“Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio”. “Che Dio ti accontenti”. Comincia da questo detto popolare un viaggio che si perde nel tempo e nello spazio, nella storia e non solo.

A dir la verità, nei secoli del grande splendore di Pisa Repubblica Marinara, Firenze era molto più indietro sotto tutti i punti di vista. Fu quando la città rossocrociata iniziò il suo declino e Firenze si rese comune autonomo dopo l’estinzione del casato dei Carolingi e alla morte di Enrico V, che la città si formalizzò Respublica Fiorentina, iniziando una lunga ascesa durata almeno un paio di secoli, che si assistette alla nascita di questa disputa millenaria. Piano piano i fiorentini presero terreno, formalizzarono alleanze. La rivalità tra pisani e fiorentini si inasprì con le posizioni delle due città, i pisani ghibellini e i guelfi fiorentini, tanto che oggi nel celebre videogioco Assassin’s Creed 2 ancora si può sentire l’eco di questi cenni storici, giunti fino alla cultura dei giorni nostri. Senza entrare troppo nel merito, tra i momenti più celebri vi è la Guerra toscana tra guelfi e ghibellini che vide Pisa contro tutti, anche contro gli stessi pisani. Vi basti sapere che a un certo punto Pisa si ritrovò, nel 1274, contro Lucca, Firenze, Pistoia, Volterra, Prato, Arezzo, Colle val d’Elsa, San Gimignano e il vicariato angioino in Toscana, che formalizzarono una dichiarazione di guerra. Il conflitto che si concluse nel 1276 portò alla Restituzione totale dei beni sequestrati alle consorterie guelfe. Pisa poi perse piano piano il suo ruolo centrale, mentre Firenze continuò a prosperare e a cingere i pisani. I successivi due secoli segnarono la fine della Repubblica e addirittura, nel 1399, la città fu addirittura venduta per 200mila fiorini d’Oro, fin quando nel 1406 venne annessa alla Repubblica Fiorentina, da lì il declino. Anche il Gioco del Ponte subì alcune modifiche nel segno di questa rivalità. Con l’Istituzione del Granducato di Toscana i Medici portarono la disputa nel Ponte di Mezzo, specialmente nel ‘600. Prima ancora però i fiorentini il gioco lo vietarono addirittura. Un tempo il Gioco era allenamento per i soldati cittadini, pronti a combattere per la Repubblica Pisana, ma proprio dopo la dominazione di Firenze il gioco fu vietato, per sopprimere il ricordo di Pisa libera. Sono i primi vagiti di una rivalità millenaria.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.