Da un paio di giorni Tsawa è in dirittura d’arrivo, anche se, come detto questa mattina, l’operazione non è ancora conclusa. L’operazione si configurerebbe per 4 milioni più bonus e una percentuale sulla rivendita oltre a un contratto al 2030. Scopriamo chi è il giocatore che sta trattando il Pisa, le radice del giocatore e la sua storia, che potrebbe anche essere un’ottima trama di un film sul calcio.
CONOSCIAMOLO MEGLIO – Il nome di Cheveyo Tsawa è entrato con forza nei radar del Pisa, ma prima ancora dei numeri e delle valutazioni tecniche c’è una storia personale che rende il suo profilo diverso da molti altri. Tsawa è un centrocampista classe 2006, ha 19 anni e ne compirà 20 a Dicembre, ed è già oggi un punto fermo dello Zurigo. Un percorso precoce, costruito passo dopo passo, che affonda le radici ben oltre il campo da gioco.
CHI E’ TSAWA – Cresciuto calcisticamente nel San Gallo, Tsawa completa la sua formazione giovanile allo Zurigo, dove nella scorsa stagione, nonostante l’età, riesce a imporsi nel girone di ritorno. Chiude con 16 presenze e 3 gol, mentre in questa stagione il salto è definitivo: 17 presenze, 16 da titolare, 2 gol e 1 assist. Dal punto di vista tecnico, Tsawa è un mediano atipico. Un centrocampista di rottura, ma anche un destro dotato di buona tecnica individuale, visione di gioco e una naturale propensione a inserirsi e andare al gol, pur partendo da una posizione più difensiva che offensiva. Alto 185 centimetri, abbina struttura fisica e pulizia nelle giocate. In passato era stato accostato anche al Manchester United e sembrava vicino a un trasferimento in Belgio, al Bruges, prima dell’inserimento deciso del Pisa.
LA STORIA FAMILIARE – Ma a colpire, oltre al campo, è la sua storia familiare. Tsawa è un calciatore svizzero di terza generazione con origini tibetane. Il nonno Pema viveva in un villaggio a oltre 4.200 metri di altitudine e negli anni Sessanta fu costretto a emigrare sotto la pressione cinese. Dopo un lungo viaggio trovò accoglienza nel centro rifugiati Pestalozzi di Trogen, in Appenzello Esterno. Da lì nasce una famiglia profondamente legata al calcio. Il padre Dorjee cresce calcisticamente nel San Gallo, gira tra Super e Challenge League con le maglie, tra le altre, di Zurigo, Bellinzona, Xamax e Sciaffusa, senza mai arrivare alla Nazionale svizzera, ma vestendo nel 2006 i colori del Tibet alla FIFI Wild Cup. Una carriera meno luminosa, ma fondamentale nel trasmettere valori e passione. Oggi è la terza generazione Tsawa a raccogliere quell’eredità. Cheveyo è il volto più noto, una delle sorelle minori è già considerata un’eccellente calciatrice, mentre il più piccolo dei fratelli muove i primi passi nell’academy del Brühl. Un percorso che parla di integrazione, identità e continuità. Se l’operazione con il Pisa dovesse andare in porto, Tsawa arriverebbe dallo Zurigo come titolare affermato.



