Dall’auditorium delle Officine Garibaldi in via Gioberti, il Pisa ha convocato la seconda conferenza stampa di fine calciomercato. Presenti il direttore sportivo nerazzurro Claudio Chiellini e i calciatori Seck, Touré, Di Quinzio, Hermannsson, Cohen, Nagy, Lucca e Piccinini. Un’occasione per dare il benvenuto ai calciatori impegnati nei giorni scorsi all’estero, nonché i maggiori investimenti societari del mercato appena concluso.

A introdurre l’evento stampa è stato il diesse del Pisa Claudio Chiellini: “Oggi presentiamo gli altri nuovi acquisti dopo quelli della scorsa settimana. Oggi tocca ai centrocampisti, attaccanti e ad Hermannsson. Sono giocatori di vario tipo, italiani e stranieri. Sono contento di presentarli dopo questi risultati positivi e per ciò che stiamo facendo. Ci tengo anche a ringraziare chi è andato in prestito, perché anche grazie a loro ci siamo allenati molto bene questa estate. Si alleneranno e si impegneranno per farsi trovare pronti l’anno prossimo. Piccinini è stata una vera sorpresa per tutti. Ha mostrato qualità importanti: in allenamento si è guadagnato la possibilità di rimanere a Pisa. Nagy invece non ha bisogno di presentazioni: lo ringrazio perché ha dimostrato fortemente di volere il nerazzurro. Lucca era nel mirino della società già da gennaio: abbiamo puntato su di lui per sostituire Marconi e consegnargli le chiavi dell’attacco. Su di lui si sono già accesi molti riflettori: tocca a lui e a tutti noi mantenere i piedi per terra. La trattativa per Hermannsson invece è stata molto rapida, lo conoscevo da lontano e poi approfondendo il rapporto ho trovato una persona di uno spessore enorme. D’altro canto la trattativa per Cohen è stata complicatissima: con tenacia e dedizione siamo riusciti a chiudere l’accordo, anche grazie alla posizione presa da Yonatan. Ci aveva dato la sua parola e l’ha mantenuta, ci ha scelto e ne siamo onorati. Tourè invece è stato il mio primo acquisto nella Juventus Under 23: ho pensato subito a lui per rinforzare la mediana. Sono felice della sintonia che si è già creata tra lui e il pubblico, è un trascinatore. Anche per Di Quinzio le presentazioni sono superflue: è un uomo eccezionale, oltre che un ottimo calciatore. Il più piccolo della comitiva, Seck, è un profilo in erba dalle potenzialità molto alte. Si tratta di un investimento a lungo termine: servono tempo, lavoro e pazienza, ma le qualità usciranno. La necessità di dover lavorare giorno dopo giorno e pensare di partita in partita. Non dobbiamo fare tabelle o avere la presunzione di fare le carte alla Serie B. Tutti gli avversari sono molto forti, a partire dal Vicenza: nessuno, a bocce ferme, avrebbe potuto pensare alle difficoltà incontrate finora dai veneti. Sono i nostri prossimi avversari: sono ancora a quota zero ma dispongono di un’ottima rosa. Sabato sarà una gara molto complicata”.

Di seguito anche le parole dei vari calciatori che si sono presentati ufficialmente:

Piccinini: “Per me è stato un doppio salto, non mi sarei mai aspettato di rimanere qui dopo il ritiro, ringrazio società e mister per avermi dato molta fiducia. Il doppio salto è molto impegnativo e si è sentito a livello tecnico e fisico. Sono contento perché giorno dopo giorno mi sto impegnando. Non mi sarei mai aspettato l’esordio in Serie B, è stata una delle emozioni più belle della mia vita. Inizialmente non sapevo cosa pensare, ma quando ho toccato i primi palloni ho cancellato tutto ciò che avevo in testa in quel momento. In Serie D ho fatto due anni e mezzo e i mister decidevano di farmi giocare in tutti i ruoli del campo tranne il difensore centrale. Ho fatto praticamente tutti i ruoli. Con due categorie superiori cambia tutto, io però mi sento una mezzala, il ruolo che mi si addice di più. Per me è importante andare al campo e migliorare giorno dopo giorno imparando dai più esperti come Gucher, De Vitis e gli altri, cercando di apprendere da loro”.

Lucca: “Per quanto riguarda le pressioni, sono giovane e alla prima esperienza, cerco solo settimana dopo settimana di aiutare i compagni e loro aiutano me. Mi sento molto tranquillo. Nella mia testa ho tanti obiettivi, sono un ragazzo che si aspetta tanto da sé stesso, sono contento di come sono partito e spero di continuare così. I miei gol? Tutti non facili, ma l’assist è stato bello anche per far sbloccare i miei compagni. Io appena ho saputo del Pisa non ho esitato a parlarci e incontrarci, da quel punto di vista passare dalla Serie C alla Serie A era un passo forse troppo importante, volevo prima confermarmi in una categoria come la Serie B, per poi spiegare in meglio. La caduta a Terni? Sto bene”.

