Ufficiale Iling-Junior dall’Aston Villa in prestito. Cinque nuovi acquisti e un nuovo allenatore, oltre 20 milioni spesi e una corsa contro il tempo. Si è conclusa così, questa sera, la breve, ma condensata corsa della finestra invernale di trattative 2025-26. Una sessione di sicuro non priva di colpi di scena, di decisioni dolorose, di scelte coraggiose. Tiriamo le somme su ciò che è stato, sulle mosse del duo di mercato Giovanni Corrado e Davide Vaira. L’ultimo giorno il Pisa ufficializza in panchina Hijlemark al posto di Gilardino in panchina, poi arriva Iling-Junior in prestito dall’Aston Villa. Infine la società cede Lusuardi alla Reggiana, Buffon e Sapola al Pontedera, più altri movimenti minori. Rifiutati 6 milioni di sterline del Wrexham per Touré. Ora sia il campo a decidere. Ce la farà il Pisa a salvarsi? A fare il miracolo? Tra storie, retroscena sulle trattative, ancora una volta, come di consueto, mettetevi comodi e rilassatevi. Ripercorriamo insieme questo viaggio.
(Per una migliore lettura si consiglia di interagire con i collegamenti ipertestuali)
LE PREMESSE DEL MERCATO – Partiamo da lontano. Nonostante la brevità della sessione invernale, pari a un mese di trattative, il calciomercato del Pisa Sporting Club di gennaio si è rivelato lungo, estenuante e con la missione impossibile di correggere gli errori e le sfortune derivate dalla campagna estiva, che alla lunga purtroppo si è rivelata non all’altezza della situazione. Diverse le premesse sulle quali fondare questa finestra: dalla necessità di invertire la tendenza, migliorando la squadra, passando per cercare di andare oltre le difficoltà oggettive della situazione di classifica. Le prime notizie del mercato arrivano già il 21 novembre, con la caccia a una punta, un sottopunta e un centrocampista, rivelati su queste pagine. Effettivamente il Pisa ha poi acquistato un centrocampista e due attaccanti, ma non solo. Nuove notizie arrivano ai primi di dicembre 2025. La società infatti, rivelammo su Sestaporta (questo il link), non avrebbe fatto spese in Italia, bensì all’estero. E così è stato. Tutti gli acquisti arrivati sono giunti fuori dai confini italiani. Tra le prime piste seguite dal Pisa di cui abbiamo prove di contatti c’è quella del centrocampista offensivo del Frosinone Fares Ghedjemis, un’idea per giugno. Destinata però a sfumare visto l’interessamento anche di grandi club dall’estero. Proseguendo con le premesse del mercato, la squadra ha di fatto grossi problemi. La mancanza di finalizzazione, ma anche una mancanza di alternative.

LA CLASSIFICA NON AIUTA – A dicembre diventa chiaro anche un altro problema. La crisi di risultati del Pisa avrebbe potuto avere gravi conseguenze anche sul calciomercato di gennaio. Poiché all’allungamento della graduatoria sarebbe corrisposto e così purtroppo e stato, una diversa percezione della forza della società al tavolo delle trattative, con aumenti di prezzi e maggiori difficoltà nell’incontrare giocatori capaci di voler spendersi per aiutare a salvare la situazione. Restare agganciati alla zona salvezza tiene aperte porte. Ti permette di presentarti al tavolo delle trattative con un giocatore dicendo: “Qui ti giochi qualcosa con noi, qui puoi incidere e salvarti”. Se invece scivoli a sei punti, o comunque perdi contatto dalle rivali dirette, cambia la percezione.

L’INDICE DI LIQUIDITA’ – Il Pisa, a un certo punto, finisce tra i club monitorati l’indice di liquidità per il nuovo parametro Figc legato al “costo del lavoro allargato” (stipendi, ammortamenti e commissioni rapportati ai ricavi). La situazione, però, per il club non sarebbe un allarme: da neopromossa il primo check del 30 Settembre è spesso penalizzante perché pesa ancora molto il “mondo Serie B” nei conti e solo in parte quello della Serie A, e nel caso Pisa si aggiunge l’assenza di paracadute e di ricavi da capogruppo. Secondo quanto raccolto, la società avrebbe previsto il problema e avviato già dai primi di Dicembre il ripianamento con versamenti programmati, sfruttando anche i conferimenti della proprietà legati al nuovo centro sportivo, che nella disciplina italiana possono aiutare a riequilibrare il rapporto costi/ricavi. Per questo, al netto delle indiscrezioni su un Pisa “fermato”, il calciomercato si è potuto poi svolgere senza problemi particolari.

