Al Pisa non basta più “restare dentro” la partita, ora servono punti pesanti. Dopo lo 0-0 di Verona ci vuole un cambio di passo, di intensità e anche di testa. All’Arena arriva una big, e certe serate possono costringere a trovare motivazioni insperate. Tra scelte del nuovo allenatore, possibili rientri e un tabù che pesa, la partita ha più storie dentro la stessa notte: questi sono i cinque motivi per non perdere Pisa-Milan.

DOPO VERONA SERVE UNA SCOSSA – Lo 0-0 di Verona è stato l’esordio in panchina di Hiljemark e, dall’altra parte, di Sammarco. Partita con poche occasioni vere, ma con due legni: Orban nel primo tempo e Moreo nella ripresa. È un punto che muove poco la classifica. E lascia quella sensazione già vista: il Pisa resta dentro la partita, ma fatica a trasformare gli episodi in qualcosa di concreto e per la classifica è stata poca cosa. Ecco perché col Milan serve una scossa. Contro una big il Pisa non potrà restare in apnea per 90 minuti sperando nel pari. Dovrà scegliere scegliere quando alzarsi, quando mordere, quando rischiare.

IL RODAGGIO DI HILJEMARK – Hiljemark è arrivato con un messaggio semplice: “adesso conta la salvezza”. Nella presentazione ha detto che l’unico obiettivo è quello, anche se l’idea è costruire un percorso più lungo. Il club lo ha legato con un accordo fino al 2027, con opzione per un altro anno: non è dunque considerato un “tappabuchi”, ma una scelta su cui investire. La partita col Milan, però, è il primo vero specchio del omento. Perché obbligherà i giocatori ad a essere squadra: distanze, pressione, coperture preventive. Dopo Verona, lo stesso Hiljemark ha parlato della necessità di cambiare passo.

LA PRIMA DI ILING-JUNIOR? TORNA TRAMONI? – Samuel Iling-Junior è appena entrato nel gruppo in prestito dall’Aston Villa e, fin qui, l’attesa è tutta per l’esordio: Pisa-Milan può diventare la sua prima serata, anche se difficilmente lo vedremo esterno da centrocampo, ma forse potenzialmente più sulla linea degli attaccanti. E poi c’è Tramoni: a Verona è rimasto in panchina per 90 minuti, scelta che ha fatto discutere anche per quello che si porta dietro dopo la trattativa saltata col Palermo. Col Milan la domanda è semplice: tornerà titolare o diventerà un caso?

UN TABU’ DA RISOLVERE – All’Arena col Milan il Pisa non ha mai vinto: nelle sfide ufficiali giocate a Pisa il bilancio racconta 8 sconfitte e 2 pareggia. E il tabù è doppio, perché questa stagione fin qui ha già detto quanto sia dura fare il colpo contro chi sta su: una sola vittoria con la Cremonese e tanta fatica, soprattutto in casa, dove i gol sono arrivati col contagocce, soltanto due fino adesso. Una miseria. Pisa-Milan, quindi, è anche questo: provare a spezzare due tabù insieme, in una notte sola.

CREDERCI ANCORA – Al di là dei numeri e degli errori, non è questo il momento di mollare: i conti si faranno dopo. Adesso c’è ancora da combattere, e Pisa non può permettersi la rassegnazione. È normale essere delusi, è umano essere pessimisti, ma la squadra ha bisogno di sentirsi spinta, non giudicata. Restiamo uniti, teniamo duro, mettiamoci dentro orgoglio e voce: finché c’è una partita da giocare, c’è anche una possibilità.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.