Il nuovo presidente ha raggiunto le Officine Garibaldi intorno alle 10. Il proprietario nerazzurro era arrivato prima di lui.

L’ARRIVO – La nuova fase societaria del Pisa passa dalle Officine Garibaldi. Questa mattina, martedì 20 Ottobre, il nuovo presidente Damien Comolli ha raggiunto la sede del club intorno alle 10, preceduto dal proprietario Alexander Knaster. Dopo il cambio alla guida della società, l’attenzione si sposta dunque sul lavoro del nuovo presidente. Il suo arrivo a Pisa rappresenta un primo passaggio concreto nell’avvio della gestione. Alle Officine Garibaldi sono presenti entrambi i protagonisti di questa nuova fase. Nei prossimi giorni si attendono indicazioni sulle priorità di Comolli e sull’organizzazione del club.

TOLOSA SPIEGA LA SCELTA DI KNASTER – Per capire chi arriva alla guida del Pisa bisogna partire da Tolosa. Quando Damien Comolli ne diventa presidente, nell’estate del 2020, il club è appena retrocesso in seconda divisione. Quando lascia, nel Maggio del 2025, ha riconquistato la Ligue 1, vinto una Coppa di Francia e riportato in città le serate europee. In mezzo ci sono cinque stagioni di lavoro, un primo tentativo di promozione fallito e una ricostruzione che resta il risultato più significativo della sua carriera da dirigente. È soprattutto a quell’esperienza che bisogna guardare per leggere la scelta di Alexander Knaster.

LA SUA FORMAZIONE – Il Pisa prende un profilo importante del calcio internazionale, reduce però da una esperienza non positiva alla Juventus. Per capire Comolli però bisogna partire da lontano. La sua formazione comincia sul campo, nel settore giovanile del Monaco, all’inizio degli anni Novanta. Lì incontra Arsène Wenger. Dal 1996 lavora come osservatore per l’Arsenal, contribuendo alla ricerca dei giocatori per una delle squadre che avrebbero segnato il calcio inglese. Il passaggio alla direzione sportiva arriva nel 2004, al Saint-Étienne, prima dell’incarico al Tottenham, dal 2005 al 2008. A Londra partecipa alle operazioni che portano agli Spurs Gareth Bale, Luka Modrić e Dimitar Berbatov. Dopo un secondo periodo al Saint-Étienne, nel 2010 arriva al Liverpool. Ad Anfield il suo lavoro lascia Luis Suárez e Jordan Henderson, ma anche l’investimento su Andy Carroll, che non darà il rendimento sperato. Comolli se ne va nel 2012, molto prima che Henderson diventi il capitano dei grandi successi dei Reds. È uno dei passaggi che rendono meno semplice giudicarlo: alcune scelte producono risultati quando chi le ha compiute ha già lasciato la società, altre restano errori costosi. Seguirà l’esperienza al Fenerbahçe, tra il 2018 e il 2020, prima della chiamata che gli consentirà di guidare un club dalla presidenza.

TOLOSA CON REDBIRD E IL “MODELLO” – A Tolosa arriva insieme a RedBird. La retrocessione ha lasciato una società da rimettere in piedi e una squadra da riportare nella massima divisione. Il primo anno finisce con la delusione dello spareggio perso contro il Nantes. La promozione arriva al secondo tentativo, nel 2022, vincendo la Ligue 2. Un anno dopo, proprio contro il Nantes, il Tolosa si prende una rivincita di ben altre dimensioni: il 29 Aprile 2023 vince 5-1 la finale di Coppa di Francia. La squadra allenata da Philippe Montanier conquista un trofeo nazionale nella stagione del ritorno in Ligue 1. È questo il salto che dà una misura dell’impresa. Dietro quei risultati c’è un’organizzazione del lavoro che ha reso Comolli riconoscibile in Europa. L’analisi dei dati occupa un posto centrale nella scelta dei calciatori e nella gestione delle risorse. Si cercano qualità che il mercato non ha ancora premiato, giocatori adatti alle esigenze della squadra e operazioni compatibili con il monte ingaggi. Il modello viene associato al Moneyball, come abbiamo già scritto ieri su Sestaporta, ma il suo significato concreto sta nella possibilità di competere anche quando gli avversari hanno più soldi da spendere. Per Comolli il vantaggio va cercato prima della trattativa, individuando ciò che altri non hanno visto o hanno valutato diversamente. Il Tolosa riesce così a dare continuità alla risalita. Alla promozione e alla coppa segue l’Europa League, con una sera destinata a restare nella memoria dei tifosi: il 9 Novembre 2023 il Liverpool di Klopp perde 3-2 allo Stadium. Per Comolli c’è anche il particolare di battere una società nella quale aveva lavorato. Il Tolosa rimane in Ligue 1 e chiude al decimo posto il campionato 2024-25. Comolli lascia una società che ha recuperato competitività e ambizioni.

L’ESPERIENZA BIANCONERA – La Juventus è invece il capitolo che si chiude peggio. Comolli entra il 4 Giugno 2025 come direttore generale, con responsabilità sull’area sportiva maschile e sui settori commerciale e marketing. A Novembre diventa amministratore delegato. Il 12 Giugno 2026 lascia dopo una stagione conclusa senza la qualificazione alla Champions League. Il progetto affidatogli dura poco più di un anno. Incide il rendimento degli acquisti, da Jonathan David a Loïs Openda ed Edon Zhegrova, e un rapporto mai decollato con Luciano Spalletti. In queste ore prenderà ufficialmente servizio alla sede del Pisa. 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.