Il Pisa perde 1-3 e va sotto già nel primo tempo. Il dato più pesante è dove il Sassuolo ha concluso: 18 tiri totali, con 16 conclusioni arrivate in area secondo il report. Il Pisa ha tirato 15 volte, ma ha costruito poco di “pulito”: una sola occasione nitida da gol registrata.

Il possesso racconta un’altra cosa: 61,59% Sassuolo contro 38,41% Pisa. Eppure i nerazzurri hanno chiuso con più passaggi riusciti (363 contro 306). Significa che tanto giro palla è rimasto basso o laterale, senza portare continuità negli ultimi metri. Lo conferma l’ultimo terzo: 60 passaggi riusciti del Pisa contro 83 del Sassuolo. I dati di “zone di tiro” e le conclusioni dall’area vanno nella stessa direzione. E sui piazzati il Sassuolo batte 5 corner contro 2: altro segnale di pressione continua nella metà campo nerazzurra.

Il nuovo acquisto Loyola (Foto Gabriele Masotti)

Il baricentro aiuta a leggere i due tempi. Nel primo il Pisa sta più alto (53,86 metri contro 45,46). Nel secondo si capovolge: Pisa 46,81, Sassuolo 52,76. Dopo l’intervallo il Sassuolo alza il blocco e il Pisa non riesce più a essere veramente pericoloso, da un certo punto in poi.

Attacco: tiri sì, rifornimenti no. Il Pisa arriva anche a 6 tiri nello specchio, uno in più del Sassuolo (6-5). Ma quel numero non basta. L’indicatore chiave è la qualità della costruzione: una sola occasione da gol e pochi palloni giocati in zona offensiva (118 in attacco contro 146 del Sassuolo). Sulla punta, il report è ancora più netto: pressione ricevuta altissima per chi ha giocato davanti. Henrik Meister è il primo per pressione ricevuta (77,92%) nei 48 minuti in campo. Anche Rafiu Durosinmi è oltre il 72%. Sono numeri che descrivono attaccanti serviti spesso spalle alla porta e senza appoggi vicini.

Un altro dettaglio: l’indice di verticalità ha in testa Simone Scuffet (4,17). Se il portiere è il giocatore più “verticale”, vuol dire che la risalita passa spesso da palla lunga e seconda palla. E lì il Sassuolo ha retto meglio.

I singoli: cosa dicono le schede. In mezzo, il giocatore più coinvolto è Michel Aebischer: 64 passaggi riusciti (86%) e 3 passaggi chiave, primo del Pisa nel dato. È il nodo della manovra, ma la rifinitura non basta a mettere gli attaccanti davanti al portiere. Dietro, Caracciolo chiude con 11 recuperi e 45 passaggi riusciti al 95%. Il reparto però nel complesso concede troppo in area nei minuti decisivi.

Sulle fasce, i cross ci sono ma pesano poco: 22 tentati dal Pisa, 6 completati (27% di accuratezza). Il Sassuolo ne prova 29 e ne completa 6 (21%). Volume alto, resa bassa per entrambe, ma il Sassuolo costruisce più spesso dentro il campo e non vive solo di cross.

Davanti, i tiri arrivano soprattutto da chi entra dalla panchina. Léris chiude con 3 tiri e 2 nello specchio. Durosinmi fa 3 tiri e 2 passaggi chiave. Però il Pisa ha un solo dato di “occasione da gol” e questo riporta tutto al punto di partenza: tanta iniziativa individuale, poca continuità di squadra nell’ultimo terzo.

 

 

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.