GRANDI E PICCOLI RIFIUTI: TSAWA, JOAO PEDRO E LUCCA – Mentre il Pisa si trova a Genova per disputare la sfida contro il Grifone, dalla Svizzera rimbalza una trattativa per un giocatore dai natali tibetani, il centrocampista Cheveyo Tsawa dello Zurigo. Giovane classe 2007, il Pisa chiude l’accordo con la formazione svizzera per 4 milioni di euro più bonus. Il giocatore sembra convinto soprattutto dal progetto tecnico e dalle strutture, ma la trattativa, ormai in dirittura d’arrivo, si arena improvvisamente. E’ lo stesso calciatore che ci ripensa sul più bello, non sentendosela di lottare per la salvezza dato che la squadra continua a perdere. Il caso di Tsawa è emblematico poiché diverse altre trattative, anche non note, sappiamo che si arenano proprio in questo modo. Titanica dunque l’impresa per portare qualcuno di importante in nerazzurro. Non sarà l’unico rifiuto o ripensamento. Uno di quelli che fa più rumore è quello di Joao Pedro. L’ex calciatore del Cagliari, divenuto attaccante in Messico del San Luis, viene contattato e la società riesce a convincerlo pagando anche la clausola rescissoria di 3 milioni di euro. Proprio quando il Pisa gli prenota i voli per l’Italia e predispone il pagamento ai messicani, il giocatore fa un passo indietro, incorrendo nelle ire della società nerazzurra. Fino a quando non decide di ripensarci definitivamente. Arrivando anche a dichiararlo pubblicamente con un messaggio: “Voglio ringraziare di cuore la società Pisa e tutte le persone coinvolte nella trattativa per la professionalità e il rispetto dimostrati. In questo momento però sono felice qui ed è una sensazione bellissima”. L’ultimo gran rifiuto noto è quello per l’ex Lorenzo Lucca, in forza al Napoli. Il Pisa arriva ad offrire ai partenopei una cifra di circa 2 milioni di euro per un prestito secco. Il giocatore però, spinto anche dal procuratore Giuseppe Riso, ci pensa un po‘, poi preferisce andare a cercare fortuna al Nottingham Forest.

IL PRIMO ACQUISTO, RAFIU DUROSINMI – Tra una trattativa e l’altra, un rifiuto e l’altro, il Pisa piazza potenzialmente l’acquisto più importante del calciomercato invernale. Il 4 gennaio infatti la società si accorda con il Viktoria Plzen per acquistare Rafiu Durosinmi. Durosinmi non è un nome nuovo sul mercato internazionale. La scorsa estate era finito nel mirino della Lazio e del West Ham e, sempre nei mesi estivi, si era parlato con insistenza dell’interesse dell’Eintracht Francoforte, pronto a mettere sul tavolo una cifra in linea con quella attuale. Affare che però non si concretizzò perché l’attaccante non superò le visite mediche nel 2023, a causa di alcuni problemi ai legamenti di un ginocchio. Il giocatore ha segnato 7 gol in 18 partite di campionato, 2 reti in Europa League su 6 presenze, 2 nei preliminari di Champions su 4 partite. La società proprietaria del cartellino conferma l’operazione per 10 milioni di euro più 2 di bonus e un contratto fino al 2030. Il calciatore entro un paio di giorni arriva in città anche se ci vorrà un lungo periodo di una decina di giorni per il transfer. Il giocatore deve addirittura recarsi nuovamente in Repubblica Ceca per farsi rilasciare il permesso di lavoro. Dopo tante peripezie l’esordio da sogno è contro l’Atalanta, subentrando nella ripresa al posto di Meister. Il giocatore segna la rete del pareggio in tuffo, mandando in visibilio l’Arena Garibaldi. Purtroppo però il Pisa per tutto gennaio schiera Meister titolare, non potendo sfruttare le abilità del giocatore subito in quanto in un periodo di pausa della stagione e l’ultima partita risaliva infatti a un mese prima. Ci metterà un po’ per carburare, arrivando troppo tardi per salvare la panchina di Gilardino.

