Sulla carta è una delle partite più complicate possibili. Per il valore dell’avversario, per il momento del campionato e per la situazione di classifica dei nerazzurri. C’è il ricordo di un sogno che sembrava dover essere vissuto in modo diverso, c’è la necessità di capire su chi costruire il domani, c’è ancora una volta la presenza della tifoseria nonostante limiti e restrizioni, c’è un precedente storico da custodire e c’è anche un rientro importante come quello di Durosinmi. Sono questi i temi che rendono la partita degna di essere seguita, anche in un momento in cui il peso della retrocessione appare ormai sempre più concreto.
IL CORO “TANTO GIA’ LO SO CHE L’ANNO PROSSIMO GIOCO ALL’OLIMPICO” – Quel coro oggi suona quasi come una fotografia sbiadita di un momento bellissimo. Era il suono della festa promozione. Da Bari a Pisa, dal San Nicola all’Arena in uno stadio pieno, con lla sensazione di essere arrivati finalmente dove si meritava. Quel coro raccontava un sogno diventato realtà. Oggi però ricordarlo fa effetto diverso. L’Olimpico arriva davvero, ma in un clima opposto. La stagione non ha mai preso davvero quota. La Serie A è stata più una rincorsa che un viaggio, una comparsa. Resta il ricordo, ma anche il contrasto con il presente.
IL FUTURO NEL PRESENTE – Questa partita serve per guardare avanti. Chi resta, chi saluta, chi può essere una base. La sensazione è quella di fine ciclo. Una rifondazione, almeno parziale, è nell’aria. Metà gruppo potrebbe cambiare. E allora Roma diventa un test, anche mentale. Su chi contare, su chi no. Questa partita serve per capire anche se Hiljemark potrebbe ancora avere il polso della situazione.
OLTRE 500 A ROMA – Saranno circa 500. Solo tesserati, con tutte le limitazioni del caso. Potevano essere molti di più. Questa stagione ha pesato anche fuori dal campo: restrizioni, trasferte complicate, i fatti contro il Verona. È anche questo un motivo per seguire la partita. Per un popolo che continua a esserci, magari in numeri inferiori rispetto a quelli che avrebbe meritato, ma con una costanza che resta uno dei pochi elementi davvero solidi di questa stagione.
UNA SOLA VITTORIA CON I GIALLOROSSI – La storia, si sa, non va mai in campo. Però accompagna le partite, soprattutto quando i precedenti sono così pochi e così netti. Il Pisa all’Olimpico contro la Roma ha vinto una sola volta, nella stagione 1990-91, l’ultima annata in Serie A dei nerazzurri prima di quella attuale. Il Pisa non si fece travolgere dal contesto. Restò lucido, compatto, attento. Dopo aver contenuto i tentativi iniziali dei giallorossi, colpì nella ripresa con Larsen, al primo gol italiano, e poi con Lucarelli, sfruttando le difficoltà romaniste.
IL RIENTRO DI DUROSINMI – Rafiu Durosinmi è chiamato a dare risposte. Arrivato con un investimento importante, circa 10 milioni di euro, Durosinmi ha fin qui collezionato nove presenze e un solo gol, quello segnato all’esordio contro l’Atalanta. Da lì in avanti qualche segnale, una condizione in crescita, ma senza riuscire davvero a incidere. Il punto di svolta, in negativo, è arrivato contro il Cagliari, con l’espulsione al 37’ del primo tempo che lo ha costretto a saltare le gare contro Como e Torino. Adesso il rientro, con Hiljemark che ritrova una soluzione in più davanti. Resta però una domanda: toccherà di nuovo a lui dal primo minuto oppure no?



