Il progetto di teatro inclusivo realizzato da AIPD Pisa Onlus insieme a Lamberto Giannini, regista della compagnia Mayor Von Frinzius, e finanziato da Fondazione Pisa è giunto al suo secondo spettacolo.
L’evento gratuito rivolto a tutto il territorio pisano si terrà presso il Parco del Centro “I Cappuccini” giovedi 17 giugno alle ore 18.30. A seguire un’apericena organizzato da TiCucinoBio della coop. sociale Alzaia.
Ci saranno posti contingentati e applicate tutte le norme sulla sicurezza anticontagio. Per iscriversi sarà necessaria l’iscrizione tramite la pagina facebook dell’evento o contattare il numero 349/1478849

Lamberto Giannini, regista della compagnia livornese Mayor Von Frinzius nata nel 1997, insieme a Irene Morini, regista nonchè attrice livornese, hanno portato sul territorio pisano, per il secondo anno consecutivo, il metodo Mayor Von Frinzius nel progetto teatrale promosso dall’Associazione Italiana Persone Down Onlus Pisa e finanziato da Fondazione Pisa. La realizzazione di questo vero e proprio tentativo artistico, il quale si rifà molto all’idea Pasoliniana, mettendo in scena le fragilità della disabilità, fondendo parola e movimento in modo ironico, grottesco e poetico, è stato possibile anche grazie all’ aiuto di Maria Rosa Pagano, operatrice dell’Aipd che segue il progetto nella parte pratica della comunicazione e organizzazione delle prove e di una parte dello spettacolo, nonché partecipante della compagnia, di Claudia Maggauda coordinatrice del progetto e Mattia Benassi organizzatore dell’evento insieme a tutta la squadra degli operatori Aipd. Quest’anno, tutto ha avuto inizio il 6 Ottobre, quando Maria Rosa, Lamberto e Irene si sono riuniti per l’ organizzazione del nuovo inizio del progetto teatrale, riunione dove, per puro caso da un gioco di parole, è nato il  nome della compagnia e quello dello spettacolo.

Il laboratorio teatrale ha ripreso ad operare il 15 Ottobre alla Stazione Leopolda, momento e luogo  in cui gli attori hanno avuto la possibilità di provare tutti insieme.
In seguito, a causa della zona rossa e delle varie restrizioni, le prove sono state spostate a Mezzana, altra sede dell’ Associazione, dove per gli attori è stato possibile fare le prove all’aperto divisi in due gruppi.

Contemporaneamente alle prove in presenza, il gruppo ha effettuato anche un incontro mensile online, su Skype, piattaforma che ormai tutti gli attori hanno imparato a utilizzare con molta destrezza, dato l’importante utilizzo che di questo strumento ne hanno fatto durante la prima quarantena del 2020.

Da Febbraio sono riusciti a tornare nella sala prove, gentilmente messa a disposizione dalla Stazione Leopolda, prima divisi in due gruppi, poi riuscendo a provare tutti insieme.

Il nome della compagnia ovvero “Il Nome della Compagnia” nonchè il titolo dello spettacolo ovvero “Come si chiama lo spettacolo? Pensaci” ci rimanda molto al gioco artistico che si nasconde dietro alla pipa di Magritte e allo stesso modo lo spettatore si pone la domanda: si tratta davvero di uno spettacolo o no? Quest’ultimo ha realmente un titolo o si tratta di qualcosa privo di nome?

 

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Direttore responsabile di Sestaporta.news. Giornalista pubblicista ha lavorato dieci anni a PuntoRadio come redattrice e speaker. Collaboratrice per il quotidiano La Nazione, ha inoltre diretto l'ufficio stampa dei Comitati territoriale e regionale dell'ente di promozione sportiva Uisp.