IL SECONDO ACQUISTO, ROSEN BOZHINOV – Il 10 gennaio il Pisa chiude un accordo per il difensore Rosen Bozhinov per 5 milioni di euro più bonus. L’ufficialità arriva in 4 giorni. In arrivo dai belgi dell’Anversa, Bozhinov si è ritagliato spazio nella prima parte di stagione con 17 presenze e un gol, numeri che avevano acceso l’interesse anche fuori dall’Italia. Di nazionalità bulgara, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del CSKA Sofia debuttando giovanissimo (stagione 2021-22) in Prima squadra nella Massima serie ed è nel giro della nazionale. Entra nel finale della sfida con l’Atalanta, poi si rivede con il Sassuolo, dove il suo esordio dal primo minuto non è esattamente brillante.

IL TERZO ACQUISTO, FELIPE LOYOLA – Terzo acquisto della sessione invernale è il cileno Felipe Loyola. Il calciatore gioca nell’Independiente, in Argentina. Di 177 cm di altezza, classe 2000. E’ un centrocampista centrale col vizio del gol. Il suo acquisto, che arriverà a costare complessivamente 11,5 milioni di euro, è a dir poco cervellotico dati gli standard argentini. Sostanzialmente il Pisa acquista il giocatore in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Il primo step è il prestito oneroso da 1 milione e 300 mila euro Segue una clausola di ulteriori 200 mila euro dopo le prime tre partite disputate dal giocatore. L’obbligo di riscatto non si verifica alla salvezza, ma invece al raggiungimento di sole 5 partite giocate, con un versamento di 5,5 milioni di euro (pagati ratealmente in più anni) da parte della società nerazzurra che porterà l’affare a circa 7 milioni di euro complessivi per il 70% del cartellino. In futuro invece, a partire dalla prossima stagione, il Pisa potrà decide se acquistare il restante 30% del cartellino per 4 milioni e 250 mila euro. Beneficiarie dell’operazione saranno l’Independiente, quindi l’Huachipato in concomitanza con gli argentini per il restante 30% e infine il Colo-Colo per i bonus fifa legati al settore giovanile. Per lui l’esordio è la sciagurata sconfitta col Sassuolo, entrando a gara ormai compromessa.

IL QUARTO ACQUISTO, FILIP STOJILKOVIC – Dati i gran rifiuti di Lorenzo Lucca e Joao Pedro, il Pisa si butta forte su Filip Stojilkovic. Il suo nome emerge già a metà gennaio circa, per poi prendere sempre più piede. Il Pisa fa ben tre offerte al Cracovia, società detentrice del cartellino. La prima di 1,5 milioni di euro, la seconda di 2,5 e infine chiude l’accordo a 3 milioni, gli stessi che il Pisa avrebbe pagato per Joao Pedro. Al calciatore un contratto di 3 anni. Attaccante di nazionalità svizzera, classe 2000, Filip Stojilković si è messo in evidenza giovanissimo con la maglia dell’FC Zurigo nella Swiss Promotion League per poi trasferirsi in Germania prima all’Hoffenheim e poi all’FC Wil. Da lì il ritorno in Svizzera al Sion, ulteriore tappa di una carriera che lo ha visto protagonista anche con l’Aarau, il Darmstadt 98, l’FC Kaiserlautern, l’OFK Beograd e infine con il Klub Sportowy Cracovia nella PKo Bank Polski Ekstraklasa, il principale campionato polacco dove nella stagione in corso ha collezionato 18 presenze (7 gol, 3 assist). Tra le curiosità rifiutò la Juventus per giocare in Germania.

