Il punto del Ferraris tiene vivo il Pisa, ma i numeri dimostrano ormai limiti che al momento sembrano invalicabili.
IL POSSESSO – La prima fotografia è il possesso: 62,02% Genoa e 37,98% Pisa. Il dato spiega bene il piano gara: i rossoblù hanno tenuto il pallone e hanno fatto partita, il Pisa ha accettato di ripartire. E qui arriva la seconda fotografia,: i nerazzurri tirano di più (10 contro 8), ma centrano meno lo specchio (2 tiri in porta contro 3). Tradotto: il Pisa arriva al tiro, ma non sempre ci arriva bene. Ormai una costante di questo campionato in una partita tra due squadre dal basso contenuto tecnico.
I CORNER, UN BUON DATO, MA SPIEGABILE – C’è però un numero che va letto come segnale positivo: i corner. Sette calci d’angolo per il Pisa contro due del Genoa. Inoltre arriva il primo gol su palla inattiva della stagione. E doveva arrivare proprio col Genoa, di fatto la squadra che più di tutte in Serie A ha subito da palla inattiva su tutto il torneo. Tutto torna. Angori: è tra i più coinvolti sulle corsie, con 9 cross, e non è un dettaglio se il Pisa produce così tanto gioco laterale. Ma la qualità finale non basta: 8 cross riusciti su 27, cioè 30% di precisione. Non è disastro, però è ancora poco per trasformare volume in occasioni nette. Numeri simili ad altre partite, manca precisione ma anche chi la butti dentro di testa oltre a un uomo d’area di rigore.
BASSO TASSO TECNICO, MA TANTA INTENSITA’ – Il lato negativo più chiaro è nella pulizia tecnica. Il Pisa chiude con 177 passaggi riusciti contro i 360 del Genoa e con una precisione del 69% contro l’83% dei liguri. Qui dentro c’è la fatica a consolidare il possesso dopo aver recuperato palla. E ci sono anche le seconde palle, perché se stai più diretto devi essere feroce sulla riaggressione o sulla riconquista immediata. Non a caso i falli commessi dal Pisa sono tanti: 17 contro 9. Eppure, sul piano dell’intensità, il Pisa non è mancato. Anzi: la distanza totale percorsa è più alta (117,924 km contro 114,552). Touré è il simbolo: 11,756 km, davanti a tutti. Subito dietro Angori (11,489) e Aebischer (11,158). È un Pisa che corre, che tiene ritmo.
ZONE DI PERICOLOSITA’ – La parte più interessante, però, è l’equilibrio della pericolosità. Il Genoa è leggermente sopra nel dato complessivo (51,28% contro 47,75%), ma il Pisa resta attaccato. E quando si scende nel dettaglio, viene fuori un’altra verità: il Pisa è meno “pericoloso” nella manovra (45,22% contro 51,83%), mentre si avvicina nelle transizioni (55,33% contro 58%). Quando il Pisa deve costruire con calma, non ci riesce. Quando può attaccare aggredendo l’avversario, è più vivo.

LERIS, AEBISCHER, TOURE’ E ANGORI – Poi ci sono le storie individuali. Léris segna e di fatto regge da solo la voce “tiri in porta” del Pisa: 3 conclusioni, 2 nello specchio, e un gol. Ma la sua gara è anche contraddittoria: 53% di precisione nei passaggi e un’ammonizione. Di fatto però è il migliore dei nerazzurri, tutte le occasioni chiave passano dai suoi piedi, con un dato expected goals e presenza in campo altissimo Aebischer, invece, è il profilo opposto: 41 passaggi riusciti con l’89% e 8 palloni completati nell’ultimo terzo. È uno che prova a mettere una riga in mezzo al caos, anche se intorno il pallone gira poco. Angori, lo si è detto, produce tanto sulle corsie. E Touré, oltre ai chilometri, è dentro al match anche per iniziativa: è tra i primi del Pisa per tiri e per presenza nelle giocate che rompono la linea.
PAREGGIO GIUSTO – Anche i numeri lo dicono, il pareggio è giusto, ma lascia una sensazione doppia. Da una parte il Pisa ha dimostrato di saper stare in partita anche quando l’avversario ha più palla e più controllo. Dall’altra, i numeri dicono che serve uno scatto: più precisione, meno falli “di rincorsa”, più tiri davvero puliti. Perché se tiri dieci volte e prendi due volte la porta, la speranza la tieni viva. Ma ormai stiamo dicendo le stesse cose, analizzando il match report, da mesi. Ciò significa che l’unico modo per risolvere questi atavici problemi è rinfoltire la rosa che sembra aver raggiunto i suoi limiti strutturali.



