Dalla sala stampa dell’Arena Garibaldi il tecnico nerazzurro Alberto Aquilani anticipa i temi della sfida di domani contro il Como. Di seguito le sue dichiarazioni.

Contro il Como partita importante. Come avete affrontato questa settimana?

Chiaro che ci sia delusione, è qualcosa che ci portiamo dietro ormai da tempo. A Venezia siamo riusciti in parte a fare la partita e abbiamo perso, ma abbiamo un po’ di scorie. Quando si ha un campionato del genere ci sono squadre impegnative, difficili da affrontare e allenate bene. Non è facile giocare né contro la prima, né contro l’ultima. C’è voglia di rivalsa e cercheremo di far di tutto. Il modo in cui abbiamo perso dei punti mi fa arrabbiare. Perdere con il Lecco ci da rabbia, col Cosenza ci da rabbia, col Parma in quel modo mi da rabbia. Col Venezia la partita l’abbiamo fatta ma se avessimo pareggiato nessuno ci avrebbe detto che avremmo rubato qualcosa. Mi fa rabbia perché la squadra ci crede ed entra in campo come voglio io e i ragazzi ci credono anche più di me. Potrei mettere una lista lunghissima di alibi ma non avrebbe senso.

Quali sono le situazioni di Torregrossa e ci sono eventuali defezioni?

Ernesto si porta dietro uno storico un po’ particolare, ma mi ha dimostrato tanto da quando l’ho conosciuto. Purtroppo si è fermato ancora e domani non ci sarà. Può succedere e ci dispiace. Vedremo quando sarà nuovamente a disposizione. Ha avuto un problema al polpaccio.

L’attacco ha numerosi problemi. Considerando numeri e situazione attuale avete già affrontato il tema del mercato?

I numeri non sono buoni, ma la colpa è la mia. Devo essere io a metterli nelle condizioni migliori. Ho grande stima di tutti quelli che ho, è ovvio che ci sono delle caratteristiche che mancano. Sono convinto però che serve una scintilla e qualcosa che li sblocchi. Quando si entra in un tunnel si esce difficilmente e non vogliamo finire prigionieri di tutto questo. Finchè ho questi giocatori a disposizione non parlerò mai di chi non fa parte della squadra.

 

Spazio in più per Gliozzi e Masucci?

Gliozzi sta recuperando e ha già giocato uno spezzone importante a Venezia. Ha una condizione diversa e migliore, mentre Tano va messo nelle condizioni giuste. Si impegna tanto e si allena nel modo giusto, però la partita a volte chiede qualcosa che possono dare altri. Sono contento di averlo in squadra.

La squadra arriva al limite dell’area e si spegne la luce. Da cosa dipende?

Dentro l’area di rigore è la genetica che ti porta a segnare, ma io vedo che abbiamo giocatori che hanno questa qualità. A parte Gliozzi nessuno è un attaccante puro. L’attacco soffre non far gol e dobbiamo continuare a lavorare per sbloccarli. Aspetto che scatti una scintilla.

Su un numero nove ci sputeresti sopra?

L’allenatore vince se ci sono i gol, ma può farli la punta come il trequartista. Non è vero che non voglio una punta, è un falso mito, ma sono contento dei giocatori che ho. Mi dispiace aver avuto Gliozzi mezza partita così come Torregrossa dati gli infortuni.

Moreo può essere quello da mettere in area di rigore?

E’ quello che ha giocato più di tutti. Da parte mia per il giocatore c’è una stima molto alta, Stefano deve avere più cattiveria e non far gol poi diventa un’ossessione tale da non farlo, però deve rimanere la cattiveria. Lui ci arriva di sacrificio. Moreo deve stare tranquillo e sereno.

Salvare la categoria, parlarne a novembre ha senso?

Ho giocato in tante squadre, in club più o meno importanti, ma è pur vero che il risultato influenza l’opinione pubblica. Non mi sorprende che si parli di questo e da una parte capisco chi lo dice, il tifoso vuole vincere, e spesso il come non gli interessa. Io però ho molto rispetto del tifoso perché è l’anima di questo lavoro che altrimenti non ci sarebbe. Ci nutriamo dell’affetto della gente. Posso solamente dire che sto facendo di tutto per non prendere fischi, ma applausi per me e per la squadra. Spero che i risultati mi portino a raggiungere questo obiettivo, ma il calcio è anche questo e bisogna accettare le opinioni.

Lisandru Tramoni e Piccinini potrebbero giocare dall’inizio?

Chi sta bene giocherà, domani servirà la qualità e la personalità, nonché spalle larghe ed esperienza. Andremo a fare questo tipo di scelte.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018