LE CESSIONI E IL “CASO NZOLA” – La prima crepa con Nzola risale alla sconfitta interna contro il Parma dell’8 dicembre. Il giocatore infatti, nel finale di gara, scalcia un avversario e viene espulso, prendendosi tre giornate di squalifica e anticipando così la sua partenza per l’Africa dove è atteso per affrontare la competizione continentale con la maglia dell’Angola. L’avventura africana è un disastro con l’eliminazione al primo turno e prestazioni di basso livello. Al suo rientro il giocatore non sembra più lo stesso. Contro il Genoa al suo rientro, gioca 18 minuti ma di bassa qualità. Gioca invece l’intera partita contro il Como, sbagliando tutto lo sbagliabile. Rigore sbagliato, tre occasioni fallite in precedenza nel primo tempo, una più clamorosa dell’altra, compreso il tiraccio fuori misura quasi in rimessa laterale calciato da posizione centrale. Così, in conferenza stampa, Gilardino lo scarica: “Da Nzola ci aspettiamo di più, deve capire cosa vuole fare della sua vita calcistica. Valuteremo anche la sua posizione. Ho bisogno di gente collegata che voglia mettersi in discussione al 110%. Faremo quindi delle valutazioni con la società sul mercato. Vogliamo salvarci senza mollare un centimetro, quindi chi avrò a disposizione dovremo avere tutti la stessa idea”. Nel giro di poche ore la situazione diventa un caso. Fin quando il Pisa non decide di mettere fuori rosa Nzola. Così presto il prestito viene interrotto con la Fiorentina e il calciatore, alla fine, termina al Sassuolo. Capitolo cessioni. La società ha necessità di mandare a fare esperienza alcuni giocatori, quindi cede Mbambi al Pontedera, creando un’asse con la squadra della Provincia, inviandole anche Raychev, Sapola e Buffon. Sposta altri asset tra cui Arena, Maucci, Vukovic e non solo, quindi interrompe anche il prestito di Bonfanti e cede pure Lusuardi in prestito alla Reggiana. L’ultimo giorno vengono decise anche le destinazioni di Trdan e Vignato, trasferiti ad altre società Un’opera più di pulizia della rosa mentre le priorità di questa sessione sono quelle di rinforzare la prima squadra.

LA QUESTIONE MARIN – Uno dei nodi da sciogliere, probabilmente a fine mercato, è la situazione legata al rinnovo contrattuale di Marius Marin. Il 15 dicembre apprendiamo che il giocatore non ha ancora rinnovato il proprio contratto. Il rumeno è uno dei simboli della risalita nerazzurra, ma il rischio di perderlo a parametro zero non è più solo un’ipotesi lontana.Marin aveva un accordo in scadenza a giugno 2025, prolungato in automatico fino al 2026 con la promozione in Serie A. Quell’opzione è scattata, ma da allora non c’è stato nessun ulteriore rinnovo. Da gennaio, infatti, il centrocampista è libero di trattare per la stagione 2026-27 con qualsiasi altro club. In parallelo Marin ha chiuso il rapporto con lo storico procuratore Ioan Becali e ha scelto di affidarsi alla SEG – Sports Entertainment Group, agenzia olandese con sede ad Amsterdam, una delle più forti sul mercato europeo. Nel corso del calciomercato di gennaio il giocatore viene messo sulla lista dei cedibili, si aprono anche delle ipotesi in cessione su mercati esteri extraeuropei come i paesi arabi o l’America. ma complice anche la mole di indisponibilità e infortuni diventa quasi obbligato il suo impiego. Da grande professionista Marin continua a fare il suo lavoro. la questione poi non viene più affrontata fino a fine mercato. Resta dunque da definire il futuro del giocatore, un passaggio per ora sospeso.

