In una intervista rilasciata alla Espn (video in calce), il calciatore in partenza dall’Independiente si presenta in nerazzurro.
“Contento per questo passo. Quando ho scelto di venire all’Independiente lo avevo fatto con l’obiettivo di crescere come calciatore. È stato un anno e mezzo bellissimo, ho vissuto cose spettacolari all’interno del club. Adesso vado via con tanta voglia, con fame, per mostrare il giocatore che sono e continuare a migliorare. È un passaggio che può aprirmi altre porte, ma prima di tutto voglio dimostrare il mio valore. Penso anche che sia importante dare visibilità ai calciatori cileni, che oggi non sono apprezzati come meritano.
Arrivo in Europa in un momento giusto della mia carriera, da titolare nell’Independiente e ormai parte stabile della mia nazionale. So che andrò a confrontarmi ogni settimana con i migliori al mondo in un campionato molto competitivo. Ho voglia di mettermi alla prova e aiutare la squadra. Il Pisa non vive una situazione facile, ma con il mio contributo e quello di altri che arriveranno possiamo cambiare le cose.
Giocare contro club come Inter, Milan, Juventus è un sogno da bambino. Ma so che questo passaggio va preso con calma e che ho ancora tanto da dare. Mi sento pronto. Nella mia carriera non ho mai saltato passaggi: sono partito dalla terza divisione cilena, sono salito in B, poi in A, e ho sempre dimostrato di poter dare qualcosa. Anche adesso sono convinto di poter essere importante per il Pisa.
Il momento più bello con l’Independiente? Quando tutto lo stadio mi cantava ‘chileno, chileno’. È qualcosa che mi ha emozionato, soprattutto perché mia famiglia era allo stadio. Mi sono sentito amato. Il peggiore? La semifinale persa. Lì ci abbiamo creduto davvero, e invece ci è sfuggita nel finale.
Ho parlato col mister, Gustavo, che avrebbe voluto continuare con me ma ha capito la mia scelta. Il club ha ricevuto varie offerte ma quella del Pisa è stata concreta. Io avevo un prezzo alto e non tutti potevano permetterselo. Pisa ha fatto lo sforzo e io vado avanti per la mia carriera. Questo per me è un sogno.
Ringrazio i compagni, che mi hanno sostenuto, e soprattutto la gente. Il loro affetto è stato costante, fin dal primo giorno. Mi fermavano per strada, mi incoraggiavano. Tutto questo lo porto con me.
Tornerò un giorno? Non si sa mai dove porta una carriera, ma so di aver dato tutto. Mi sento di lasciare il club a testa alta, in buoni rapporti con tutti. Questo è quello che conta.”



