C’è un rispetto che viene da lontano, un legame tra tifoserie che negli anni ha saputo resistere. Ma oggi tutto questo si mette da parte. Genoa e Pisa si guardano negli occhi perché in palio c’è la salvezza, e quando la posta è così alta non esistono amicizie che tengano. Per il Pisa è anche una sfida con la storia: a Genova ha vinto una sola volta, mai in Serie A. Rompere questo tabù potrebbe significare anche cambiare il destino di una stagione.
CONCENTRAZIONE E RESILIENZA – Marassi esaurito, settore ospiti pieno, anche se gli 870 posti a disposizone per i pisani sono stati davvero troppo pochi. Genoa-Pisa è uno snodo chiave della stagione nerazzurra. Dopo i pochi punti raccolti nelle ultime uscite, serve una risposta immediata, soprattutto sul piano della prestazione. Al Ferraris servirà disciplina, attenzione continua e la capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati, per dirla alla Gilardino. Il Genoa spingerà forte, proverà a trascinare la gara sul piano emotivo, e il Pisa dovrà saper reggere l’urto senza perdere lucidità. Gilardino conosce bene quello stadio e le sue insidie. Proprio per questo ha chiesto ieri una prova di personalità, simile a quelle viste a Milano o a Torino: compattezza, sacrificio, capacità di soffrire insieme. È in partite così che si misura la tenuta di una squadra chiamata a giocarsi la salvezza. Il Pisa è chiamato a dare un segnale al campionato oltre che alla classifica, alla propria stagione. Conterà essere concentrati. Il tecnico ha insistito ieri sui temi della disciplina tattica e della “resilienza”, sapendo che la gara può cambiare volto nei momenti di pressione. Le assenze indubbiamente pesano, da Stengs a Cuadrado. Nzola è recuperato, ma potrebbe partire dalla panchina. Vural è la defezione dell’ultimo minuto e Akinsanmiro resta in africa per gli ottavi della Nigeria. Insomma, servono giocatori importanti a questa squadra se vorrà salvarsi.
LA CLASSIFICA – In questo momento la zona bassa è corta ma pesantissima: Cagliari 18, Parma 17, Lecce 16, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9. Per il Pisa è un incrocio che vale doppio: vincere significherebbe accorciare sul Genoa e rimettere pressione a chi sta sopra; perdere rischierebbe di far scappare un diretto concorrente e rendere gennaio ancora più “obbligato”. Ecco perché la società dovrà dare un segnale: a Gilardino va consegnata una squadra più profonda e pronta, perché questo gruppo sta tenendo botta, ma ha bisogno di rinforzi.
E LA FORMAZIONE? – Il Pisa dovrebbe partire col 3-4-2-1. Davanti a Semper, terzetto con Calabresi, Caracciolo, Canestrelli. Sulle corsie Touré a destra e a sinistra ballottaggio aperto, con Leris in vantaggio ma Angori sempre in corsa. In mezzo Vural non ce la fa e la coppia più probabile è Aebischer-Piccinini, anche se resta l’idea di usare Leris in modo più “ibrido” a gara in corso per coprire più ruoli. Sulla trequarti l’asse più credibile è Tramoni-Moreo, con Meister prima punta e Nzola arma da valutare: o dall’inizio oppure per spaccare la partita nel secondo tempo.