IL CASO TRAMONI – Fin da questa estate l’ex tecnico Filippo Inzaghi ha corteggiato diversi giocatori del Pisa Sporting Club, in particolare Stefano Moreo e Matteo Tramoni. Su quest’ultimo, in particolare, nell’ultimo mese e mezzo si è scatenato un vero e proprio battage mediatico. Da Pisa, fin quando possibile, la presunta trattativa è stata ignorata dagli organi di informazione, in mancanza di un’offerta per il giocatore, nonostante per le prime 3 settimane di gennaio, ma ancor prima da dicembre, paginate e paginate sui social network insistessero sull’imminente arrivo di Tramoni in rosanero. Un fatto che, per quanto avevamo potuto verificare, non corrispondeva a realtà. Lo stesso presidente Corrado, il 4 gennaio, interviene una prima volta sulla questione. “Tramoni? Non si muove. A Palermo pensano che bastino i nomi per vincere”. Questione chiusa? Giammai! La risposta del presidente non fa che alimentare ancora di più il fuoco della notizia, che diventa vera e propria ossessione tra presunti insider con la maschera di Saw l’enigmista. Un vero e proprio circo che niente ha a che fare col giornalismo. Non a caso due delle testate online più autorevoli della zona, Mediagol e ilovepalermocalcio, che possono contare anche su interviste esclusive e approfondimenti, non si sbilanciano mai sull’esito della vicenda. La società nerazzurra e lo stesso entourage del giocatore aprono però alla possibilità di trattare, poi dopo il pareggio del Pisa con l’Atalanta, è lo stesso tecnico Gilardino a chiudere una prima volta la vicenda. Tuttavia il 25 gennaio, dopo una nuova apertura della società nerazzurra a trattare, arriva la prima offerta ufficiale per il giocatore, pari a 5 milioni per il prestito con obbligo di riscatto. La trattativa però si arena perché non si fanno concreti passi avanti nelle ore successive. Così, nonostante altrove si dica il contrario, addirittura ventilando l’accettazione dell’offerta tanto della società, quanto del calciatore, mentre nel frattempo l’offerta è salita a 6 milioni, stavolta a titolo definitivo, i protagonisti della vicenda nicchiano. Il 28 gennaio la trattativa, di fatto, si chiude. Il Pisa infatti, dopo aver parlato con il giocatore, arriva alla conclusione di non voler cedere il ragazzo, con l’allenatore Gilardino, i direttori e lo stesso calciatore convinti di proseguire insieme. Un nostro approfondimento, molto criticato a basse latitudini, racconta esattamente come stanno le cose, tanto che lo stesso presidente conferma tutto: “Vostra la giusta ricostruzione. Tramoni? Giocatore importante che serve al Pisa. Siamo concentrati sul Sassuolo e non rispondiamo alle illazioni”, parlando anche di ambiente destabilizzato. Ci pensa infine Alberto Gilardino a chiudere definitivamente la questione: “Tramoni? Rimane, decisione sua, mia e del club”. Si tratta di uno degli ultimi atti del tecnico, esonerato di lì a poco dopo la sconfitta con il Sassuolo. Il giocatore però rimane un sogno infranto (anche inspiegabilmente) per tutti i tifosi del Palermo, con i rosanero che ricevono un gran rifiuto e vanno su Johnsen.

