Il Pisa arriva alla sfida contro il Como con una sensazione diversa rispetto alle ultime settimane. La vittoria contro il Cagliari ha interrotto una lunga serie negativa e ha riportato un minimo di serenità in un ambiente che veniva da mesi complicati. Non basta per cambiare il quadro generale, ma qualcosa si è mosso. Se molti in città hanno mollato i giocatori però ci credono ancora, specialmente la vecchia guardia.
COMO CONTRO PISA – A Como, però, servirà molto di più. La squadra di Fabregas è una delle realtà più solide del campionato. Non è più una sorpresa. È una squadra costruita con idee chiare e investimenti importanti, capace di giocare un calcio riconoscibile e continuo. I risultati lo confermano, così come la classifica, che racconta di un gruppo ormai lanciato verso obiettivi ambiziosi. Il Pisa si presenta invece con un organico ridotto e tante incognite. Le assenze pesano e non poco. Aebischer e Durosinmi sono squalificati, Marin è fermo per il problema al ginocchio e sarà disponibile dopo la sosta. Una perdita pesante, perché proprio Marin, insieme allo svizzero, rappresentava uno dei pochi punti fermi in mezzo al campo. A questo si aggiungono le condizioni non perfette di altri elementi e una gestione che, ancora una volta, sarà condizionata dall’emergenza.
LE POSSIBILI SCELTE – Hiljemark va avanti con il suo 3-5-2, ormai riferimento stabile. In porta spazio ancora a Nicolas, che si è ripreso il ruolo dopo i problemi fisici dei compagni di reparto. In difesa Caracciolo e Canestrelli sono certezze, mentre Calabresi proverà a esserci nonostante i continui problemi alla spalla. Una situazione da gestire, perché il rischio di ricadute è evidente. Sulle fasce si apre un possibile cambio. Touré è pronto a prendersi spazio dopo il rientro completo e potrebbe partire dall’inizio, mentre a sinistra Angori resta il riferimento più affidabile. Il centrocampo è il vero punto interrogativo. Senza Marin e Aebischer, le scelte sono quasi obbligate ma anche indicative della direzione presa dal tecnico. Hojholt è il perno, il giocatore che più di tutti conosce il sistema di Hiljemark e che garantisce equilibrio. Accanto a lui Loyola, investimento importante della società, chiamato ora a prendersi responsabilità. E poi Tramoni, che potrebbe continuare da mezzala dopo i segnali incoraggianti visti contro il Cagliari. Davanti si va verso la coppia Stojilkovic-Moreo. Il primo ha caratteristiche che piacciono al tecnico, il secondo resta il riferimento offensivo più continuo della stagione. Meister resta un’opzione.
UNA QUESTIONE MENTALE – Al di là degli uomini, però, il tema vero è un altro. È mentale. Il Pisa, in questa stagione, ha spesso giocato alla pari con gli avversari. Non è quasi mai stato travolto. Ma ha pagato caro i dettagli. I finali di partita, le letture, la gestione dei momenti. Un limite che si è ripetuto più volte e che ha inciso pesantemente sulla classifica. La vittoria contro il Cagliari ha mostrato qualcosa di diverso. Più concretezza, più equilibrio, più capacità di portare a casa il risultato. È da lì che si deve ripartire, anche se il livello dell’avversario ora si alza. Il Como, all’andata, aveva già fatto male. Un 3-0 pesante, arrivato dopo un primo tempo anche equilibrato. Poi il gol subito, il tentativo di reagire e la partita che è scivolata via. Un copione già visto troppe volte.
NO ALL’ANSIA DA RISULTATO – Il Pisa non può permettersi di giocare con l’ansia del risultato. Non può permettersi di inseguire. Se vuole avere una chance, deve giocare con la testa libera. Senza calcoli, senza pressioni. Pensando solo alla partita, non alla classifica. È un paradosso, ma è anche l’unica strada. Le speranze sono poche, questo è evidente. Nove partite alla fine, un margine difficile da recuperare e una concorrenza più attrezzata. Il quadro non lascia molto spazio all’ottimismo.
NOVE PUNTI DA RECUPERARE IN NOVE PARTITE– Come dico sempre “ci spero ma non ci credo”, forse la sintesi più onesta. Dentro questa stagione resta ancora qualcosa da difendere. La dignità, prima di tutto. Molti tifosi hanno ormai smesso di crederci, ma dentro lo spogliatoio la situazione è diversa. I giocatori non hanno mollato, soprattutto la vecchia guardia, che continua a spingere il gruppo in questo finale. Nove punti da recuperare in nove partite sono tanti, ma l’idea è quella di provarci fino in fondo. A Como servirà proprio questo: scendere in campo con la mente libera, senza il peso della classifica, ma con la convinzione di potersela ancora giocare.



