In un’annata calcistica complessa, dolorosa e densa di ostacoli per tutto l’ambiente nerazzurro, culminata con il verdetto amaro della retrocessione dopo un solo anno nella massima serie, c’è un barlume di luce che merita di essere celebrato con orgoglio. Punto Radio e i suoi collaboratori hanno scelto all’unanimità: il premio come Player of the Year 2025-26 va ad Arturo Calabresi. Un riconoscimento profondo, nato all’interno della cornice del tradizionale premio “Fratelli Pazzaglia Man of the Match”, consegnato nella splendida e familiare atmosfera del Circolo La Corte di Calci.
Toccante la motivazione di Gabriele Bianchi, per il premio assegnato a Calabresi, che ha concluso la serata con gli occhi lucidi: “Quando vedi un campionato come quello che si è appena concluso potrebbe sembrare un’impresa titanica trovare il miglior giocatore della stagione, ma non stavolta. La famiglia sportiva di Punto Radio non ha avuto il minimo dubbio nell’eleggere Arturo Calabresi il Pazzaglia Man of the Match della stagione. Questo è certamente un premio a quello che ha dimostrato in questi dieci mesi sul rettangolo verde, ma non solo, perché sarebbe assolutamente riduttivo. Questo è un premio all’uomo Arturo Calabresi, alle tue parole inequivocabili in quella fredda notte torinese, alle tue lacrime sincere sotto il settore ospiti dello Zini, a quel faccia a faccia con Elmas che ci ha fatto capire che il cuore nerazzurro batte ancora nonostante tutto. Per essere capitano, nonostante la fascia, nella testa e nel cuore. Per tutto questo e per molto altro ancora, Punto Radio e la famiglia Pazzaglia sono fieri di consegnarti questo premio. È notizia di questi giorni la nascita del figlio Francesco. Quando sarà grande abbastanza per capire, fagli vedere questo premio e raccontagli in quali circostanze lo hai ottenuto, affinché capisca una volta di più quanto è fortunato ad avere davvero un padre come te”.
Calabresi ha ricevuto il premio parlando dei valori che lo contraddistinguono: “Grazie per tutti i messaggi che mi avete appena mandato di affetto e di stima. Questi riscontri vengono quando le cose vanno male. Per me hanno un valore doppio per la squadra e per il contesto che abbiamo vissuto quest’anno. Hanno un valore doppio perché nelle difficoltà arriva la sofferenza mia come simbolo della vostra. Ormai sono qua da quattro anni e mi sento parte di questo contesto, di questo popolo. Quello che mi ci fa sentire sono serate come questa dove respiro familiarità, amore e passione in ogni cosa che viene detta e fatta. Sono contento del mio percorso da calciatore di aver trovato un contesto dove poter vivere tutte queste emozioni, dove sentirmi parte di qualcosa in questo modo. Vi ringrazio davvero perché queste cose mi riempiono il cuore e mi fa un piacere immenso. Spero che torneremo a gioire come abbiamo fatto in passato e a rivivere momenti splendidi come abbiamo fatto. Posso garantire che farò di tutto per trasferire ai miei compagni tutti questi valori, tutti questi aspetti che mi rendono così attaccato a voi”.
Calabresi era accompagnato da Riccardo Silvestri, responsabile della comunicazione del Pisa Sporting Club, che ha guardato con grande speranza al futuro: “A Pisa si può diventare una cosa sola, sia quando le cose vanno bene, sia quando le cose vanno male. E’ speciale, anche in un anno come quello della retrocessione. Basta poco a Pisa, un battito di ciglia, per ripartire. Perché ci sono mille punti d’appoggio per farlo. Se hai la fortuna di avere una società come la nostra e calciatori come Arturo che hanno la maglia addosso e sentono la città, allora è molto più facile. Ringrazio la radio a nome della società, ringrazio Arturo. Speriamo di rivivere presto le gioie dell’anno scorso, ma con tutto ciò che ruota intorno all’ambito Pisa sarà più facile per noi rispetto a tante altre realtà”.

Arturo Calabresi ha dimostrato in ogni singolo istante di questo campionato cosa significhi vestire con dignità, rispetto e orgoglio la maglia del Pisa. Nei momenti di massima tensione e nelle serate più buie, il difensore ha saputo metterci la faccia, incarnando lo spirito di un vero e proprio capitano nella testa e nel cuore. Più delle chiusure difensive o delle prestazioni atletiche, a colpire l’intera tifoseria e la nostra famiglia sportiva è stata la sua caratura morale, la sua sincera empatia e quel senso di appartenenza viscerale che lo lega indissolubilmente alla nostra comunità. Un amico vero, una persona trasparente e di altissimo spessore umano, capace di condividere la sofferenza della piazza con una sensibilità rara nel calcio moderno. Organizzato in sinergia con l’azienda Fratelli Pazzaglia – che ha realizzato per l’occasione uno splendido trofeo raffigurante la Torre Pendente stilizzata, simbolo del legame indissolubile con il territorio – l’evento ha riunito attorno allo stesso tavolo la redazione sportiva di Punto Radio CascinaNotizie, storici sponsor, collaboratori e il Responsabile della Comunicazione del Pisa Sporting Club, Riccardo Silvestri.
La consegna di questo premio stringe ancora una volta il nodo storico che lega la nostra redazione di Sestaporta a Punto Radio la collaborazione va avanti felicemente da anni, un percorso di informazione e passione condivisa che si consolida quotidianamente grazie allo straordinario lavoro svolto all’interno di Finestra sull’Arena insieme a Simone Del Moro e Gabriele Bianchi, ormai esponenti fissi della radio cascinese. Un impegno che per me si rinnova e si amplia: da ormai due anni, infatti, ho il grandissimo piacere di essere tra gli ospiti fissi di Sporting Talk, l’appuntamento del martedì pomeriggio in cui analizziamo, dibattiamo e viviamo da vicino le vicende del nostro Pisa, portando nelle case dei tifosi un punto di vista autentico e appassionato.
Credo che il significato profondo del Player of the Year di quest’anno, assegnato a Calabresi risiede proprio nella tempistica. Premiare un atleta quando si vince è facile, quasi scontato. Farlo al termine di una stagione sportivamente sfortunata significa invece saper guardare oltre il tabellino, riconoscendo il valore della resilienza e dell’onestà intellettuale.