L’ESONERO DI GILARDINO – A rompere gli equilibri del calciomercato, oltre ovviamente a scuotere l’ambiente, è però l’esonero di Alberto Gilardino. Dopo il primo successo del 7 novembre scorso il tecnico nerazzurro non riesce a invertire la tendenza. A dicembre ottiene solo un punto in classifica e tre sconfitte, in particolare i due scontri diretti con Parma e Lecce. A gennaio il tentativo di svolta, con tre pareggi, contro Genoa, Udinese e soprattutto Atalanta. Proprio quello di Bergamo, dopo la pesante sconfitta casalinga contro un Como in grande spolvero, illude. Poi però arriva la disfatta di Milano (6-2) e il tracollo interno con il Sassuolo (1-3) che gli sono fatali. Sarebbe però riduttivo parlare dei risultati negativi ottenuti negli ultimi due mesi e anche bugiardo. Il fallimento di Gilardino in realtà non è il fallimento del tecnico, anche se la scelta da parte della società, a due giorni dalla fine del calciomercato, arriva come extrema ratio per scuotere l’ambiente. L’allenatore infatti avrebbe meritato di più sia da una fetta del gruppo squadra, in particolare alcuni nuovi, dall’impalpabile e inutile Lorran, passando per Nzola, per non parlare di Cuadrado, che ha abbandonato la nave per andarsi a curare in Colombia sparendo dai radar, oltre a una serie di infortuni che si sono accaniti sulla squadra. L’allenatore paga in particolare colpe non sue, perché alla fine ha potuto contare solo su tre dei nuovi acquisti. Scuffet, che col tempo ha soppiantato Semper, Aebischer, in più performante dei calciatori arrivati in estate, e poi Akinsanmiro, partito però per un mese e mezzo in Coppa d’Africa quando ci sarebbe stato bisogno di averlo a disposizione. Fatale anche il calciomercato di gennaio, perché per tutto il mese il tecnico ha comunque dovuto impiegare quasi solo la rosa in essere, potendo contare su Durosinmi per 3 spezzoni di partita e potendo fare esordire tutti insieme a gara in corso solo il 31 gennaio, mentre al tecnico sarebbero serviti giocatori pronti immediatamente. Colpe dunque che, in questo senso, arrivano anche e soprattutto dalla società, che non gli ha messo a disposizione tutti i mezzi che meritava. Persona squisita, di grande professionalità e impegno, Gilardino è stato un faro in una notte buia, anche se il suo esonero è diventata la scelta più logica e l’ultimo disperato tentativo da parte della società di smuovere le acque per salvare la stagione. Chi scrive queste parole, in particolare, ha empatizzato molto con l’esonero del tecnico, che aveva legato molto con la piazza, il gruppo e anche la sala stampa, arrivando a costruire un grande rapporto di fiducia con tutti, riuscendo a fare breccia nel cuore della gente, orfana delle emozioni della gestione Inzaghi, interrotta sul più bello in modo brusco la scorsa estate.

A SORPRESA ARRIVA HIJLEMARK – Si apre così un velocissimo casting per cercare in poche ore di trovare il profilo ritenuto più giusto per cercare quello che sarebbe, a tutti gli effetti, un miracolo sportivo. Anche il Verona cambia guida tecnica e si apre un duello per il ruolo di nuovo allenatore. Dei nomi accostati alla panchina nerazzurra tre, in particolare, sono quelli interpellati dalla società nerazzurra, ovvero Marco Giampaolo, già sondato nel corso dell’estate, uno dei nomi alternativi a Gilardino, Roberto D’Aversa, che deciderà poi di non andare né a Pisa né a Verona, che pure lo aveva contattato, e Davide Ballardini, su cui però si spegne subito come un fuoco fatuo l’ipotesi panchina. Una parte della piazza, specialmente sui social, arriva a caldeggiare perfino il nome di Luca D’Angelo, mai interpellato però dalla dirigenza. Non si trova l’intesa con nessuno dei tecnici italiani contattati, in particolare Giampaolo non convince e non è a sua volta convinto. Matura dunque un’idea tanto esotica quanto coraggiosa, vista la situazione di classifica. La società così individua nello svedese dell’Elfsborg Oscar Hiljemark, 33 anni, il nuovo allenatore. Che ha subito detto di sì, come aveva fatto questa estate, quando la società, si è scoperto in queste ore, aveva provato a ingaggiarlo, ma non era riuscita a liberarlo dal suo contratto. Ex compagno di squadra di Miguel Veloso, è proprio il portoghese a caldeggiare il nome del tecnico all’entourage nerazzurro. Dai colloqui telefonici tra il tecnico e la dirigenza nerazzurra delle ultime ore, Hiljemark è quello che ha dimostrato maggiori motivazioni di poter accettare con entusiasmo il lavoro, dicendosi convinto fin da subito del progetto, oltre che determinato ad assottigliare lo svantaggio dalla zona salvezza. L’allenatore firma un contratto fino al giugno 2027 e domani sarà pronto a dirigere il suo primo allenamento col Pisa. Sarà affiancato da Antonio Manicone, attuale vice dell’Iran.

