Non sarà una gara qualunque, ma una scontro potenzialmente determinante. Genoa-Pisa arriva nel punto in cui classifica, mercato e storia si incrociano e non si può più sbagliare. Novanta minuti che possono indirizzare bene l’inizio del 2026 nerazzurro o compromettere la corsa salvezza.
IL MERCATO DI GENNAIO – Incombe come un’ombra lunga sulla partita la parola “calciomercato”. Genoa-Pisa arriva nel momento esatto in cui società, agenti e giocatori iniziano a muoversi. Un risultato positivo darebbe al Pisa una posizione diversa al tavolo delle trattative, più forza, più credibilità, più margine di scelta. Vincere o fare punti significa dimostrare che la salvezza è alla portata già con questa rosa, e che gli innesti serviranno per completare, non per ricostruire. Perdere, invece, rischierebbe di rendere tutto più complicato, anche sul piano mentale. Questa gara pesa già sul mercato, prima ancora che sulla classifica.
QUASI UN TABU’ – Genova non è mai stata amica del Pisa. Al Ferraris i nerazzurri hanno vinto una sola volta, nel lontano 1968, con un gol di Mascalaito. Da allora solo sconfitte, pareggi e tante partite scivolate via. Ogni squadra che vuole salvarsi ha bisogno di una vittoria “fuori copione”, di una partita che cambi la percezione di sé stessa. Genoa-Pisa può essere quella partita.
RESTARE AGGANCIATI AL TRENO – Questo è uno scontro diretto pieno, senza alibi. Il Pisa ha 11 punti in classifica, il Genoa 14 ed è diciassettesimo al primo posto utile per la salvezza. Perdere significherebbe scivolare indietro e compromettere seriamente la corsa salvezza, soprattutto a ridosso della seconda parte di stagione. Vincere, invece, vorrebbe dire agganciare il quart’ultimo posto e rimettere tutto in discussione. Contterà uscire dal campo con qualcosa in tasca, in qualsiasi modo. E il Pisa non può permettersi di fallire.
IL RITORNO DI NZOLA – Con la rocambolesca eliminazione dell’Angola è tornato Mbala Nzola, che si dovrà far anche perdonare l’espulsione contro il Parma. Con lui potrebbe cmabiare tutto quanto visto nelle ultime settimane. Il peso offensivo, il modo di attaccare, il modo in cui gli avversari difendono. Con la sua fisicità è sempre riuscito a essere un riferimento, a dare profondità. Ritrovarlo proprio ora, in uno scontro diretto, è un fattore enorme.
DOPO JUVE E CAGLIARI – Adesso servono risposte dopo Juventus e Cagliari. Due partite diverse, ma con un filo comune: il Pisa ha mostrato cose buone, ma ha lasciato punti per strada. A Cagliari è mancata continuità, con la Juventus è mancata la fortuna. Ora serve una risposta, non solo una buona prestazione. A Genova bisogna capire se questa squadra è pronta a fare il salto mentale che serve per salvarsi. Genoa-Pisa è il banco di prova più importante possibile.



