Il nuovo allenatore del Pisa Sporting Club Alberto Aquilani si presenta in conferenza stampa. Con lui il direttore generale Giovanni Corrado e il presidente Giuseppe Corrado.

Giuseppe Corrado: “presentiamo Alberto Aquilani, individuando in lui la persona più adatta per questo incarico. Abbiamo trovato in lui determinazione e motivazione, nonché intelligenza e idee importanti. Il mix delle idee con l’intelligenza è il mix corretto”.

Giovanni Corrado: “Oltre a dare il benvenuto ad Alberto ci tenevo a ringraziare Claudio e Luca (D’Angelo e Chiellini). Claudio ha sentito aria di casa ed è voluto tornare a Torino. Insieme a lui abbiamo creato parte della struttura che oggi è strutturata anche con un team di scouting importante. Con Luca abbiamo chiuso una parentesi lunga, ha dato tutto quello che aveva col bene che voleva a questa società. Auguro ad entrambi di raggiungere quello che si aspettano. Siamo felici di avere qui Alberto Aquilani. Fin dai primi colloqui ci ha impressionato, credo sia uno degli allenatori più in gamba. Speriamo che il nostro sia un percorso di crescita importante. Abbiamo convocato diversi giocatori della Primavera per Rovetta, una motivazione per i più giovani, vogliamo farli crescere con noi. Gli infortuni e la comunicazione è qualcosa che dobbiamo migliorare, il compito della società è quello anche di supportare la situazione di alcuni giocatori. Non abbiamo voluto comunicare la frattura al perone di Touré perché aveva superato la prima fase e poteva essere superata, volevamo proteggere il ragazzo. Se volete sapere cosa ne penso, ogni infortunio per me si può dire perché non credo influisca sul risultato di una partita. Vi comunico già che andremo più chiari quest’anno con bollettini settimanali. Sugli obiettivi dopo la finale di Monza vi dissi che il Pisa era arrivato a un momento in cui il Pisa aveva dimostrato di essere una società di Serie B, uno status che mancava da tanto tempo. Avevamo capito che la Serie A fosse un quando e non più un sé. Questo non ci deve far alzare l’asticella più di quanto dev’essere alzata. Abbiamo fatto diverse partite in casa lo scorso anno supportato da un pubblico straordinario. Dobbiamo recuperare un rapporto con una tifoseria che ci ha sempre supportato. Dobbiamo arrivare ad avere una società che crescerà col tempo. Abbiamo finito con una finale. Stiamo provando a cambiare il nostro percorso e quanto ci metteremo a cambiarlo non lo sappiamo: Abbiamo diversi giocatori che non abbiamo portato in ritiro perché eravamo tanti ed erano in procinto di lasciare. La prima cosa che abbiamo apprezzato di Alberto è stata la volontà di conoscere la squadra. Oggi abbiamo meno elementi in certi ruoli, con trattative avanzate, mentre abbondanza in altri ruoli. Ci metteremo d’accordo con Aquilani per impostare il calciomercato e metterlo nelle condizioni migliori. Per cedere giocatori importanti occorrono offerte importanti. Molto dipenderà anche dalla loro volontà. Siamo consapevoli di avere una squadra forte, ma quello che vogliamo è motivazione. Possono restare in tanti ma non tutti. Diversamente ci saranno cessioni. Per Esteves abbiamo la fortuna che abbia ancora un solo anno di contratto al Porto, questo può venirci incontro in fase di trattativa”.

Aquilani: “Sono contento ed emozionato di essere qui. Ringrazio la famiglia Corrado, Knaster e sono grato a loro per questo incarico. Non ho un calcio ideale, ho le idee molto chiare di ciò che voglio proporre e vedere dalla squadra. Oggi direi che voglio inculcare il coraggio di qualcosa di diverso rispetto a ciò che è stato proposto negli anni passati, con lo stesso piglio e determinazione di voler seguire il proprio cammino. Voglio un calcio proposiivo. Con me c’è Cristian Agnelli, Lillo Catalano, Alessandro Rubichini e Nazareno Tozzo preparatore atletico. Insieme a loro abbiamo trovato collaboratori molto professionali e li ho portati con me da un po’ di tempo. Sono legate a me da una idea comune e che lavorano anche più di me. Sono persone di fiducia e crediamo tutti nella stessa cosa e nella stessa idea.

Per me è un motivo di orgoglio aver avuto attestati di stima da molti giocatori che ho avuto con me. Chiamano me e Giovanni. Vengo in una squadra forte con giocatori forti che voglio conoscere, vedere e capire se hanno la predisposizione di cambiare qualcosa a livello mentale. A livello calcistico hanno qualità importanti e voglio capire da loro se hanno curiosità e voglia di far qualcosa che può risultare diverso. Più ci sono ragazzi giovani, meglio è. E’ anche vero che la Serie B è un campionato lungo e difficile, un buon mix è una cosa giusta a mio avviso. La rosa è molto ampia e va sfoltita e andranno inseriti giocatori nuovi. Voglio capire chi ha la voglia e la curiosità di affrontare una stagione importante. Non mi pesa il soprannome ‘predestinato’. Sono contento e motivato di iniziare. Faremo un lavoro specifico per tutti. De Vitis ha ancora un po’ di tempo, deve lavorare a parte. Per il resto stanno tutti bene. Ci sono cinque attaccanti in ritiro, tutti importanti. Hanno fatto tutti bene negli anni. Vogliamo capire però chi è più funzionale per come voglio giocare io. Dobbiamo capire se questi ragazzi si mettono nelle condizioni di poter essere utili a qualcosa che può essere differente. Il mio gioco? Ci sono tanti dettagli. La costruzione dal basso è una risorsa importante quando bisogna farla. A volte questa frase viene strumentalizzata in un modo sbagliato, come se chi costruisce dal basso lo debba fare per forza. Penso questa sia una cosa sbagliata, bisogna capire il perché e se c’è la possibilità è perché da vantaggi per fare gol. Dobbiamo essere artefici del nostro destino, vogliamo fare in modo di non subire la partita con tutto il lavoro che c’è dietro. La Serie B è un campionato difficile, ma tutti i campionati sono difficili. Questo non mi spaventa, credo che poi se si fanno le cose bene si fanno bene in tutte le categorie. I calciatori in rosa sono quelli che determineranno i veri obiettivi. Quando ho parlato con la proprietà non c’è stato un obiettivo chiaro, ma un percorso. La mia ambizione chiaramente è quella massima, di lavorare sodo e far sì che la gente si diverta. Seck è un ragazzo che conosco bene, sono contento di trovarlo. Oggi però alleno il Pisa e cambieranno le dinamiche, mi auguro di valutarlo come tutti gli altri. Il modulo di gioco? Vorrei quattro giocatori dietro e tre davanti, poi a centrocampo vediamo. Come vedo il calcio io non ho un modulo ma concetti di riferimento. i giocatori devono sapere che oggi si riparte da zero, quello che è stato il passato è finito. Tutti devono essere consapevoli che inizia una storia nuova e lo devono dimostrare con la cultura del lavoro. C’è solo il lavoro e risponderà alle nostre domande”.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018