L’ULTIMO GIORNO DI CALCIOMERCATO E IL QUINTO ACQUISTO, ILING-JUNIOR – Cominciamo dall’ultimo giorno di calciomercato. Chi ha seguito le pagine di Sestaporta, ma anche chi ha seguito Finestra Sull’Arena, nelle ultime puntate, ha sicuramente notato che, da almeno un paio di settimane, abbiamo con insistenza parlato di un esterno, giovane, che abbia giocato in Italia, sul quale però non potevamo ancora rivelare il nome. Quell’esterno è Samuel Iling-Junior. Nelle ultime ore infatti il Pisa è riuscito a spuntarla riuscendo a prevalere su una trattativa che, come premessa iniziale, rendeva prima necessario che il giocatore si liberasse dal suo prestito al West Bromwich Albion, in Championship. Una volta ottenuto il via libera, su cui si è discusso per settimane, la società ha sbloccato tra ieri e questa mattina, l’ultimo ostacolo con l’Aston Villa, per un prestito secco. Ieri inoltre, col rischio di uno stop definitivo alla trattativa, ha formalizzato un’offerta per Elliot Stroud del Mjallby in Svezia, profilo gradito ma sul quale mai la società aveva affondato il colpo, pur seguendolo da tempo. Raggiunta l’intesa per il prestito secco il giocatore è partito per l’Italia. L’ultimo giorno il Pisa ufficializza tante cessioni. Buffon va in prestito al Pontedera, lo segue a titolo definitivo Sapola. Lusuardi va in prestito alla Reggiana. Infine Trdan, precedentemente rientrato per fine prestito dalla Società Krasava ENY FC (Cipro) viene trasferito a titolo definitivo alla società PFK Lokomotiv Plovdiv (Bulgaria) e Vignato, precedentemente rientrato per fine prestito dalla Società AEL Larisa (Grecia) viene trasferito a titolo temporaneo alla Società Akritas Chlōrakas (Cipro). Nel resto della giornata il Pisa non arriva un’offerta dell’Independiente Medellin per la cessione di Cuadrado, mentre il Pisa rifiuta anche una seconda offerta per Touré da 6 milioni di Sterline. Resta aperto anche il fascicolo Marin, che non ha ricevuto offerte. In tarda serata, ma sono già ufficiali, il nuovo allenatore Oscar Hiljemark, e il nuovo acquisto Iling-Junior concludono di fatto il calciomercato.
INVESTIMENTI MAGGIORI DI QUELLI ESTIVI – Dieci milioni, più due di bonus, per Durosinmi, 1,5 subito, più 5,5 al raggiungimento delle cinque presenze, per Loyola (e una ulteriore spesa di 4,2 milioni per il restante cartellino), 5 milioni per Bozhinov e altri 3 per Stojilkovic. Un mercato da oltre 20 milioni di euro, di più rispetto ai 14,5 spesi nel corso dell’estate che portano a circa 35 milioni i soldi investiti in questa stagione. Il Pisa inoltre, secondo il monitoraggio diffuso da Sky Sport Insider, è tra le prime quindici squadre al mondo per spesa nel mese di gennaio, dietro a Manchester City, Tottenham, Westham, Lazio, Roma, ma anche Cruzerior e Inter Miami e più di tutte le formazioni provenienti dai paesi arabi. Un modo per non lasciare nulla di intentato per cercare una disperata salvezza che avrebbe del miracoloso.
