Una gara che si presenta da sola. Due squadre con gli stessi punti, due cambi in panchina, stesso bisogno: muovere la classifica subito, per restare vivi. Basta questo per rendere la sfida imperdibile.
SCONTRO SALVEZZA – Pisa e Verona arrivano allo stesso incrocio: 14 punti, poche certezze e margine ridottissimo sui punti necessari per riuscire a salvarsi. Mancano 15 giornate, ma certe partite pesano doppio perché sono scontri diretti. Chi sbaglia rischia di portarsi dietro la botta per settimane. E chi parte male in panchina spesso finisce a inseguire senza più tempo. Insomma, è già uno scontro da dentro-fuori.
IL NUOVO MISTER – È la prima vera uscita del nuovo corso. Hiljemark debutta in una trasferta complicata, senza rodaggio e con poco tempo per mettere mano a tutto, dopo due giorni in cui la squadra è stata diretta Innocenti assieme al resto dello staff misto a prima squadra e primavera,. Ma proprio per questo la gara diventa interessante: cosa cambia subito? Che segnali arrivano dalla squadra? E soprattutto: con quale atteggiamento, dopo settimane in cui il Pisa ha concesso troppo e ha raccolto poco.

LE INCOGNITE – Qui c’è tanta curiosità. Anche perché il Pisa arriva da un periodo in cui ha cambiato pelle: 3-5-2, poi 3-4-2-1, e ancora dubbi su interpreti e posizioni. La domanda è semplice: Hiljemark riparte dall’ultimo assetto? Stravolgerà tutto? In più c’è il tema delle novità: i nuovi arrivati ora saranno pronti? Quando rientrano gli infortunati?
IN SERIE A NESSUN SUCCESSO A VERONA – A Verona il Pisa in Serie A non ha mai vinto. AL Bentegodi in massima Serie il Pisa ha giocato cinque volte. Mai è arrivata una vittoria, ma al massimo solo un punto nella stagione 1987-88. Poi solo disfatte, dal 5-3 del 1968 passando per il 3-0 del 1985-86. Di misura un paio di sconfitte, ma è arrivata l’occasione per abbattere un tabù.
TRASFERTA VIETATA – C’è un altro motivo, amaro, che rende la partita diversa: la trasferta vietata per i residenti della provincia di Pisa. È un pezzo di partita che manca. Mancherà quel tipo di spinta che in certe gare ti tiene su quando vai sotto, o quando devi resistere gli ultimi dieci minuti, pur rimanendo aperto il settore ospiti per i residenti fuori dalla provincia pisana. Il solito paradosso all’italiana. E allora cambia tutto: bisognerà soffrire davanti alla tv per cercare di trasmettere almeno idealmente l’appartenenza dell a gente. Questo è il calcio che vogliono “loro”.



