La definizione più efficace arriva da chi gli gioca accanto. “Finalmente rivedo anche io il vero Tramoni che è un giocatore pazzesco. So chi è davvero Matteo, lo conosco da tanti anni”. Stefano Moreo, dopo il 3-1 alla Cremonese, mette in parole quello che all’Arena si è visto sul campo. Il numero dieci torna a incidere, cerca i compagni, attacca gli spazi e accompagna il Pisa dal primo vantaggio fino al gol che chiude la partita.
DENTRO LA PARTITA – Bastano tre minuti per capire quanto possa incidere durante il match. Pittarello appoggia a Moreo, il filtrante arriva nello spazio e Tramoni scatta alle spalle della difesa. Davanti a Fulignati sceglie il destro e porta avanti i nerazzurri. Un movimento rapido e letale. L’intesa con Moreo torna anche nelle azioni successive. I due si cercano, si scambiano il compito di rifinire e concludere, obbligano la Cremonese a seguirli fuori dalle posizioni di partenza. Tramoni trova una seconda rete, annullata per fuorigioco, e poi mette Pittarello nelle condizioni di calciare con il sinistro, deviato in angolo. Nel finale, quando la squadra ha già ritrovato il vantaggio, è ancora il corso a cercare Marras nell’azione del 3-1. Il pallone passa attraverso una deviazione, ma l’origine della giocata resta riconoscibile. Tramoni vede il compagno e prova a raggiungerlo. Marras completa il lavoro.
LA FIDUCIA DI BIANCO – C’è molto del lavoro dell’allenatore in questo recupero. Bianco ha mantenuto Tramoni al centro del progetto, cercando una disposizione che ne valorizzasse le qualità. Nel sistema con due uomini alle spalle della punta, il numero dieci può avvicinarsi a Moreo, ricevere tra le linee e scegliere quando andare incontro al pallone e quando attaccare la profondità. Il primo gol alla Cremonese nasce proprio da questa seconda possibilità. Tramoni non aspetta il passaggio sui piedi: legge lo spazio e lo occupa. Moreo conosce il movimento e lo serve. È una combinazione che richiede qualità, ma anche fiducia reciproca e tempi condivisi. Il giudizio del compagno va letto anche in questo senso. “È importante averlo ritrovato, abbiamo grandi armi dalla nostra parte. Siamo fortunati”, ha aggiunto Moreo. Per il Pisa ritrovare Tramoni significa poter contare su un giocatore capace di risolvere un’azione e, nello stesso tempo, di migliorare le opportunità degli altri.
SETTE GOL SU QUATTORDICI – I numeri danno una misura precisa del suo contributo. Tramoni è a quota due gol e quattro assist registrati nella tabella statistica. In questa graduatoria condivide il secondo posto con Alessio Castellini, alle spalle di Dennis Johnsen, primo con cinque. A quei quattro passaggi decisivi va però aggiunto, nella lettura delle azioni, il quinto assist “sporco”: quello per Marras contro la Cremonese, non conteggiato nella tabella per la deviazione intervenuta prima della conclusione. Considerando anche questa giocata, il bilancio sale a due reti e cinque assist, sette partecipazioni al gol sui quattordici centri complessivi del Pisa. Di fatto il 50% dei gol nerazzurri passa da Tramoni. Una rete su due porta il suo contributo, come finalizzatore o come autore dell’ultimo passaggio.


