Con la fine dell’avventura di Marius Marin, su cui per il momento ci sarebbero Corum, Al-Fayha e Palermo, se ne va anche l’ultimo dei protagonisti della finale di Trieste che segnò il primo passo del nuovo corso in un decennio che avrebbe portato il Pisa fino alla Serie A. Ora quel ciclo è ufficialmente finito. Ma che fine hanno fatto gli eroi di Trieste?
Prenderò in esame tutti i calciatori che sono scesi in campo quel giorno. A cominciare da..

GORI – Dopo la promozione in Serie B Gori è rimasto fino al 2020-21 quando venne ceduto alla Juventus. Purtroppo un infortunio alla spalla lo ha tenuto fuori 4 mesi e, proprio la società bianconera, decide di mandarlo nuovamente al Pisa in prestito a gennaio. Così il giocatore gioca 19 partite al Pisa, che però chiude la stagione senza infamia e senza lode. L’anno successivo va a Como dove gioca 19 partite, quindi nel 2022-23 al Perugia, diventa poi riserva di lusso al Monza nel 2023-24 per poi perdere i playoff con lo Spezia nella stagione successiva. Anche quest’anno non è stato fortunato perdendo la finale playoff di Serie C con la maglia del Brescia contro l’Ascoli.
MERONI – Dopo la promozione in Serie B Meroni resta in nerazzurro per altre due stagioni collezionando 27 presenze. Lo fa però dopo essere stato acquisito dal Sassuolo con il Pisa che fa una plusvalenza di quasi un milione di euro. Così il Sassuolo lo manda in prestito biennale ai nerazzurri, poi l’anno successivo va a Cremona. Diventa un totem del Cosenza tra il 2022 e il 2024, poi salva la Reggiana nel 2024-25. In questa stagione disputa 12 partite col Bari, mentre nella seconda parte del torneo va a Mantova in prestito.
BUSCHIAZZO – La carriera di Buschiazzo subì una brusca frenata proprio con la promozione del Pisa in Serie B. Il calciatore infatti, eroe di quella finale, fu costretto anche ad andare all’ospedale dove rimase per giorni per un ricovero e anche condizioni molto più gravi di quelle che furono rivelate ufficialmente. Dopo l’esperienza in nerazzurro dalla stagione successiva iniziò un lento peregrinare con le maglie di Siena, Casertana e Foggia, inframezzato da una esperienza all’Once Caldas in Colombia e al Rentistas in Uruguay, prima di rientrare in Italia e giocare nell’ultima parte della sua carriera con le divise di Cavese, Pompei e Olbia, tutte in Serie D.
BRIGNANI – Anche Fabrizio Brignani si lasciò dal Pisa subito dopo la promozione in B, dopo il prestito dal Bologna. La stagione successiva giocò a Cesena, poi alla Vis Pesaro, all’Olbia e infine al Mantova, dov’è rimato per due anni. Nel 2025 però venne rilevato dal Castellon, club di seconda divisione spagnola, dove si è ben comportato segnando 7 reti in 33 partite quest’anno.
BENEDETTI – Rimasto per due stagioni dopo la promozione in B, Simone Benedetti è stato uno dei più fedeli calciatori nerazzurri con 71 presenze con la maglia del Pisa, attualmetne la sua divisa con la quale ha avuto più presenze. Dopo ha iniziato a peregrinare tra Serie B e C con avventure all’Alessandria, alla Feralpisalò, all’Avellino e alla Lucchese, prima di accasarsi al Derthona. Nell’ultimo anno ha anche avuto un’esperienza nella Kings League.

DE VITIS – Con ben 155 presenze, Alessandro De Vitis è stato uno dei giocatori simbolo del nuovo corso nerazzurro. Sette le stagioni all’ombra della Torre pendente, prima di lasciare, in maniera anche molto dolorosa, per accasarsi al Rimini. Un addio silenzioso, senza neanche un comunicato stampa che è stato forse una macchia rispetto a quanto di buono aveva fatto questo giocatore anche e soprattutto sul piano umano.
BIRINDELLI – Diversamente da De Vitis l’addio di Birindelli è stato molto più rumoroso. Divenuto giovane veterano in nerazzurro, il suo saluto alla città è stato molto più traumatico per sua scelta. Dopo aver perso la finale playoff con il Monza il terzino infatti è andato proprio ai brianzoli che si sono avvalsi della sua clausola rescissoria di 1,5 milioni di euro. Da lì in poi è sempre rimasto al nord Italia, conquistando, stavolta per la prima volta, la promozione sul campo in Serie A in finale contro il Catanzaro.
MINESSO – Dopo le presenze nel girone di ritorno in Serie C con la maglia del Pisa, risultando anche pedina importante per la promozione in B, Minesso ha disputato solo un’altra stagioen in nerazzurro, giocando una quindicina di partite, prima di essere ceduto al Perugia. Da lì è andato al Modena, dove ha riconquistato la Serie B nel 2022 per poi ritornare nuovamente in C con le maglie di Triestina, Altamura e Arzignano Valchiampo.
LIOTTI – Daniele Liotti è stato uno dei calciatori che meno si è imposto in nerazzurro, anche a causa di problematiche fisiche. Dopo sole 3 presenze nei primi mesi della B, tornò in C alla Reggina dove rimase per 3 anni conquistando la promozione in B. Si accasò successivamente al Cosenza e ancora alla Reggina, prima di andare all’Avellino, al Trapani e alla Casertana.
VERNA – Dopo essere tornato per riportare il Pisa in B, Verna lasciò i nerazzurri nel gennaio 2020. Da lì in poi una lunga trafila in squadre del sud in Serie C tra cui Catanzaro, Catania e Trapani, oltre a un paio di esperienze a Ternana e Cittadella. Il suo risultato più rilevante dopo Pisa fu riportare il Catanzaro in B (da leggenda dopo 138 partite in giallorosso).

