a Carla Galleri) ha scelto di ambientare nel periodo della Seconda Rivoluzione Industriale, contemporaneo alla composizione dell’opera stessa. La direzione è affidata a Beatrice Venezi, il cui ritorno sul podio in Italia dopo i trionfi al Colòn di Buenos Aires segna anche la sua prima volta su quello del Teatro Verdi. Con il Maestro Venezi in buca ci sarà l’Orchestra da Camera Fiorentina in formazione da orchestra sinfonica.

Firmano l’allestimento, nato nel solco del 150esimo anniversario della sua prima rappresentazione all’Opéra-Comique di Parigi (3 marzo 1875), Fiammetta Baldisserri il cui disegno luci è ripreso da Francesca Tagliabue, e Maria José Leon Soto, le cui coreografie saranno danzate dalla Compagnia del Teatro di Pisa, giovane formazione composta dagli allievi della prima edizione di VerdièDanza.

Di prestigio e di solida esperienza è il cast vocale selezionato dal direttore artistico Tutino: Laura Verrecchia (mezzosoprano) è Carmen, Valentina Mastrangelo (soprano) è Micaela, Leonardo Caimi (tenore) veste i panni di Don José, Devid Cecconi(baritono) quelli di Escamillo. Completano la compagnia: Laura Esposito (Frasquita), Leyla Martinucci (Mercedes), Antonino Giacobbe (Il dancaire), Saverio Pugliese (Il remendado), Andrea Comelli (Zuniga), Luca Bruno (Morales), Una guida (Luigi Ragoni). Tornano infine sul palco le formazioni coristiche pisane rappresentate dal Coro Arché, istruito da Marco Bargagna, e le Voci Bianche della Scuola Giuseppe Bonamici dirette da Angelica Ditaranto.

Carmen, dramma lirico in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy (cui collaborò lo stesso Bizet scrivendone alcune parti, tra cui le parole dell’Habanera) liberamente tratto dal romanzo omonimo di Prospere Mérimée, riportò un timido successo alla sua prima esecuzione nel 1875 e Bizet non potè vederne la fortuna. Egli morì difatti tre mesi dopo, provato dalle vicissitudini legate a Carmen, inizialmente rifiutata dalla direzione dell’Opéra-Comique per i contenuti scabrosi del soggetto.

Al centro del dramma l’anelito di libertà della perturbante zingara Carmen e la sua relazione con il sergente Don José e il torero Escamillo dal finale tragico.

Per approfondire la conoscenza di Carmen, il giornalista e critico musicale Alessandro Mormile accompagnerà il pubblico nella Guida all’Opera; l’incontro si terrà giovedì 22 gennaio alle 18 nel Ridotto: ingresso libero fino a esaurimento posti.

Toreador. Costumi per Carmen è la piccola mostra organizzata dal Teatro Verdi in collaborazione con il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi e la Cattedra Unesco dell’Università della Svizzera Italiana in occasione del 140esimo anniversario dalla prima recita di Carmen nel Regio Teatro Nuovo nel 1886.

Per la prima volta dopo molti decenni saranno esposti i costumi di Escamillo appartenuti al baritono pisano Titta Ruffo assieme a suoi ricordi personali e alle onorificenze ricevute nei suoi anni di carriera in Spagna e conservati nella omonima Collezione donata dai suoi familiari al Comune di Pisa e da questo affidata al Teatro Verdi.

Tra gli oggetti in mostra nel Foyer si segnalano alcuni pezzi unici e di assoluto pregio: il meraviglioso mantello in raso di seta che fu donato a Titta Ruffo dal famoso torero Gallito che, durante una corrida a Barcellona, volle uccidere un toro in suo onore; il costume originale che il torero Mazzantini aveva indossato nella sua ultima corrida e che volle donare al baritono dopo una sua esibizione al Teatro Real di Madrid; il costume di scena di Escamillo della famosa manifattura d’arte Caramba. Fa da sfondo la riproduzione di una foto gentilmente concessa dagli Eredi Titta Ruffo e proveniente dall’omonimo archivio che ritrae il baritono con indosso il costume.

Esposti anche alcuni dipinti del toreador y pintor Raúl Bassó Dondé (Mérida, Yucatán 1931 – Città del Messico 1969) e storiche manoletinas originali da torero.

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Elisa Bani
Direttore responsabile di Sestaporta.news. Giornalista pubblicista ha lavorato dieci anni a PuntoRadio come redattrice e speaker. Collaboratrice per il quotidiano La Nazione, ha inoltre diretto l'ufficio stampa dei Comitati territoriale e regionale dell'ente di promozione sportiva Uisp.