I nerazzurri sono in testa alla classifica del rendimento esterno con sette punti in tre gare, ma davanti al proprio pubblico hanno raccolto appena tre punti. È forse questa la contraddizione più evidente dell’inizio di stagione dei nerazzurri, chiamati a invertire la tendenza con la Cremonese.
IL PISA DA TRASFERTA È IL MIGLIORE DEL CAMPIONATO – I numeri non mentono. In tre partite lontano dall’Arena, il Pisa ha conquistato sette punti sui nove disponibili, con due vittorie, un pareggio, otto reti realizzate e soltanto due subite. Una differenza reti di +6 che rappresenta il miglior dato tra le squadre in vetta alla graduatoria esterna. Modena, Mantova e Palermo hanno raccolto gli stessi sette punti, ma i nerazzurri precedono tutti proprio grazie alla differenza reti. La media è di 2,33 punti a partita, accompagnata da 2,67 gol segnati e appena 0,67 incassati. La vittoria per 3-0 sul campo del Vicenza ha ulteriormente rafforzato questi numeri, confermando la capacità della squadra di Paolo Bianco di esprimersi con efficacia lontano da Pisa. Un rendimento che, se mantenuto, sarebbe una base importante per qualsiasi ambizione di alta classifica.
ALL’ARENA IL RENDIMENTO CAMBIA COMPLETAMENTE – La situazione si ribalta analizzando le gare interne. Tre partite, una vittoria e due sconfitte, appena tre punti conquistati e una differenza reti di -3, frutto di tre gol segnati e sei subiti. Il Pisa occupa il sedicesimo posto nella graduatoria casalinga, con una media di un punto a partita. Colpisce soprattutto la differenza nella produzione offensiva: lontano dall’Arena i nerazzurri segnano quasi tre gol a partita, mentre in casa si fermano esattamente a uno. Anche la difesa cambia rendimento, passando dai due gol subiti complessivamente in trasferta ai sei incassati davanti al proprio pubblico. In termini di punti, il Pisa ha raccolto fuori casa più del doppio di quanto ottenuto all’Arena, pur avendo disputato lo stesso numero di incontri.
COSA CAMBIA TRA CASA E TRASFERTA? – Sarebbe semplicistico attribuire tutto alla pressione del pubblico o alle caratteristiche degli avversari. Tre partite per ciascuna graduatoria rappresentano ancora un campione troppo limitato per individuare una causa precisa. Ma alcune riflessioni sono possibili. Di sicuro il rendimento esterno suggerisce che il Pisa possieda già qualità sufficienti per competere con avversarie importanti, ma per restare nelle prime posizioni sarà necessario trovare maggiore regolarità. Non si può pensare di costruire un campionato di vertice affidandosi quasi esclusivamente alle trasferte o, viveversa, alle gare in casa. Però alcune caratteristiche ricordano da vicino, nel rendimento esterno, il Pisa di Gianpiero Ventura. D’altronde l’azione che ha portato al palo di Moreo visto a Vicenza, un flash ce l’aveva già fatto tornare in mente…


