Il Pisa ha vinto creando occasioni migliori e sfruttandole nei momenti decisivi. È questa la lettura che emerge dalle statistiche del 3-1 sulla Cremonese. Il risultato dell’Arena nasce da una superiorità offensiva più marcata nella pericolosità che nel volume delle conclusioni, con il contributo della panchina a spezzare l’equilibrio nel finale.


LA QUALITÀ DEI TIRI – Partiamo dai 2,31 expected goals per il Pisa contro 0,44 della Cremonese: uno scarto di 1,87. Gli xG stimano la probabilità che una conclusione diventi gol sulla base delle sue caratteristiche. Dividendo questi valori per i tiri effettuati, si ottengono circa 0,165 xG per tentativo nerazzurro e 0,044 per quello grigiorosso. La pericolosità media delle conclusioni pisane risulta quindi quasi quattro volte superiore.

QUATTORDICI CONCLUSIONI – Il conto dei tiri si chiude sul 14-10, quello delle conclusioni nello specchio sul 5-3. Si registrano inoltre cinque tentativi fuori e quattro respinti per il Pisa, contro sei fuori e uno respinto degli ospiti. I nerazzurri hanno indirizzato in porta il 35,7% dei propri tiri, la Cremonese il 30%. La differenza cresce nella conversione: tre gol su quattordici conclusioni valgono il 21,4%, contro il 10% avversario. Considerando soltanto i tiri nello specchio, il Pisa ne ha trasformati tre su cinque, il 60%. Numeri da leggere insieme agli episodi. La traversa di Vandeputte e il salvataggio sulla linea di Zanon ricordano quanto la partita sia stata aperta in alcuni passaggi. Dall’altra parte c’è il palo di Correia, arrivato quando il punteggio era ancora sull’1-1. Il risultato finale premia il Pisa, legittimandolo. La Cremonese infatti non è mai stata fuori dalla partita.

Pittarello in azione contro la Cremonese (Foto Gabriele Masotti)

PIÙ PALLONE E PIÙ PRESENZA IN AREA – Il possesso è favorevole ai nerazzurri, 55% contro 45%, così come i tocchi nell’area avversaria: 30 contro 24, sei in più. Il vantaggio territoriale è meno ampio di quello negli xG. Lo Sporting ha frequentato maggiormente l’area della Cremonese e soprattutto ha trasformato quella presenza in tiri più pericolosi.

IL PESO DEI CAMBI – La sequenza del finale misura l’impatto della panchina. Petagna e Marras entrano al 78’, Moreo segna al 79’, Marras all’88’. Il nuovo vantaggio arriva dunque al minuto di gara successivo al doppio cambio, mentre il terzo gol segue dieci minuti dopo l’ingresso del suo autore. Due reti nell’arco di nove minuti portano il punteggio dall’1-1 al 3-1.

SETTE PUNTI IN TRE PARTITE – Allargando lo sguardo alle ultime tre giornate, il Pisa ha raccolto sette punti sui nove disponibili, segnando otto reti e subendone tre: 2-2 a Mantova, 3-0 a Vicenza e 3-1 contro la Cremonese. La media è di 2,67 gol fatti a partita. Nelle due vittorie consecutive il bilancio diventa ancora più favorevole: sei reti realizzate e una incassata. La squadra di Bianco sta trovando più modi per arrivare al gol e più giocatori capaci di incidere.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.