All’Arena Garibaldi la squadra nerazzurra ha serrato i ranghi in vista della partenza per il pre-ritiro di Montecatini. Il gruppo si è così ritrovato dopo le vacanze sfoggiando anche le nuove magliette di rappresentanza adidas. Zaino in spalla, sorrisi e la voglia di concentrarsi ancora per costruire una nuova storia, hanno parlato i nuovi arrivi Belli e Aya, ma anche la “vecchia guardia” De Vitis e Gucher. Anche il DS Gemmi ha tracciato la via per la nuova stagione.

Roberto Gemmi

Il primo a parlare è proprio il DS nerazzurro Roberto Gemmi: “Nel mercato c’è chi entra e chi esce, cercheremo di fare le scelte giuste. I soldi sono una cosa che mi interessa poco. In generale forse è un mercato più fermo rispetto agli altri anni. Zammarini, Eusepi? Sono sulla lista di partenza, poi dopo possono anche rimanere, vedremo. Su alcuni giocatori in uscita siamo avanti, altri più indietro. Un po’ di chiacchierate si sono fatte. Su Arrighini non ho mai parlato, non ho parlato nemmeno con l’agente. Su Asencio e Siega sto parlando, ma non sono così vicino come credete. Dove possiamo arrivare? Su questo voglio essere chiaro. Se il Pisa si salva all’ultima giornata io vado scalzo per tutta la città, questo è l’obiettivo principale. Dobbiamo essere molto, ma molto coi piedi per terra. Abbiamo da imparare molto più che insegnare.”

Ramzi Aya

Parla anche il difensore Ramzi Aya, fresco del suo arrivo a Pisa: “Sensazioni positive, sono appena arrivato e sono felice di essere qui. Ero abbastanza convinto di venire qui. Ho un amico, Andrea Parola, ma mi ha parlato benissimo della piazza. Nasco difensore centrale, mi hanno adattato anche come terzino, sono uno che dà tutto sé stesso. Conoscevo De Vitis, abbiamo avuto una parentesi insieme in passato, con Lisi abbiamo amici in comune. Il bello di giocare in queste piazze è la tifoseria che chiede tanto e si riversa in massa allo stadio, perciò è giusto che sia così. Ho avuto fortuna di giocare in piazze importanti. Nella vita si fanno delle scelte e degli errori, la cosa importante è imparare e andare avanti, poi quello che sarà sarà. D’Angelo l’ho avuto tre anni fa, non ci ho parlato più di tanto anche perché è una persona di poche parole. Dal momento che mi ha chiamato il Pisa sarei venuto a prescindere. Mi piace il suo modo di interpretare il calcio. Al tifoso pisano voglio promettere massimo impegno la domenica e durante gli allenamenti che sono il pane per la partita.”

Francesco Belli

Francesco Belli è l’altro nuovo acquisto del Pisa: “Ritrovo Benedetti, ma anche Gaetano Masucci. Hanno parlato bene della piazza e anche loro mi hanno influenzato nella scelta. Sicuramente già l’anno scorso il Pisa era una squadra forte che ci ha messo in difficoltà in casa. Mi ha impressionato il tifo che è stata secondo me l’arma in più che ti porta ad avere qualcosa in più in campo. A inizio anno porsi un obiettivo è difficile, si spera di giocare e fare il meglio possibile per la squadra. Dobbiamo partire umili perché siamo gli ultimi arrivati in campionato. Il ritiro è il momento più importante dell’anno. Quest’anno è stato il primo anno dove sono riuscito a trovare la via del gol. Dove vuole che giochi il mister giocherò. Mi trovo bene in qualunque ruolo difensivo, che sia a quattro o a tre dove ho fatto l’esterno. Non c’è nessun problema. Pisa poteva essere la soluzione migliore per me, avevo il desiderio di cambiare. Potevo rimanere anche senza squadra visto che ero in scadenza. Il Pisa si era informato della mia situazione già a gennaio, ma non c’è stata una trattativa concreta. Ho scelto Pisa. Il Pisa ai playoff ha strameritato di andare in Serie B”.

Tocca anche ad Alessandro De Vitis, uno degli uomini più rappresentativi della squadra: “La vittoria è ancora viva nelle nostre menti, sembra che sia volato questo mese. Son finite adesso le vacanze e ci prepariamo per affrontare al meglio la stagione. Si riparte con entusiasmo e con la consapevolezza che sarà un anno difficile. Dobbiamo mettere le basi per fare una stagione importante. Se riparto da difensore o centrocampista? Chiedete al mister (ride ndr.). Sapete che tipo di giocatore posso essere, mi metto dove serve. Il mio ruolo? Sono stato supportato da un grandissimo gruppo e spero di aver dato il mio piccolo contributo. Sarà un campionato competitivo, bellissimo e difficile. Lo dobbiamo affrontare con entusiasmo e la consapevolezza che sarà un campionato diverso dalla C. Moscardelli non poteva smettere, è stato fondamentale per noi, penso che per la sua carriera fosse giusto fare un’altra annata come quella che si prospetta. Forse per la decisione di rimanere ci abbiamo messo lo zampino anche noi. Penso che sia importantissimo il gruppo, dev’essere la base del prossimo anno.”

Gucher e De Vitis

Chiude il giro Robert Gucher, vicecapitano della formazione nerazzurra: “Le emozioni rimangono per sempre, ora bisogna azzerare tutto e ripartire alla grande. Sono rimasti l’entusiasmo dello spogliatoio e il gruppo, ma ora dobbiamo scrivere una nuova storia. Quattro partite in B in meno renderanno ancor più equilibrato il campionato. Dobbiamo essere bravi noi a capire dopo una sconfitta per non buttarci giù e di non montarsi la testa dopo una vittoria. La B ci ha dimostrato che puoi essere primo a gennaio e retrocesso a giugno, o viceversa, dovremo stare attenti e concentrati. Come ho sempre detto se ognuno di noi dà quello che può dare tutta la squadra se ne può approfittare. Lo abbiamo visto, voler raggiungere l’obiettivo dev’essere di sprone a tutti per essere di aiuto alla squadra. L’anno scorso l’impegno è stato determinante, insieme ai tifosi si è unito un gran gruppo e abbiamo fatto un’impresa sportiva bellissima. Respirare quest’aria qua con i tifosi, la società e il gruppo e per questo ci prepareremo per la prossima stagione. Se il primo anno abbiamo cambiato allenatore tre volte è evidente che non sia stata colpa solo dell’allenatore, l’anno scorso è andata diversamente. Quest’anno gli innesti si inseriranno bene. C’è chi è stato anche in panchina e ha fatto la differenza. Conosciamo il mister e lui conosce noi. Il mister è stato determinante per la nostra crescita. Il ricordo più nitido della stagione che ha dato il via all’impresa? Più delle vittorie è stata la litigata fatta a Carrara dopo il 4-1, negli spogliatoi sono volate parole grosse e ci siamo confrontati da uomini veri, poi è partita la cavalcata.”

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018