Con Oscar Hiljemark il Pisa torna ad affidarsi a un tecnico straniero. Non succedeva dal 1991. Sono passati 34 anni dall’ultima volta, quando Mircea Lucescu entrò nello staff della squadra, in Serie A, da subentrato. Oggi come allora, un cambio in corsa. E una scelta che riapre un capitolo lungo e poco frequentato della storia nerazzurra.
LA LEGGENDA GING – Il primo nome da ricordare è quello di József Ging. È la figura simbolo. Ungherese, più volte richiamato, è stato il tecnico straniero più presente sulla panchina del Pisa: 413 panchine complessive. La sua storia attraversa epoche diverse, dal primo dopoguerra agli anni Quaranta, fino a un ultimo ritorno nel 1950-51. Il punto più alto arriva nel 1921: Pisa vicecampione d’Italia, finale scudetto persa contro la Pro Vercelli. Un risultato che resta tra i vertici assoluti della storia del club.
TRADIZIONE UNGHERESE – Attorno a Ging si sviluppa una vera tradizione ungherese. Negli anni Venti, Trenta e Quaranta il Pisa guarda spesso a Budapest. Arrivano György Orth, Károly Csapkay, Pál Szalay. Un dominio netto, che coincide con il periodo più “internazionale” del club. In quegli anni il ricorso a tecnici stranieri non è un’eccezione, ma una linea precisa, dato che la scuola ungherese era una delle più importanti a livello europeo.
IL DOPOGUERRA – Nel secondo dopoguerra lo sguardo si allarga. C’è Luis Monti, argentino, ma ex campione del mondo con gli azzurri nel 1934 da oriundo, alla guida nella stagione 1949-50. Poi Július Korostelev, dalla Cecoslovacchia, all’inizio degli anni Sessanta. Negli anni Ottanta arriva il Brasile con Luís Vinício, protagonista tra il 1982 e il 1984, anche lui con un’esperienza spezzata in due.
LUCESCU – L’ultimo straniero prima di Hiljemark è Mircea Lucescu. Stagione 1990-91, Serie A. Anche in quel caso un subentro, in una fase complicata. Da lì in poi, il vuoto: 34 anni senza panchine affidate a tecnici non italiani. Hiljemark rompe questa lunga continuità. Svedese, chiamato dalla 24ª giornata della stagione 2025-26, entra così in un elenco ristretto: è il nono allenatore stranieri complessivi nella storia del Pisa, sei nazionalità rappresentate, con l’Ungheria largamente dominante. Una scelta che guarda al presente, ma che riporta alla memoria un passato preciso. E per certi versi dimenticato.