Nagy: “Questi primi giorni erano un po’ strani perché sono arrivato, ho firmato il contratto e non sono riuscito ad allenarmi con la squadra, poi sono andato in Ungheria per la nazionale e tornato facendo un solo allenamento prima di partire per Terni. La mia prima settimana vera con la squadra è iniziata adesso, da lunedì, non vedo l’ora di conoscerli tutti uno per uno. Quando ho lasciato Bologna, ho cercato di fare una nuova esperienza. Anche quando sono andato in Inghilterra però ho sentito che mi mancava l’Italia, ma è stata una scelta giusta per migliorare, ne sono tornato cresciuto mentalmente. Gioco come mezzala o play, mi piace giocare col pallone e andare col pallone, ma far circolare la palla. Abbiamo iniziato molto bene, ma la strada è lunga. Ciò che vedo rispetto alla Championship inglese è che i calciatori giocano senza testa, in Inghilterra non c’è tattica. Ai tifosi piace questo tipo di gioco, in Italia invece c’è più tattica e può sembrare che si giochi con più lentezza, ma ci sono giocatori con più tecnica”.

Hermannsson: “Il mio primo impatto con la Serie B è stato ottimo, abbiamo giocato bene e vinto bene. Sapevo di aspettarmi una categoria così importante e difficile e qui ho trovato bravi compagni di squadra e un ambiente stimolante. Stavo passando un periodo difficile in Danimarca, ho giocato 5 anni e vinto tutto. Le differenze col calcio italiano? Culturali. Il calcio danese è molto fisico e veloce, il calcio è uguale in tutto il mondo, in Italia c’è più tatticismo. Riguardo la mia posizione sono un centrale difensivo, ma se mi chiedono di giocare altrove lo faccio con grande impegno. Concluso il mio contratto in Danimarca ho ricevuto la chiamata del Pisa. Andare a Pisa è stato semplice, quando ho parlato con Chiellini c’è stato un dialogo aperto e mi ha descritto il progetto, quello di Pisa era quello più stimolante di tutti. Questo è un grande club che vuole tornare a certi livelli”.

Cohen: “Avevo bisogno di nuovi obiettivi a Pisa, Sono venuto a Pisa per migliorarmi in un posto diverso con un’altra cultura. Non è stato semplice lasciare la mia casa e la mia famiglia, ce la sto mettendo tutta allenandomi giorno dopo giorno per migliorare. Il gol è stato emozionante, sono contento per la vittoria e il rapporto con i compagni. Non giocavo e non mi allenavo da 3 settimane prima di arrivare a Pisa per alcuni problemi con la mia squadra precedente. Avevo bisogno di ripendere confidenza col campo e sentire il feeling con l’ambiente. Il mio obiettivo è vincere. La mia posizione in campo? Ala destra o sinistra, seconda punta, sono questi i miei ruoli preferiti. Ne ho parlato anche con Claudio prima di venire a Pisa, ma ovunque mi farà giocare D’Angelo giocherò. Cercherò di fare il possibile per tornare in nazionale”.

Touré: “Non avevo pensato di ricevere subito un coro da parte dei tifosi. Sono molto felice di essere arrivato qui, dell’ambiente che ho trovato e del supporto che sto ricevendo. Spero che tutto vada sempre così. Ci conoscevamo già con Chiellini, mi ha trovato e portato alla Juve, mi ha seguito costantemente quando sono andato in Olanda e alla fine, ho parlato di nuovo con Claudio e il mio agente, mi hanno presentato il progetto di Pisa e sento la loro fiducia. Mi piace vincere i contrasti, attaccare e difendere al momento giusto. Mi sento dinamico in campo, cerco di mostrare le mie caratteristiche, mi manca ancora il gol, ma spero di segnarne uno quest’anno. Io sono un giocatore flessibile, posso anche giocare come difensore o dove il mister ha bisogno di me”.

Di Quinzio: “All’inizio non ci credevo, ma parlando col mio procuratore e con Giovanni l’ho presa come una possibilità concreta e visto il mio rapporto con Pisa ho detto subito di sì e sono tornato. A livello personale devo confrontarmi con la Serie B, ciò che non sono riuscito a fare un anno e mezzo fa, cerco di allenarmi bene ed essere a disposizione. Penso che i risultati si stiano iniziando a vedere. Penso che il mix creato dalla società è stato positivo, siamo un ottimo gruppo, ho ritrovato 4-5 compagni di squadra. Rivedo l’ambiente di Trieste. La società è cresciuta molto sotto tutti i punti di vista rispetto a quando sono andato via, stanno alzando il livello per fare quel passo che Pisa merita. Qualcosa è cambiato anche a livello tattico, ma il calcio propositivo c’è sempre”.

Seck: “Sono contento di essere qui a Pisa, ho iniziato a giocare con la primavera, sto cercando di far bene con loro e meritare anche il posto in prima squadra. Gioco esterno destro e sinistro, ma anche la punta centrale, cerco di dare il meglio possibile in campo. Mi trattano bene nello spogliatoio, mi prendono in giro sempre. Sono qui per imparare e dimostrare quello che valgo. Lucca è un giocatore forte, imparerò molto da lui”

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018