Nove conclusioni nello specchio a zero, cinque grandi occasioni e dodici corner: il successo di Vicenza nasce da una superiorità fin troppo manifesta. Il 3-0 poteva anche andare più largo. Al Menti i nerazzurri hanno concluso 23 volte contro le 10 del Vicenza, centrando lo specchio in nove occasioni senza concederne una agli avversari. Una differenza netta, che conferma quanto visto sul campo: la squadra di Bianco ha costruito con continuità e limitato la pericolosità dei biancorossi. Sorge una domanda. E’ questo il vero Pisa?
LA DIFFERENZA DAVANTI ALLA PORTA – Il confronto delle grandi occasioni è il più marcato del match: cinque per il Pisa, nessuna per il Vicenza. Due quelle non trasformate dai nerazzurri, che hanno colpito anche un palo con Moreo. La vittoria è maturata attraverso una produzione offensiva consistente, dimostrata in tutta la partita. Delle 23 conclusioni pisane, tredici sono arrivate dall’interno dell’area e dieci da fuori. Il Vicenza si è fermato a cinque in entrambe le categorie. Il Pisa ha dunque saputo avvicinarsi alla porta, senza affidarsi soltanto a tentativi dalla distanza. Ai nove tiri nello specchio si aggiungono sette conclusioni fuori e altrettante respinte dagli avversari.
OCCASIONI DA CORNER E GOL ATTESI (xG) – Anche i gol attesi (xG) confermano il divario: 2,84 per il Pisa, 0,55 per il Vicenza. L’indicatore, che stima la probabilità di segnare dalle occasioni prodotte, ci mostra un valore nerazzurro superiore a cinque volte quello dei padroni di casa. I tre gol realizzati sono quindi coerenti con la pericolosità complessiva della squadra. Le situazioni nate da corner hanno indirizzato il risultato, ma durante la gara i nerazzurri hanno saputo creare molto anche attraverso il gioco. Una varietà di soluzioni che è una delle indicazioni migliori del pomeriggio.
DENTRO L’AREA AVVERSARIA – Il possesso palla si è fermato al 52% contro il 48% del Vicenza. Una distanza contenuta, che però ci dimostra ancora una volta che Bianco non è un tecnico fondamentalista. Costruzione dal basso sì, ma non ossessiva. A spiegare la superiorità pisana sono soprattutto i 43 tocchi nell’area avversaria, più del doppio dei 20 biancorossi, e i dodici calci d’angolo contro sei.Il Pisa ha trasformato il pallone in occasioni con maggiore continuità. Ha completato 389 passaggi su 449, con una precisione dell’87%, mentre il Vicenza si è fermato a 332 su 391, all’85%.
I DUELLI VINTI – La qualità del gioco è stata sostenuta dalla capacità di contendere e riconquistare il pallone. Il Pisa ha vinto 57 duelli contro 45, con un vantaggio soprattutto a terra: 48 successi contro 35, pari al 58% dei confronti. Nei duelli aerei il Vicenza ha invece mantenuto un leggero margine, dieci a nove. I nerazzurri hanno inoltre registrato dodici intercetti contro quattro e 21 contrasti contro 18, commettendo soltanto sette falli a fronte dei sedici avversari.
UNA BASE DA CONFERMARE – Nessuna conclusione nello specchio concessa e nessuna grande occasione avversaria: dopo il lavoro della sosta, è questo il dato difensivo da accompagnare ai tre gol segnati. Di fatto attacco e difesa sono state egualmente protagoniste. Il Pisa ha trovato una partita nella quale la spinta offensiva e la protezione della propria porta hanno funzionato insieme. Contro la Cremonese però servirà ripartire da questa capacità di produrre occasioni e togliere pericolosità agli avversari.


