L’angolano, già protagonista in passato di numerosi problemi disciplinari in carriera, è stato “scaricato” da Gilardino nel corso della conferenza stampa, ma già ieri, in serata, alcuni colleghi da Genova ci avevano segnalato una possibile partenza del giocatore da Pisa, che però non avevamo preso in considerazione perché smentiti. Ora però cerchiamo di ricostruire la situazione.
GILARDINO SCARICA NZOLA – Tutto parte dalla frase di Gilardino in conferenza stampa: “Da Nzola ci aspettiamo di più, deve capire cosa vuole fare della sua vita calcistica. Valuteremo anche la sua posizione. Ho bisogno di gente collegata che voglia mettersi in discussione al 110%. Faremo quindi delle valutazioni con la società sul mercato. Vogliamo salvarci senza mollare un centimetro, quindi chi avrò a disposizione dovremo avere tutti la stessa idea”. La partita dell’angolano è stata disastrosa. Rigore sbagliato, tre occasioni fallite in precedenza nel primo tempo, una più clamorosa dell’altra, compreso il tiraccio fuori misura quasi in rimessa laterale calciato da posizione centrale. A questo si unisce l’espulsione col Parma, insensata, per la quale chiese scusa. In Coppa d’Africa inoltre il giocatore ha disputato una mediocre competizione, venendo eliminato al primo turno. Un mese completamente devastante in negativo, di fatto, per lui.
PROSPETTIVE DI MERCATO – Pur non avendo conferme, ma anzi, solo smentite, per il momento, da ieri, in serata, gli amici e colleghi di Realtà Genoana, mi hanno segnalato un possibile interessamento del Genoa per il giocatore. Questa mattina invece, da fonti molto vicine al Pisa, abbiamo avuto delle smentite in tal senso. La questione però torna estremamente di attualità questa sera. Solo una coincidenza? Il Genoa aveva cercato il giocatore questa estate, virando poi su Colombo. Quanto è fattibile una cessione di Nzola? In questi minuti apprendiamo da fonti vicine all’ambiente fiorentino, di contatti tra il Pisa e la società Fiorentina per valutare il da farsi, a fine calciomercato. Adesso c’è la concreta possibilità di una partenza a fine mercato. Dipenderà tutto dall’accelerata per il transfer di Durosinmi e da quando arriverà il secondo attaccante che sta cercando il Pisa. Come fare però per cedere il giocatore? Sembra escluso per adesso un ritorno dal prestito, per altro oneroso, per il giocatore. La società nerazzurra ha speso 500 mila euro per averlo più l’eventuale diritto da esercitare o controdiritto della Fiorentina. Si potrebbe configurare un prestito del prestito, come fece il Pisa con Leverbe prima alla Sampdoria e poi al Benevento, oppure far rientrare il giocatore a Firenze. La questione non è semplice. Nel frattempo la questione in questi giorni è da sbollire perché il girone d’andata del Pisa è stato disastroso. Intanto Gilardino, Corrado e Vaira dalle 17 sono all’Arena in riunione, non solo sul caso Nzola, ma sul mercato.
I CASI LENS, FIORENTINA E SPEZIA – La storia recente di Nzola è segnata da problemi disciplinari ripetuti, che si sono presentati in contesti diversi ma con dinamiche simili, in almeno tre società. Al Lens la situazione è esplosa più volte. Prima l’episodio più grave in campo: nella gara contro il Nantes entra nel secondo tempo e, dopo appena un quarto d’ora, perde la testa lanciando il pallone verso l’arbitro. Rosso diretto inevitabile e squadra lasciata in dieci. Non è però un caso isolato. Poco dopo arriva un nuovo provvedimento disciplinare: un ritardo a un allenamento porta all’esclusione dai convocati e alla retrocessione nella squadra B. In Francia il tema non è tecnico, ma comportamentale, tanto che il riscatto appare subito lontano. A Spezia, già nel 2022, emergono segnali simili. Con Thiago Motta il rapporto si incrina. Prima l’episodio dell’orecchino, che porta a una sostituzione punitiva contro l’Inter. Poi una lite con un compagno durante un allenamento a Follo. Motta interviene con il pugno duro: Nzola viene allontanato dal campo e successivamente escluso dai convocati, compresa una partita chiave per la salvezza contro la Lazio. Anche qui la scelta non è tecnica, ma legata alla gestione del gruppo. Alla Fiorentina il caso assume contorni più silenziosi ma altrettanto netti. Dopo un inizio con minutaggio discreto, Nzola sparisce progressivamente dalle rotazioni. Resta fuori da diverse partite di campionato, dalle coppe europee e dalla Coppa Italia. La società parla di “motivi personali”, mentre altre ricostruzioni raccontano di una vera e propria emarginazione. Con l’arrivo di Belotti a gennaio, il suo spazio si azzera quasi del tutto. I problemi fuori dal campo e nei comportamenti hanno inciso più delle prestazioni, portando ogni volta a esclusioni, rotture e scelte drastiche da parte degli allenatori e dei club.