NIENTE DI INTENTATO, MA BASTERA’? – Come tirare le somme del mercato di gennaio del Pisa? Se si guarda ai profili acquistati, il curriculum dei nuovi arrivi mostra elementi interessanti. Durosinmi era un attaccante molto corteggiato da diversi club europei, Loyola era nel mirino di varie società internazionali, mentre su Bozhinov restano incognite più marcate, essendo tra quelli che, al momento, devono ancora dimostrare il proprio valore. Stojilkovic, invece, è arrivato per allungare un reparto offensivo che aveva bisogno di alternative, ma in seguito ai rifiuti di Joao Pedro e Lucca. Manca però, in buona parte, l’esperienza italiana: un aspetto che si è rivelato decisivo e problematico nella fine della gestione tecnica di Gilardino. L’obiettivo restava comunque quello di giocatori pronti, motivati e subito inseribili, a prescindere dalla categoria di provenienza. La prima parte del mercato, per i tempi e le modalità ha lasciato qualche strascico. Alcune operazioni sono arrivate in ritardo e hanno contribuito, tra le cause, all’esonero dello stesso Gilardino. Va però considerato anche il contesto: portare giocatori a Pisa non è stato facile, sia per ragioni di budget, sia – soprattutto – per la posizione di classifica. Essere in fondo alla classifica in Serie A ha ridotto l’attrattività del progetto, costringendo a scelte coraggiose e fuori dagli schemi. I rifiuti ricevuti da Lucca, Tsawa e Joao Pedro vanno letti anche in quest’ottica. Forse, con una classifica anche solo leggermente migliore, con uno o due punti in più rispetto alla zona retrocessione, le cose sarebbero andate diversamente. Va detto però che il Pisa si trova lì in fondo anche per colpe strutturali: l’addio a Gilardino non è l’unica chiave, pesano i tanti infortuni e le mosse dell’estate. Il mercato invernale, dunque, non è un’anima a sé stante. È la diretta conseguenza ed è direttamente influenzato della prima parte della stagione, e dell’impatto (spesso deludente) dei giocatori arrivati in estate. Va riconosciuto, però, il grande, enorme sforzo della società: il tentativo di non lasciare nulla di intentato è evidente. Le mosse fatte sono state anche rischiose, ma nella direzione di provare a salvare la categoria fino all’ultimo. Sarà il campo a giudicare queste mosse. Servirà un miracolo sportivo per tenere la Serie A, salvare il progetto e valorizzare un patrimonio tecnico ed economico che, in alternativa, costringerà a ripartire da una categoria inferiore, pur con la consapevolezza che non ci saranno rischi perché la società è solida. Ora tocca alla squadra, alla società e al nuovo allenatore giocarsi il tutto per tutto.
TABELLONE ACQUISTI E CESSIONI
Acquisti: Durosinmi (definitivo, Viktoria Plzen), Bozhinov (definitivo, Anversa), Loyola (prestito con obbligo di riscatto, Independiente), Stojilkovic (definitivo, Cracovia), Iling-Junior (prestito, Aston Villa)
Cessioni: Arena (prestito, Arezzo), Maucci (prestito, Ospitaletto), Vukovic (prestito, Mantova), Mbambi (prestito, Pontedera), Raychev (prestito, Pontedera), Frosali (prestito, Pro Patria), Bonfanti (interruzione prestito, Atalanta), Durmush (prestito, Vis Pesaro), Nzola (interruzione prestito, Fiorentina), Casarosa (definitivo, Arezzo), Buffon (prestito, Pontedera), Lusuardi (prestito, Reggiana), Sapola (definitivo, Pontedera), Trdan (definitivo, Lokomotiv Plovdiv), Vignato (prestito, Akritas Chlōrakas),
LA NUOVA ROSA
PORTIERI
1 Adrian Semper (1998)
22 Simone Scuffet (1996)
12 David Andrade Nicolas (1988)
DIFENSORI
33 Arturo Calabresi (1996)
5 Simone Canestrelli (2000)
4 Antonio Caracciolo (1990)
26 Francesco Coppola (2005)
44 Daniel Denoon (2004)
39 Raul Albiol (1985)
2 Rosen Bozhinov (2005)
CENTROCAMPISTI
20 Michel Aebischer (1997)
14 Ebenezer Akinsanmiro (2004)
3 Samuele Angori (2003)
11 Juan Cuadrado (1988)
8 Malthe Hojholt (2001)
7 Mehdi Leris (1998)
6 Marius Marin (1998)
36 Gabriele Piccinini (2001)
15 Idrissa Touré (1998)
21 Isak Vural (2006)
35 Felipe Loyola (2000)
– Samuel Iling-Junior (2003)
ATTACCANTI
9 Henrik Meister (2003)
99 Lorran (2006)
32 Stefano Moreo (1993)
23 Calvin Stengs (1998)
10 Matteo Tramoni (2000)
17 Rafiu Durosinmi (2003)
81 Filip Stojilkovic (2000)



