Il Pisa ha concluso male il girone d’andata con 12 punti in 19 partite, con 13 gol segnati. Dato che segna il peggior dato di sempre in Serie A a 20 squadre. Ci sono anche delle analogie con la stagione 1988-89.
ANALOGIE CON IL 1988-89 – Per finire con il peggior dato realizzativo di sempre, dovrebbe crollare ancora del tutto: nelle 21 gare che restano dovrebbe segnare meno di 5 gol. Perché? Perché l’anno peggiore, quello che resta inciso nella storia nerazzurra (e anche nella Serie A a 18 squadre), è un altro. È la stagione 1988-89, la vera grande caduta dell’era Anconetani: 17 gol in 34 partite, retrocessione e peggior attacco del campionato. In attacco si avvicendarono Been, Severeyns e Incocciati.
ATTACCO DA CAMBIARE – Quell’anno il Pisa arrivava da una salvezza sofferta e scelse Bruno Bolchi in panchina. La società provò a rifare la scommessa sugli stranieri: ceduti Sclosa alla Lazio e Dunga alla Fiorentina, arrivarono l’olandese Mario Been e il belga Francis Severeyns. Ma la squadra rimase presto senza peso offensivo: pochi gol, classifica che si spegneva giornata dopo giornata, fino a restare stabilmente in fondo. Paragonato ad oggi il riferimento può essere all’arrivo di Durosinmi e all’addio di Nzola. Il rendimento di Severeyns deluse e Anconetani intervenne in corsa: nel mercato autunnale prese Giuseppe Incocciati, che segnò sette reti. Non bastò. Nemmeno il cambio in panchina, da Bolchi a Luca Giannini, cambiò la direzione. Il Pisa chiuse penultimo con 23 punti, retrocedendo insieme a Torino, Pescara e Como, mentre lo scudetto finì all’Inter di Trapattoni.
IL PARADOSSO – Il paradosso è che, in mezzo a quel campionato da incubo, arrivò anche la miglior Coppa Italia della storia del club: corsa fino alle semifinali, poi l’eliminazione contro il Napoli. Una luce isolata, in una stagione ricordata soprattutto per quei 17 gol: una media da un gol ogni due partite, troppo poco per restare in A. Tuttavia, pur con il peggior campionato di sempre in Serie A, quella stagione ad oggi viene ancora ricordata con un alone di leggenda.



