Il Torino si presenta alla sfida dell’Arena in una fase particolare della stagione, tra l’obiettivo ormai vicino e qualche incognita legata a condizione e continuità. La squadra di D’Aversa, subentrato all’esonerato Baroni, arriva a Pisa con l’idea di chiudere definitivamente il discorso salvezza, ma dovrà farlo gestendo un rendimento esterno che fin qui non ha convinto fino in fondo.
Lontano da casa i granata hanno raccolto poco rispetto alle aspettative, con un bottino limitato a 13 punti in 15 partite. Anche sul piano fisico non mancano le variabili. In attacco resta da valutare la situazione di Simeone, alle prese con acciacchi che ne hanno condizionato la gestione nelle ultime settimane. Il tecnico monitora le sue condizioni, ma la sua presenza dal primo minuto non è scontata.

Diverso il discorso per Zapata, che dopo un lungo stop sembra aver ritrovato spazio e fiducia. Il colombiano è tornato a disposizione e si candida a guidare il reparto offensivo, portando peso e riferimento centrale in una fase della stagione dove l’esperienza può fare la differenza.
Sul piano tattico, D’Aversa dovrebbe dare continuità al 3-4-1-2, sistema che garantisce equilibrio ma che richiede intensità costante soprattutto sugli esterni. In quella posizione agirà Vlasic, punto di riferimento tra le linee e reduce da buone prestazioni anche con la nazionale croata.
A centrocampo restano alcuni dubbi, sia per la gestione delle energie sia per la necessità di trovare equilibrio nei novanta minuti. Il tecnico valuta possibili rotazioni, mentre sulle corsie laterali Pedersen e Obrador sembrano in vantaggio.



