“Festen. Il gioco della verità”, che andrà in scena mercoledì 25 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Verdi di Pisa, è un’occasione rara da non perdere. Lo spettacolo è frutto dell’adattamento di un film scritto e diretto da Thomas Vinterberg vincitore nel 1998 del Premio della Giuria al Festival di Cannes. Un film dunque importante, legato al manifesto Dogma 95, stilato da Vinterberg assieme a Lars von Triers; quel manifesto era una dichiarazione di intenti che dettava dieci regole base destinate a influire profondamente sul modo di fare cinema in Europa e nel mondo. Un film dunque che diventa teatro, ma che lo diventa portandosi dietro e valorizzando quella sua natura originaria; un certo modo di problematizzare il cinema che finisce inevitabilmente per problematizzare anche come fare teatro.

“Festen” racconta la storia di una famiglia borghese, i Klingenfeldt, che si riunisce per il sessantesimo compleanno del capofamiglia Helge; un traguardo senz’altro importante, ma che sarà un’occasione imperdibile per svelare alcuni segreti inimmaginabili che andranno a sconvolgere per sempre gli equilibri familiari, distruggendoli completamente. E in questo senso la peculiarità dello spettacolo è proprio il “come” della messa in scena, che trova la sua peculiarità nel dialogo con quella riflessione sull’arte cinematografica: su di un palcoscenico essenziale, privato di ogni scenografia realistica, si assiste allo sviluppo di grandi immagini video che rappresentano i racconti soggettivi dei protagonisti, così come nel manifesto Dogma 95, la regola n°3 impone l’uso della Macchina sistematicamente a mano.

Nella versione di Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi che vedrete mercoledì p.v., la storia parte dal pubblico; gli attori si schiereranno sul palco e chiederanno ai presenti di scegliere per alzata di mano: esistono due copioni di questo spettacolo, uno verde e uno giallo, quale volete che mattiamo in scena? Probabilmente nessuna delle due scelte sarà indolore. Una festa intesa come momento ilare e spensierato porta al suo interno inquietudine e rancore, che ben si percepisce dietro i sorrisi e gli sguardi dei protagonisti. Cosa si nasconde all’interno di quella famiglia? Di sicuro quella festa sarà il momento ideale per far uscire la verità; a volte una cosa buona a volte una resa dei conti.

In scena nove attori, guidati dalla regia di Marco Lorenzi, che riesce a ricreare questa particolare atmosfera cinematografica sul palco del teatro, così che gli spettatori si trovano catapultati in una particolare doppia dimensione perfettamente amalgamata. Tutto questo è reso possibile anche grazie a Eleonora Diana e Giorgio Tedesco, che curano insieme le luci Link-Boy e separatamente il visual concept e il sound design. Importante il contributo della parte musicale che vede momenti di musica dal vivo e attimi corali, risultati della consulenza musicale e di vocal coaching di Bruno De Franceschi.

In scena: Danilo Nigrelli (il padre), Irene Ivaldi (madre), Carolina Leporatti  (Mette), Yuri D’Agostino (Helmut), Elio D’Alessandro (Christian), Roberta Lanave (Pia, Linda), Barbara Mazzi (Helene), Raffaele Musella (Michael), Angelo Tronca (Kim, Nonno).

Uno spettacolo che funziona e appassiona dall’inizio fino alla fine, che rivela la fragilità del confine tra apparenza ed essenza e di come il gioco della verità sia pericoloso. Un gioco che quando viene innescato può non risparmiare proprio nessuno.

Festen è stato inserito dalla rivista Birdman tra i 10 spettacoli imperdibili del 2022.

Biglietti ancora disponibili in vendita al Botteghino del Teatro, via Palestro 40, al servizio prevendita telefonica 050 941188 e online su www.vivaticket.com.

Per ulteriori informazioni: Teatro di Pisa, tel. 050 941111.

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Direttore responsabile di Sestaporta.news. Giornalista pubblicista ha lavorato dieci anni a PuntoRadio come redattrice e speaker. Collaboratrice per il quotidiano La Nazione, ha inoltre diretto l'ufficio stampa dei Comitati territoriale e regionale dell'ente di promozione sportiva Uisp.