C’è un dato che conferma solo in parte una sensazione diffusa attorno al Pisa: i nerazzurri spesso riescono a stare dentro le partite soprattutto nel primo tempo, per poi calare nella ripresa o nei cambi di ritmo. La classifica costruita sui risultati al 45’ lo dimostra solo fino a un certo punto. Dopo 28 giornate, infatti, il Pisa avrebbe 22 punti e una vittoria in più rispetto alla classifica reale.
Il problema è che questo miglioramento servirebbe a poco. Anche fermando le gare all’intervallo, il Pisa sarebbe comunque ultimo. Davanti ci sarebbero Verona e Cremonese a 27 punti, Fiorentina, Cagliari e Parma a 26. I nerazzurri resterebbero quindi in fondo alla graduatoria, con un distacco di 4 punti dal quartultimo posto e di 5 dalle due squadre che li precedono immediatamente.

Se da una parte il dato conferma che il Pisa nei primi 45 minuti raccoglie qualcosa in più rispetto al bilancio complessivo, dall’altra smonta anche la narrativa secondo cui la squadra sarebbe stata penalizzata soprattutto dai finali di partita. Perché, anche isolando la fase teoricamente migliore delle gare, il rendimento resta da ultima in classifica.
La graduatoria dei primi tempi dice quindi due cose. La prima è che il Pisa ha spesso approcciato le partite in modo almeno discreto, evitando in diversi casi di trovarsi subito sotto. La seconda, però, è ancora più pesante: nemmeno questo basta per costruire un cammino competitivo. I 22 punti raccolti al 45’ collocano comunque la squadra all’ultimo posto, segno che il problema non è soltanto nei crolli della ripresa, ma nella produzione generale di punti. Anche limitando l’analisi ai primi tempi, i nerazzurri restano la squadra con il rendimento peggiore del torneo.



