Usciamo dal seminato calcistico e tocchiamo un tema di cui si dibatte da anni, anche attraverso la politica, seppur non connessa al derby. La questione degli aeroporti toscani, Pisa e Firenze, va avanti da tempo. Si tratta di capire che tipo di sviluppo si vuole per la regione e quali scelte sono davvero utili, nel lungo periodo, per i cittadini e per l’economia.

Pisa ha un aeroporto già attrezzato, con una pista lunga, voli internazionali e collegamenti ferroviari diretti. È facilmente raggiungibile da tutta la costa e potrebbe diventare il principale punto d’accesso aereo per l’intera Toscana, non solo per la zona pisana. Firenze, dal canto suo, ha esigenze quasi espansionistiche: una città di quel peso vuole uno scalo più funzionale, più sicuro, che serva bene chi arriva e chi parte, impossibile però per la conformazione del territorio e l’impossibilità di avere piste di una certa lunghezza, ma non solo. Toscana Aeroporti, la società che gestisce entrambi gli scali, spinge da tempo per allungare la pista del Vespucci. Ma se questo progetto arrivasse alla fine a compimento, ci troveremmo con due aeroporti simili a 70 chilometri di distanza. E in quel caso, inevitabilmente, uno dei due ne risentirebbe. Il rischio è che Pisa perda centralità, nonostante abbia già tutto pronto per crescere.

Il problema non è solo tecnico o commerciale, ma anche politico. La politica pisana di sinistra del tempo, permettendo la vendita delle quote a Corporacion Argentina, con l’interlocuzione di Matteo Renzi, passato al tempo di sindaco di Firenze a presidente del Consiglio, firmò la sua condanna per molto tempo. Quella mossa di vendita infatti portò la città, successivamente, dopo un altro disastro, quello del People Mover (di fatto un’opera tragicomica in stile Monorotaia di Springfield nei Simpson) a orientarsi verso il centro destra. Da oltre dieci anni i pisani spingono per potenziare il Galilei, così come anche lo stesso hinterland fiorentino, migliorare i collegamenti ferroviari con Firenze e il resto della regione, rendere l’aeroporto pisano davvero il motore di un’area vasta che comprende tutta la fascia costiera, da Massa a Grosseto, passando per Lucca e Livorno. Già ora Firenze e Pisa, con due aeroporti ormai sovrapposti, si stanno facendo concorrenza, ma è Pisa che ne uscirà con le ossa rotte in futuro. Questo caso ha di fatto alimentato ulteriormente l’odio tra le due città, spingendo anche a paragoni illustri risalenti a secoli e secoli fa.

Nelle ultime settimane il caso aeroporti è tornato a scaldarsi. Franco Ferraro (Amici di Pisa) e Gianni Conzadori (Comitato piccoli azionisti di Toscana Aeroporti) hanno alzato il tono contro Comune e Regione, chiedendo al sindaco Michele Conti di spiegare perché il ricorso al Tar contro il Decreto 678, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, non risultasse notificato. Un segnale giudicato grave, perché rischia di indebolire Pisa proprio mentre Firenze spinge sull’operazione “SuperPeretola”. Si contesta la linea di Regione ed Enac, accusate di essere apertamente favorevoli al nuovo scalo in piana. La critica centrale è questa: Peretola, presentata per anni come city airport, starebbe di fatto allargando l’ambizione anche a rotte più lunghe, fino a quelle intercontinentali, e questo finirebbe per togliere prospettiva al Galilei. Ferraro e Conzadori citano i documenti di pianificazione (Piano nazionale aeroporti e Master Plan 2035) e sostengono che la vocazione “di sistema” verrebbe spostata verso Firenze, con Pisa destinata a un ruolo ridotto.

Nel mirino delle battaglie delle ultime settimane finisce nuovamente anche Toscana Aeroporti, che avrebbe tutto l’interesse a far crescere Peretola. E c’è un altro punto: la nuova pista fiorentina da 2.200 sarebbe tale per vincoli tecnici legati all’autostrada e all’assetto dell’area. Pisa però deve smettere di restare a guardare, difendere apertamente il Galilei e pretendere una strategia definita, senza accontentarsi di interventi già previsti da anni come l’ampliamento del terminal. Il timore è che, se la partita la decide Firenze, la costa e la città pisana paghi ancora una volta il conto.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.