E’ ancora presto per dirlo, ma il nuovo tecnico potrebbe ripartire dal 3-4-2-1 riprendendo alcuni elementi di Gilardino, almeno questa sarebbe la scelta più logica, seppur con qualche diversità concettuale, espressa dallo stesso Hiljemark in una sorta di manifesto.
Per capirlo basta andare a ritroso alle parole di ieri, nelle quali l’allenatore stesso ha parlato di verticalità e transizioni: “Voglio giocare in verticale all’attacco e fare una buona fase difensiva tutti insieme. La fase difensiva è molto importante ma anche le transizioni possono fare la differenza”.
Nel suo percorso ha cambiato spesso sistema. In UEFA Europa League, in Autunno 2024, ha affrontato e battuto la Roma di Ivan Juric schierandosi col 3-4-3. Più avanti, nelle ultime trasferte di Allsvenskan a Novembre, ha preferito il 4-2-3-1. È un profilo che può adattarsi senza strappi a un Pisa che con Alberto Gilardino ha alternato 3-5-2 e 3-4-2-1. I volti nuovi possono trovare più minuti: Bozhinov in difesa, Loyola in mezzo e Durosinmi davanti. Nel reparto offensivo può finire fuori dai radar Meister. Attenzione anche a Akinsanmiro, che non ha convinto dopo il rientro dalla Coppa d’Africa. Da jolly, invece, Leris può portare esperienza e Coppola energia. Da capire anche la posizione di Touré. Provando ad abbozzare una ipotetica formazione tipo: Scuffet; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov (Coppola); Touré, Aebischer, Loyola, Angori (Iling-Junior); Tramoni, Moreo; Durosinmi.



