A tenere banco oggi sono alcune notizie che arrivano da Terni, in seguito a una pesante multa ai tifosi pisani, anche per non avere rispettato il “distanziamento” sugli spalti. Intanto, a Monza si continua a ricordare la sfida del 2007 come “una pagina brutta di storia”, dove si insinuano “sviste arbitrali e un clima di ostilità”. Continui attacchi ad ambiente e tifosi, mediatici e non. Adesso è arrivato il momento di dire basta.

TERNI E MULTA – Fa quasi ridere leggere che una ventina di tifosi nerazzurri siano stati multati con sanzioni fino a 500 euro, per “intemperanze” a Terni. Fa quasi ridere se non facesse piangere. Al di là dei petardi e dei fumogeni, un classico delle curve di tutta Italia da sempre, perché diciamoci la verità, esplodere i colpi a capodanno va bene, ma in uno stadio no. Dicevo, oltre alla sanzione per petardi e fumogeni, fa cadere le braccia leggere questo, in un comunicato diffuso dalla Polizia di stato: “diversi tifosi non hanno rispettato le norme sul distanziamento e sull’assegnazione dei posti all’interno dello stadio, raggruppandosi tutti insieme, senza distanziamento, nell’area parterre del settore. Per tal motivo la Digos ha identificato venti tifosi, ai quali è stata contestata la violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, con multe fino a 500 euro”. Alzi la mano chi, in trasferta, ha mai rispettato il posto assegnato, anche perché molto spesso neanche compaiono numeri e file dei biglietti. Basta comunque andare a vedere le immagini di tutti gli stadi d’Italia per accorgersi che questa pare a tutti gli effetti una mossa atta a colpire miratamente i tifosi. Anzi, sembra addirittura che il provvedimento preso sia completamente contrario a ciò che ha stabilito invece il giudice sportivo in Serie B, che cita soltanto i petardi e i fumogeni. “In occasione delle gare disputate nel corso della terza giornata di andata sostenitori della società Pisa hanno, in violazione della normativa introdotto nell’impianto sportivo ed utilizzato esclusivamente nel proprio settore materiale pirotecnico di vario genere (petardi, fumogeni e bengala); il giudice sportivo – si legge nel comunicato della Lega -, delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della società”. 

AMARCORD INDIGESTO – A Monza invece si continua a non dormire dopo quasi tre lustri da Pisa-Monza 2-0 del 2007. Ecco che un momento come il “Pulcino d’argento” (qui il link), assegnato all’arbitro Valeri, tra gli altri, solamente un paio di settimane fa, finisce per diventare materiale per diversi articoli dove si ricorda ancora quella partita, come una gara irregolare e piena di violenza. Nel primo articolo (link qui) intitolato “Incredibile Valeri, l’arbitro di Pisa – Monza” si estrapolano alcune frasi dell’arbitro scrivendo: “a Monza lo ricordiamo bene per quella finale play off arbitrata contro il Pisa con un rigore clamoroso non concesso ai brianzoli su Borgobello“. Il giorno dopo compare anche una invettiva (link qui) intitolato “L’inaccettabile delirio di Valeri: superficialità ed arroganza smontate dalla logica” si passa in rassegna la storia deviata di quella gara, addirittura parlando di tensioni alimentate anche dai giornalisti (grazie mille….): “Era tutta la settimana che i giornali scrivevano di Arena Garibaldi esaurita, di richieste di biglietti ben oltre la capienza, di tentativi pisani col prefetto per avere posti in più, di tensioni alimentate dal presidente del Pisa”. Oggi invece (link qui) nell’articolo “Pisa – Monza una delle pagine più brutte della storia” si scrive di sviste arbitrali e un clima di ostilità, ma non è la prima volta che, negli anni, si parla a sproposito su quella partita. Ad esempio, l’anno scorso, era uscito questo articolo (link qui): “Partita che si giocò nella massima tensione con i giocatori del Monza, prima della partita, costretti a scendere dal pullman a pochi chilometri dallo stadio in mezzo ai tifosi pisani che già avevano disturbato il sonno dei giocatori monzesi la notte prima in ritiro” tutto corredato da video di “presunti scontri” che in realtà non sono altro che reciproche scaramucce tra tifosi divisi da un vetro. Scontri non se ne vedono perché contatti non ce ne sono mai. Peccato che a Monza nessuno ricordi la gara di andata, con un solare gol regolare annullato a Biancone, quella si che era una gara rubata, viziata da una rete che oggi sarebbe stata convalidata dal var. Forse, dopo così tanti anni di distanza, a Monza bisognerebbe iniziare a elaborare il lutto, che ormai si è trasformato in ossessione. A Monza dovrebbero imparare paradossalmente proprio dai pisani, che sono stati capaci di elaborare 2 fallimenti e le numerose delusioni umane e sportive vissute in oltre 110 anni di storia. Se a Pisa fossimo rimasti segnati senza guardare avanti al passato, forse oggi saremmo tutti ricoverati con la camicia di forza. La vita però va avanti e il calcio è bello proprio perché offre sempre opportunità di riscattarsi, una lezione che non va dimenticata.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018