A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, figura di primo piano del panorama politico e intellettuale del primo Novecento, l’Università di Pisa e la Domus Mazziniana promuovono un incontro di approfondimento dedicato al suo lascito morale e politico. Il seminario, intitolato “Un liberale intransigente per una nuova democrazia”, si terrà mercoledì 10 giugno, alle ore 17.00, presso l’Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza di Pisa e sarà preceduto da un omaggio alla lapide in memoria di Amendola nel cortile della Sapienza.
L’incontro, organizzato con il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni e dell’Istituto storico Italiano per l’età moderna e contemporanea, è promosso dal CIDIC, Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura dell’Università di Pisa, i dipartimenti di Civiltà e Forme del sapere e di Scienze Politiche, dell’Associazione Mazziniana Italiana e della stessa Domus.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni nazionali per il centenario, di Giovanni Amendola la cui figura – come ha sottolineato ill Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – è alle radici della nostra Repubblica, costituendo un ponte ideale tra la battaglia per la democrazia dei primi anni Venti e l’attuale Stato di diritto.
Giovanni Amendola (1882-1926), giornalista, filosofo e politico, è stato una delle voci più lucide e coerenti nell’opposizione al fascismo. Fu tra i principali animatori della secessione dell’Aventino e promotore del Manifesto degli intellettuali antifascisti del 1925, battendosi strenuamente in difesa delle istituzioni liberali e dello Stato di diritto. Morì a Cannes nell’aprile del 1926, in seguito alle gravi complicazioni derivate dalle brutali aggressioni squadriste subite nel 1925, diventando un simbolo indelebile di libertà e resistenza democratica.
Il seminario, moderato da Cristina Cassina (Università di Pisa), si aprirà con i saluti istituzionali e l’introduzione di Giovanni Battista Amendola, Presidente del Comitato Nazionale per il Centenario della morte di Giovanni Amendola seguiranno gli interventi che partendo dalla riflessione filosofica di Amendola (Simonetta Bassi (Università di Pisa): Bisogno di armonia. Appunti sulla filosofia di Giovanni Amendola.) ne affronteranno l’impegno non solo nell’opposizione ma anche nell’analisi del regime fascista (Carmelo Calabrò (Università di Pisa): Giovanni Amendola antifascista e interprete del fascismo.). Proprio ad Amendola si deve infatti una delle prime definizioni del fascismo come totalitarismo. Verrà infine analizzata l’eredità politica di Giovanni Amendola (Paolo Soddu (Università di Torino): Giovanni Amendola e l’antifascismo: dall’Aventino al Cln, dall’Unione Goliardica per la libertà al Partito d’Azione).
A concludere l’incontro sarà il vicepresidente della Domus Mazziniana, Mario di Napoli
L’evento è aperto al pubblico. Sarà inoltre possibile seguire i lavori in diretta sui canali social della Domus Mazziniana:
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