Il risultato racconta una vittoria netta dei nerazzurri, ma i numeri spiegano soprattutto come è arrivata: pochissimo possesso, ma molta più efficacia nei momenti decisivi.

IL POSSESSO – Il primo dato che emerge dal match report è proprio questo squilibrio netto. Il Cagliari ha tenuto più palla, con circa il 71% di possesso contro il 29% del Pisa, e ha costruito molto di più dal punto di vista del palleggio. I rossoblù hanno completato oltre 500 passaggi contro i circa 160 dei nerazzurri, segno di una gara in cui la squadra di Pisacane ha cercato più a lungo la manovra.

LA VITTORIA NELLE CONCUSIONI PRECISE – Anche il numero di tiri sembra raccontare una partita diversa: 15 conclusioni del Cagliari contro 10 del Pisa. Ma è guardando meglio quel dato che si capisce dove il Pisa ha vinto davvero la partita. I nerazzurri hanno tirato meno, ma molto meglio: 6 tiri nello specchio su 10 tentativi, mentre il Cagliari si è fermato a 4 su 15. Il Pisa, a differenza di altre volte, ha colpito nei momenti giusti e, soprattutto, ha saputo sfruttare la situazione.

Leris in azione durante Pisa-Cagliari (Foto Gabriele Masotti)

RIBALTATO IL DATO SUO CALCI DA FERMO – Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda i calci piazzati. Per tutta la stagione il Pisa aveva faticato tremendamente a segnare da palla inattiva, soprattutto nelle gare casalinghe. Contro il Cagliari invece la gara si è decisa proprio lì. Il primo gol nasce dal rigore trasformato da Moreo dopo il fallo su Calabresi. Poi, nella ripresa, la partita si chiude con due episodi ravvicinati: il raddoppio di Caracciolo dopo una rimessa laterale e il 3-0 ancora del capitano sugli sviluppi di calcio d’angolo. In una sola partita il Pisa è riuscito quasi a triplicare quanto aveva prodotto termini di gol da situazioni da fermo.

IL CAPITANO SUGLI SCUDI – A livello individuale la partita ha avuto due protagonisti chiari. Il primo è Antonio Caracciolo, autore della sua prima doppietta in carriera. I numeri spiegano bene la sua serata: due tiri, due nello specchio, due gol, oltre a cinque recuperi difensivi che dimostrano quanto sia stato decisivo anche dietro. Il secondo è Stefano Moreo, che oltre al gol su rigore ha avuto un ruolo centrale nel lavoro offensivo. È stato uno dei giocatori più attivi della squadra con tre conclusioni e due passaggi chiave, ma soprattutto con un enorme lavoro senza palla. Non a caso è tra i giocatori che hanno corso di più, superando gli 11 chilometri percorsi.

TANTA CORSA – La partita del Pisa, in effetti, si spiega molto anche con la corsa. Nonostante l’espulsione che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica per oltre un’ora, i nerazzurri hanno percorso 112 chilometri complessivi, praticamente la stessa distanza del Cagliari, ma per un’ora con un giocatore in meno. Tra i più attivi ci sono stati Aebischer, Moreo e Angori, tutti sopra gli undici chilometri. La squadra si è compattata, ha corso per due e ha saputo difendere il vantaggio senza perdere lucidità.

LA QUALITA’ DECIDE IL MATCH – Pisa-Cagliari si è decisa, insomma, nella qualità delle occasioni da gol. Ed è probabilmente proprio questo l’aspetto più significativo della vittoria nerazzurra: per una volta il Pisa non ha avuto bisogno di creare molto per fare male. Gli è bastato colpire quando serviva, cosa che in passato non era riuscita.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.