GUCHER – Anche l’addio di Gucher fu tra quelli traumatici. L’austriaco, con 164 presenze in 6 anni, rimase di fatto fuori squadra per metà della stagione 2022-23, venendo poi ceduto a titolo definitivo al Pordenone. Da lì si trasferì alla Lucchese e poi al Treviso. Qui ottenne un grande risultato riportando i trevigiani tra i professionisti.
MARIN – Marius Marin è l’ultimo calciatore di quella squadra ad essere rimasto in nerazzurro per tutti i successivi 7 anni. In 8 stagioni con la divisa del Pisa Marin è diventato lo straniero con più presenze e nella top 5 dei più longevi di sempre, forte delle sue 268 presenze. Il suo futuro non è ancora noto. Si parla dell’Al-Fayha, del Corum o addirittura del Palermo. Tra i rammarichi più grandi l’assenza di una vera e propria passerella d’addio. Resterà uno dei più importanti capitani della storia del Pisa Sporting Club, uno di quei giocatori generazionali.
DI QUINZIO – Il suo più grande rimpianto è quello di aver terminato la propria esperienza nel Pisa con 99 presenze, a un solo passo da quota 100. Davide Di Quinzio è stato tra gli eroi della promozione, riuscendo anche nel primo anno di B del 2019-20 a ritagliarsi il suo spazio. E’ poi stato ceduto all’Alessandria, quindi è andato in prestito a Lucchese e Fiorenzuola, prima di disputare le ultme due stagioni al Pavia e alla Caronnese. “Centenario Mancato”, resta uno dei calciatori che, per valore tecnico e umano, ha legato di più con la piazza nerazzurra in questi anni.

MASUCCI – Per Tano Masucci si potrebbe scrivere la sceneggiatura di un film. Vengono in mente però istantanee sparse come quel palo contro il Frosinone che fece mancare la qualificazione ai playoff di B nel 2020, quel gol che aprì le danze nella finale di Trieste, ma anche le parole di Aquilani che disse “Se bisogna affidarsi a Masucci vuol dire che abbiamo un problema” riferito al grande impegno del giocatore a fronte di un gruppo che invece non stava giocando al meglio come desiderato dal mister. Chiuse la sua carriera in nerazzurro un anno prima della promozione in Serie A con una lettera commovente. E’ una delle grandi bandiere del Pisa. In nerazzurro si ferma a quota 178 presenze con 30 gol.
PESENTI – Una parentesi da 24 partite e 5 gol, ma un apporto comunque determinante per la promozione in Serie B. Così Massimiliano Pesenti ha portato qualità all’attacco del Pisa per poi tornare in C e avviarsi poi verso la conclusione della propria carriera con esperienze a Padova, Arezzo, Pro Patria, Sant’Angelo, Atletico Castegnato e Trevigliese.

MARCONI – Batman, un nome e una leggenda. Raggiunte le 100 presenze, 41 gol in nerazzurro, Marconi è stato uno dei calciatori più importanti degli ultimi 30 anni di storia nerazzurra, senza dubbio uno dei più prolifici andando tre volte in doppia cifra consecutive in Serie C (12 reti) e poi il primo anno di B (15 reti) e infine il secondo anno di B (13 reti). La sua storia con la maglia del Pisa si concluse proprio dopo queste tre stagioni, per altro con una discussa sentenza per commenti razzisti. Il giocatore poi tornò all’Alessandria, quindi andò al Sud Tirol e all’Avellino mentre nelle ultime due stagioni ha giocato con la maglia dell’Alcione Milano. Era presente a Bergamo sugli spalti per vedere l’esordio del Pisa in Serie A contro l’Atalanta.



