Prima di Pisa-Cremonese l’incontro con AGD Pisa e la consegna di una targa. Poi la lettera dell’attaccante ai bambini con diabete di tipo 1.
Una targa sul prato dell’Arena e un messaggio che va oltre il calcio. Prima di Pisa-Cremonese, Emanuele Rao ha incontrato l’Associazione Giovani Diabetici di Pisa. Un momento dedicato ai bambini e alle loro famiglie, che nella storia dell’attaccante nerazzurro possono riconoscere una parte della propria.
Rao convive con il diabete di tipo 1 dall’età di nove anni. Oggi porta avanti il suo percorso nel calcio professionistico e ha scelto di raccontare anche ciò che il pubblico non vede: le difficoltà quotidiane, il sostegno dei genitori e la volontà di continuare a inseguire le proprie aspirazioni.
AGD Pisa APS gli ha consegnato una targa, accompagnata da parole di ringraziamento riportate in un comunicato della società nerazzurra: “Diciamo grazie a Emanuele Rao, perché, con la sua storia, non è soltanto un calciatore da applaudire, ma un esempio concreto per tutti i bambini che oggi, guardandoti, possono credere ancora di più nei propri sogni. A te, il grazie di tutte le famiglie di AGD Pisa APS”.
Il giorno successivo Rao ha condiviso su Instagram le immagini dell’incontro e una lettera rivolta proprio ai più piccoli. “A tutti i piccoli campioni che ogni giorno affrontano una partita in più. Oggi voglio dirvi una cosa: non lasciate mai che il diabete vi faccia pensare di essere meno degli altri. So che a volte il percorso può essere difficile, ma voglio che sappiate che una malattia non può decidere fin dove possiamo arrivare. I nostri sogni meritano di essere inseguiti, sempre”.
L’attaccante ha raccontato la propria esperienza attraverso l’immagine delle due partite che affronta quotidianamente. “Io gioco due partite ogni giorno: una è quella che vedono tutti, sul campo, con un pallone tra i piedi. L’altra è quella che pochi vedono, la partita contro la mia malattia. E anche se a volte è la più difficile, scendo in campo ogni giorno per vincerla”.
Nel messaggio c’è anche un ringraziamento alla famiglia, che lo ha accompagnato fin da bambino. “Se oggi posso vivere il mio sogno, lo devo anche ai miei genitori, che non hanno mai smesso di credere in me, mi hanno sostenuto nei momenti più difficili e mi hanno aiutato a trasformare un sogno in realtà. A loro va una parte speciale di ogni mio traguardo”.
La parte conclusiva della lettera torna ai bambini. Rao li incoraggia senza chiedere loro di nascondere le difficoltà o di mostrarsi sempre forti: “A voi bambini voglio dire questo: non smettete mai di sognare, di sorridere e di credere in voi stessi. Non siete definiti dal diabete, ma dalla forza con cui affrontate ogni giorno. Non dovete dimostrare di essere invincibili: dovete solo continuare a credere in ciò che siete e in ciò che potete diventare”.
Poi il saluto, da ragazzo che condivide la loro stessa esperienza: “Perché il diabete fa parte della nostra vita, ma non deve mai diventare il limite dei nostri sogni. Con affetto, da un ragazzo che, proprio come voi, ogni giorno scende in campo per vincere la sua partita”.
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